Il DELPAZ al Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico: “Cercando percorsi e tessendo alleanze”

Durante due giorni, il 5 e il 6 novembre, presso l’Auditorium Paulus Gerdes dell’Universidade Pedagógica de Maputo – Campus di Lhanguene, si è svolto il Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico, con il motto: “Cercando percorsi e tessendo alleanze.”
Il Forum è stato promosso dal Progetto PRO-PAZ (cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato dal consorzio formato dalle organizzazioni CISP, IMD, IVERCA e LEMUSICA), in partenariato con il DELPAZ, programma del governo del Mozambico, finanziato dalla Unione Europea e implementato dall’AICS nelle province di Manica e Tete, e con diverse organizzazioni della società civile, coordinate da Helpcode a Manica e SavetheChildren a Tete.
L’evento ha riunito rappresentanti del Governo, dei partiti politici, del settore privato, del mondo accademico, leader religiosi, artisti, sportivi e partner internazionali, in un ampio esercizio di dialogo e riflessione sui percorsi verso una pace effettiva e duratura nel Paese.
La sessione di apertura ha visto gli interventi di rappresentanti del Ministero della Giustizia, Affari Costituzionali e Religiosi, dell’Istituto per la Democrazia Multipartitica, del Consiglio Cristiano del Mozambico, del Consiglio Islamico, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dell’Unione Europea in Mozambico, delle Nazioni Unite e dell’Universidade Pedagógica de Maputo.
Nel corso dei due giorni, il Forum ha promosso una riflessione nazionale inclusiva sui meccanismi necessari alla riconciliazione nazionale e al consolidamento di una pace sostenibile, contribuendo con proposte concrete all’attuale Processo di Dialogo Nazionale Inclusivo e al Gruppo di Lavoro su Pace, Riconciliazione e Unità Nazionale.
Nel secondo giorno è stato proiettato il video partecipativo “Ilha do Mato”, realizzato nell’ambito delle attività del DELPAZ. Il video è stato presentato dal formatore Samussone Manhique, che ha lavorato in collaborazione con il regista Aghi e con i ragazzi della Scuola secondaria di Macossa, della Scuola primaria di Oitavadas di Moatize e della Scuola secondaria di Mazicuera di Gondola, un lavoro che è stato oggetto di un grande articolo sul quotidiano Notícias.
Inoltre, cinque rappresentanti dei beneficiari del DELPAZ Manica sono intervenuti, condividendo le proprie esperienze personali di riconciliazione e gli impatti positivi delle iniziative di pace sviluppate nelle loro comunità.
“Che bello sentire i sentimenti dei beneficiari, ora piccoli imprenditori, che testimoniano i risultati e i progressi del DELPAZ nella fornitura di mezzi di sussistenza alle comunità. Esprimendosi nella lingua locale, questa è la vera inclusione sociale ed economica”, è stato uno dei commenti dei partecipanti al Forum.

Il link del video “Ilha do mato”:  https://www.youtube.com/watch?v=WMbenoOTtT8&t=57s

 

 

 

Il Punto Verde di Macossa può ora contare su un trattore

A Macossa, il Punto Verde è tornato a prendere vita. I membri dell’Associazione esprimono soddisfazione e lodano i progressi per lo sviluppo economico del distretto, grazie al programma DELPAZ, in collaborazione con il governo locale e con l’Istituto Agrario di Chimoio (IAC).

Recentemente, grazie alla partnership tra il Programma DELPAZ e l’IAC, il Punto Verde di Macossa, avendo dimostrato un impegno costante nel promuovere l’attività produttiva nel distretto, ha ricevuto un trattore dotato di aratro, erpice, seminatrice, assolcatore, scarificatore, tra gli altri attrezzi agricoli. L’iniziativa ha accelerato il lavoro nei campi: attività che prima richiedevano settimane con l’uso della zappa ora vengono svolte in poche ore. “Il DELPAZ non ci ha dato solo una macchina, ci ha dato più tempo per produrre e sognare più in grande”, affermano gli agricoltori.

