Firma dell’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica dello Zambia

S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, e l’Onorevole Mulambo Haimbe, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, durante la firma dell’Accordo.

Lusaka, 24 settembre 2026 – Oggi, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica dello Zambia, è stato firmato l’Accordo Quadro sulla Cooperazione allo Sviluppo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica dello Zambia.

L’Accordo è stato firmato da S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, e dall’Onorevole Mulambo Haimbe, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Alla cerimonia ha partecipato anche il Dott. Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Maputo.

La firma dell’Accordo rappresenta una tappa significativa nel rafforzamento della lunga amicizia tra Italia e Zambia. Esso stabilisce un solido quadro per promuovere uno sviluppo inclusivo e sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il lancio di un partenariato rinnovato con l’Africa ha avuto luogo nel gennaio 2024, con la presentazione del Piano Mattei per l’Africa durante il Vertice Italia–Africa tenutosi a Roma. L’iniziativa mira a definire un nuovo modello di cooperazione basato su partenariati tra pari, sostenuto da un impegno iniziale di 5,5 miliardi di euro.

In linea con questo rinnovato approccio, l’Italia ha rafforzato il proprio impegno in Zambia attraverso le attività di Cooperazione allo Sviluppo, un processo che ha acquisito slancio negli ultimi anni. Nel giugno 2024, lo Zambia è stato incluso tra i Paesi prioritari per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ed è stato posto sotto il coordinamento dell’Ufficio AICS di Maputo. La visita del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti, nel luglio 2024, e l’apertura di un Ufficio della Cooperazione Italiana presso i locali dell’Ambasciata d’Italia hanno reso operativa tale decisione.

Inoltre, l’Italia ha risposto positivamente all’appello d’emergenza del Governo dello Zambia per mitigare l’impatto della siccità indotta da El Niño, con particolare attenzione al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità rurali.

In conclusione, S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Zambia, Enrico De Agostini, ha dichiarato: «Come sottolineato dal nostro Presidente del Consiglio, S.E. Giorgia Meloni, nel febbraio 2026 lo Zambia è diventato un Paese prioritario per il Piano Mattei, che rappresenta la strategia italiana di investimento in Africa, fondata su un partenariato tra pari, basato su un dialogo autentico e su interessi reciproci. La firma di questo Accordo riflette l’impegno condiviso dei nostri governi a lavorare fianco a fianco per un futuro più resiliente, inclusivo e sostenibile per il popolo dello Zambia».

Il Titolare della Sede AICS di Maputo, Dott. Paolo Enrico Sertoli, ha dichiarato: «Intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Zambia, a partire dal lancio di un’iniziativa da 6 milioni di euro nelle province Settentrionale e Copperbelt, nella regione del Corridoio di Lobito, incentrata sul ripristino degli ecosistemi e sulle filiere sostenibili».

Da sinistra a destra: Silvia Piccinini (Ufficio commerciale e politico- Ambasciata d’Italia a Lusaka), S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, Alessandro Botta, Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka.

Giornata Internazionale dell’Acqua: focus sulla posa della prima pietra del programma di risanamento ambientale

Si è svolta, il 19 marzo, la cerimonia di posa della prima pietra nell’ambito del Programma di Saneamento Ambientale per il drenaggio delle acque piovane nei quartieri della città di Maputo finanziato dalla Cooperazione Italiana. L’intervento avrà una durata prevista di tre anni e rappresenta un investimento, attraverso un credito d’aiuto pari a 60 milioni di euro (per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere), a cui si aggiunge una componente a fondo perduto di 1,752 milioni di euro (destinata alla gestione del programma da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, Abitazione e Risorse Idriche).

L’evento ha visto la partecipazione di alte autorità, tra cui il Ministro dei Lavori Pubblici, Abitazione e Risorse Idriche, Fernando Rafael, il Presidente del Consiglio Municipale di Maputo, Rasaque Manhique, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, e il Titolare AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, oltre ad altri rappresentanti istituzionali.

