
Le inondazioni in corso in Mozambico hanno già colpito oltre 700.000 persone dal 7 gennaio (dati al 1° febbraio), portando al salvataggio di quasi 20.000 persone e causando danni significativi alle infrastrutture essenziali del Paese, incluso il taglio della Strada Nazionale n. 1 (N1) tra le province di Maputo e Gaza.
A Marracuene, lo straripamento del fiume Incomati ha interrotto la circolazione stradale tra la cittadina di Marracuene e la località turistica di Macaneta, sostenuta nell’ambito del programma A-GEO, finanziato dalla Cooperazione Italiana.
Dei 18 bagnini formati nell’ambito del programma, 11 hanno partecipato alle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza alle comunità colpite, in particolare nei distretti di Manhica, Boane e Marracuene, tra le zone più duramente interessate dalle inondazioni. I mezzi donati dal progetto, in particolare le moto d’acqua (jet-ski), sono stati anch’essi utilizzati per supportare queste operazioni.
Elias Novela, uno dei bagnini formati nell’ambito di A-GEO, afferma di essere “orgoglioso di poter aiutare la mia stessa comunità”, aggiungendo che “abbiamo già salvato bambini in stato di disperazione, persone con disabilità e anziani senza speranza”. Ha inoltre sottolineato che la formazione ricevuta gli ha permesso di “imparare a pensare rapidamente e ad agire in tempo per salvare vite umane”.

Giulia Natali (AICS – Salute) nella consegna di kit igienici alla comunità di Magoanine, colpita dalle alluvioni.
Venerdì 30 gennaio, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, insieme a rappresentanti del settore sanitario, ha visitato il centro di accoglienza nel quartiere di Magoanine, offrendo sostegno alle comunità che ospitano persone sfollate a causa delle inondazioni. In una delle aree più colpite sono stati distribuiti 135 kit igienici, comprensivi di purificatori d’acqua, al fine di prevenire malattie infettive come il colera.
Nella provincia di Manica è stato consegnato un pacchetto di sementi composto da 1.500 kg di mais e 600 kg di fagioli, con l’obiettivo di sostenere le famiglie agricole colpite dalle piogge intense e dalle inondazioni. La donazione rientra nel programma di rafforzamento della resilienza delle comunità più vulnerabili delle province di Zambézia, Manica e Tete.
È inoltre importante sottolineare che, attraverso il programma Ready2ACT, finanziato dalla Cooperazione Italiana, la Fondazione CIMA sta fornendo supporto remoto ai tecnici dell’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD) e di altri istituti competenti del sistema di allerta, quali INAM e DNGRH, sostenendo le operazioni di monitoraggio e analisi del fenomeno mediante strumenti di previsione e accompagnamento sviluppati nell’ambito del progetto, inclusa la nuova sala operativa inaugurata lo scorso anno.
Parallelamente, nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, attivato per questa emergenza, è previsto l’arrivo nel Paese di un esperto in gestione delle inondazioni della Fondazione CIMA, tra i contributi dell’Unione Europea, per sostenere la gestione del rischio.
Secondo Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, “sappiamo che il Mozambico è uno dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, attraverso progetti come Ready2ACT, abbiamo investito fortemente nella gestione dei rischi e nel rafforzamento dei sistemi di allerta precoce, contando sul know-how della Fondazione CIMA e del Dipartimento di Protezione Civile italiano. Ringraziamo inoltre il ruolo essenziale dei bagnini formati dal programma A-GEO nella salvaguardia delle vite umane e nel sostegno alle comunità. L’Italia e la Cooperazione Italiana continueranno a fare tutto il possibile per sostenere la popolazione mozambicana”.

Bagnini del progetto A-GEO impegnati in operazioni di ricerca e soccorso.