Il presidente dell’associazione, Quentino Suíte Tomo, ha spiegato che prima del supporto del DELPAZ affrontavano condizioni difficili a causa della mancanza di risorse e macchinari. Con i mezzi ora disponibili, incluso il trattore, prevedono di preparare ed espandere l’area coltivata da cinque ettari a oltre 30 ettari, destinati alla produzione di diverse colture.

La consegna ha visto la presenza del punto focale del DELPAZ, Ergínio Alberto Romão, tecnici del Servizio Distrettuale delle Attività Economiche (SDAE) e altri rappresentanti del governo locale. Il macchinario è già pienamente operativo e beneficia più di 30 membri dell’associazione, per lo più donne e giovani agricoltori.

Più superficie, meno sforzo

Prima della meccanizzazione, ogni famiglia coltivava in media mezzo ettaro per stagione agricola. Con il trattore, si prevede di triplicare questa superficie. Il tempo di preparazione del terreno potrebbe ridursi da circa 15 giorni a meno di due giorni. Ciò permetterà di sfruttare meglio la stagione delle piogge e ridurre le perdite. Anche nei periodi di scarse precipitazioni, il Punto Verde dispone di un sistema di irrigazione alimentato da energia solare, che preleva acqua dalle zone basse per irrigare le colture.

“Lavoravamo dall’alba al tramonto e la terra rimaneva dura. Ora il trattore faciliterà il lavoro e potremo concentrarci sulla semina e sul raccolto”, ha dichiarato Quentino Suíte Tomo. Per lui, l’attrezzatura rappresenta meno sforzo fisico e maggiore produttività.

Una partnership con risultati

Questo passo si inserisce nell’agenda di sviluppo del distretto di Macossa, che riconosce nella meccanizzazione agricola a favore dei piccoli produttori un elemento importante per l’economia rurale e la sicurezza alimentare.

Oltre alla fornitura dell’attrezzatura, attraverso il programma DELPAZ viene promossa anche la manutenzione preventiva dei macchinari, garantendo una gestione corretta e una maggiore durata.

L’amministratore del distretto, Albano Daniel Muiambo, ha sottolineato l’importanza della cooperazione per lo sviluppo e la pace: “Quando il settore privato e il governo lavorano insieme, l’impatto si sente direttamente nei campi. Questo trattore dimostra che investire nell’agricoltura significa investire nel futuro del distretto.”

Da parte sua, il punto focale del DELPAZ ha evidenziato che l’obiettivo va oltre la meccanizzazione: si punta ad aumentare la produzione, generare eccedenze e migliorare la commercializzazione. Il distretto dispone già di infrastrutture come magazzini e mercato per sostenere questa crescita, grazie al DELPAZ. Il prossimo passo sarà rafforzare l’organizzazione della vendita e la definizione di prezzi equi per i prodotti locali.

Impatto sulla comunità

Con più terra preparata, l’associazione prevede di aumentare di circa l’80% la produzione di colture come mais, sorgo, cipolla, gombo, cavolo, lattuga, peperone, peperoncino, cetriolo, carota e fagioli. L’eccedenza sarà commercializzata localmente, contribuendo al reddito delle famiglie e alla sicurezza alimentare della regione.

Nonostante i progressi, negli ultimi mesi persistono alcune sfide, come la scarsità di carburante che ha colpito anche il Mozambico. Per superare questa difficoltà, i membri si sono resi disponibili a creare un fondo comunitario destinato alla manutenzione e al rifornimento del trattore, garantendo la continuità delle attività dopo il periodo iniziale di supporto del DELPAZ.

 

Tra fili e sfide: Eneida continua a sognare

Eneida Domingos, 21 anni, ha sempre creduto che il suo futuro potesse essere diverso. Determinata, curiosa e laboriosa, è stata selezionata per frequentare il corso di Elettricità Installatrice presso l’IFPELAC, nell’ambito della formazione promossa dal DELPAZ, in coordinamento con le autorità distrettuali locali responsabili della mobilitazione e selezione dei partecipanti — una scelta che avrebbe finito per trasformare la sua vita.

Figlia di un ex guerrigliero della Renamo, Eneida è cresciuta in un contesto segnato dagli effetti del conflitto armato nel suo distretto, che ha rallentato non solo lo sviluppo locale, ma anche l’accesso a tecnologie moderne, inclusi sistemi di illuminazione più efficienti e armoniosi, come quelli osservati in città più sviluppate del Paese e del mondo.

Fin dall’inizio della formazione si è distinta per la sua dedizione. Mentre molti compagni approfittavano delle pause per riposare, Eneida restava in aula, concentrata su fili, circuiti e collegamenti che tanto la affascinavano. “Mi piaceva davvero”, ricorda. “L’elettricità mi affascinava e sentivo che poteva essere una grande opportunità per me.”

In una precedente intervista, mentre frequentava il corso, aveva affermato che quella era l’opportunità che aveva trovato per formarsi, permettendole di acquisire conoscenze per realizzare il suo sogno: vedere il suo villaggio utilizzare tecnologie moderne per l’illuminazione di case e strade, con soluzioni come l’uso di fotocellule — che permettono di attivare l’illuminazione automaticamente — o lampadine intelligenti controllate da applicazioni, ancora poco diffuse nella sua regione, sebbene già comuni in altri luoghi.

“La formazione mi ha aiutata ad avere nuove idee per apportare cambiamenti nel mio distretto, portando soluzioni che molte persone già usano in città più sviluppate”, affermava con entusiasmo.

Dopo aver concluso il corso, è tornata a Guro portando con sé non solo conoscenze tecniche, ma anche uno scopo. Poco tempo dopo ha ottenuto uno stage di 45 giorni presso l’Electricidade de Moçambique (EDM), dove ha approfondito le sue competenze. “Ho imparato molto più delle semplici installazioni elettriche. È stata un’enorme opportunità di crescita, ma purtroppo l’EDM non sta assumendo nuovo personale.”

Tuttavia, il ritorno alla realtà ha portato sfide. In un contesto ancora segnato da pregiudizi, Eneida si è trovata di fronte a sguardi di diffidenza e dubbi sulla capacità di una donna in una professione tradizionalmente dominata dagli uomini. “Una donna elettricista è ancora vista male”, afferma. “Ma non è vero che non sappiamo fare questo lavoro. Siamo capaci quanto gli uomini.”

In un mondo in cui il maschilismo limita ancora le opportunità, inseguire un sogno richiede più del talento: richiede coraggio. E Eneida lo dimostra ogni giorno.

Piano piano, sono arrivate alcune opportunità. “Ho già fatto alcune installazioni in case”, racconta. “Sono ancora poche e non riesco a garantire il mio sostentamento.” Ogni lavoro rende circa 600 meticais, una cifra ancora insufficiente per raggiungere la stabilità, soprattutto in un contesto di forte concorrenza nel villaggio.

Nonostante tutto, Eneida non si arrende. Continua a credere che i sogni siano possibili, anche quando il percorso è più difficile per una donna. “Vorrei aprire un’azienda femminile di installazioni elettriche. Questo è ancora il mio sogno.”

Nell’ultimo anno ha realizzato più di dieci installazioni e inizia lentamente a guadagnare riconoscimento. Con lo sguardo rivolto al futuro, sta valutando di trasferirsi a Mungari, dove c’è meno concorrenza e maggiore domanda di servizi elettrici. “Sto ancora pensando. A Mungari è arrivata l’elettricità ma non ci sono elettricisti. Devo mettere da parte un po’ di soldi per mantenermi nei primi mesi. Ho conoscenti lì che, all’inizio, possono aiutarmi.”

La storia di Eneida è un esempio di perseveranza in un mondo che non sempre facilita il cammino delle donne. È la prova che, nonostante gli ostacoli, i sogni restano vivi — e che, con coraggio e determinazione, è possibile illuminare il futuro, passo dopo passo, filo dopo filo.

 

Fare accadere le cose

“Spero che torniate a casa diversi da come siete arrivati qui, cambiati: perché possiate così trasformare le vostre vite e quelle delle comunità in cui vivete. Fate accadere le cose!” È con queste parole che Hermenegildo Rodrigues Arnaldo, direttore dell’Istituto Agrario di Chimoio (IAC), ha concluso il 13 aprile la cerimonia di consegna dei certificati di completamento del primo corso di formazione su “Agricoltura, allevamento e trasformazione della produzione agricola” a 72 giovani provenienti dal Distretto di Barué, nella Provincia di Manica.

Il corso di formazione professionale breve, della durata di due settimane, ha visto 18 giovani donne e 54 giovani uomini, di cui 20 provenienti da famiglie beneficiarie del processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (DDR) prendere parte a lezioni teoriche e pratiche su temi quali l’agricoltura di conservazione, le tecniche irrigue, il controllo dei parassiti, l’allevamento degli animali e la produzione di mangimi, la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli.

Nelle prossime settimane, altri 328 giovani dei Distretti di Gondola, Guro, Macossa e Tambara parteciperanno a 4 ulteriori cicli di formazione sugli stessi temi – una delle attività chiave del progetto DELPAZ nella Provincia di Manica, che prosegue ora con tirocini presso le associazioni di produttori e produttrici con cui lavora DELPAZ sotto la supervisione dei tecnici agronomi dei Servizi Distrettuali per le Attività Economiche formati nel 2023.

Realizzato da Progettomondo, uno dei partner del consorzio che implementa il progetto, il corso di si è svolto presso lo IAC, uno dei partner istituzionali del DELPAZ e, anche, uno dei principali istituti di formazione professionale nel Paese, che accoglie studenti provenienti da tutte le Province e li forma in aree quali l’agronomia, la medicina veterinaria, l’ingegneria forestale, la conservazione dalla fauna selvatica, svolgendo un ruolo cruciale nell’integrazione sociale e nell’empowerment dei giovani.

È stata una giornata emozionante e allegra, tra momenti ufficiali e scambi più informali, che hanno permesso di chiacchierare con gli studenti e le studentesse, che mostrano – come si può leggere dalle battute a seguire – di tornare a casa con idee e prospettive molto diverse, ma tutti con una grande motivazione, e con nuove amicizie.

Eccoli qua, tra tutti, i commenti di Jordão, Armindo, Micheche, Niquilone e Rosa:

“Esco di qui con l’idea chiara di volermi dedicare all’allevamento di suini: è la parte del corso che più mi ha appassionato, e ha un grande potenziale” (Jordao Jairosse, 31, della comunità di Honde)

“Io sono già agricoltore, ma ho imparato cose che non sapevo, come quelle sulla trasformazione dei prodotti agricoli, che è una cosa che voglio iniziare a fare, in particolare con la produzione di olio di sesamo” (Armindo Inoque Jose, 31, della comunità di Nhassacara)

“Io ho capito che voglio continuare a formarmi e a studiare, mi sarebbe piaciuto che il corso fosse durato di più, ma così ho capito cosa mi interessa” (Micheque Albertino Januario, 21, della comunità di Chuala)

“Noi vogliamo lavorare in gruppo, metterci insieme. Avremo bisogno di supporto, di un po’ di fondi per i primi investimenti, ma dobbiamo cominciare” (Niquilone Fevereiro, 22 anos, della comunità di Chuala)

“Io ho il mio campo. Coltivo mais, madumbe (taro), tseke (amaranto), mapira (sorgo). Dove vorrei essere fra un anno? Vorrei che i miei prodotti fossero venduti a Chimoio, proprio qua in città, a tutti”.  (Rosa Zeferino Manejo, 30, della comunità di Nhassacara)