Sebbene ufficialmente avviati in questa data, i lavori sono in corso dal settembre 2025 e includono la costruzione di 14 chilometri di sistemi di drenaggio delle acque piovane, nonché la pavimentazione di oltre 8 chilometri di strade nel distretto di KaMaxaquene. Attualmente, circa l’8% dei lavori è già stato completato. Le opere sono eseguite dall’impresa italiana Renco, con la supervisione della società di consulenza italiana FCRR s.r.l.

Questi interventi svolgono un ruolo fondamentale nella mitigazione degli impatti causati da fenomeni climatici estremi, in un contesto in cui il Mozambico figura tra i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Il programma si inserisce negli sforzi del settore infrastrutturale della Cooperazione Italiana per promuovere lo sviluppo di città e comunità più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili, in coordinamento con altre due iniziative complementari: il Programma Drenaggio, attualmente in corso nel distretto di KaMaxaquene, e il Programma Regenera, in fase di attuazione nel quartiere di Chamanculo C.

Nel loro insieme, questi interventi contribuiranno al miglioramento delle condizioni ambientali e urbane, attraverso la riduzione del rischio di inondazioni e la prevenzione di malattie di origine idrica (come il colera), generando un impatto diretto e positivo sulla qualità della vita delle popolazioni beneficiarie.

Nel corso del suo intervento, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico ha sottolineato che “l’opera integra diverse soluzioni tecniche, tra cui canali a cielo aperto, canali sotterranei e strutture in gabbioni, che consentiranno di migliorare significativamente il deflusso delle acque piovane e ridurre il rischio di inondazioni”.

L’Ambasciatore ha inoltre evidenziato che “questo progetto rappresenta, nella città di Maputo, l’impegno del Sistema Italia e delle imprese italiane nel mettere al servizio dello sviluppo sostenibile le proprie competenze tecniche ed esperienza ingegneristica, a beneficio delle comunità e dell’ambiente”.

Questo progetto riafferma l’impegno della Cooperazione Italiana nel sostenere il Mozambico nell’implementazione di soluzioni integrate nei settori delle infrastrutture, dello sviluppo urbano e del WASH (Acqua, Servizi Igienico-Sanitari e Igiene), contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità e al rafforzamento della resilienza delle città di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici.

Messaggio di saluto- Titolare della Sede AICS di Maputo

Cara lettrice, caro lettore,

Si avvicina, ormai, la conclusione del mio mandato come Titolare della Sede AICS di Maputo, che terminerà alla fine di questo mese di marzo, dopo oltre quattro anni di intenso lavoro. Non è facile tracciare un bilancio di un periodo così ricco di sfide, esperienze e risultati ottenuti.

Sono giunto in Mozambico nel 2022, un anno emblematico per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel Paese. Difatti, nel luglio 2022 si è svolta la visita in Mozambico dell’On. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, in occasione della quale è stato firmato il Piano Indicativo Pluriennale (PIP) tra l’Italia e il Mozambico per il periodo 2022-2026, primo importante risultato concreto del mio mandato.

Il mio arrivo ha coinciso anche con una fase in cui si facevano ancora sentire gli effetti della pandemia di COVID-19, non possiamo dimenticarlo. In quel contesto ho avuto l’opportunità di constatare l’impatto della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, in particolare attraverso il sostegno al Centro di Biotecnologia dell’Università Eduardo Mondlane (UEM), in prima linea nelle attività di diagnosi. È stato anche un anno simbolico, segnato dalla celebrazione dei 45 anni di cooperazione tra l’Italia e la UEM, la più grande e prestigiosa università del Mozambico, con la quale collaboriamo da tempo nella formazione di quadri e nel rafforzamento dell’istruzione superiore.

Nel corso del mio mandato, mi sono sentito profondamente orgoglioso nel vedere crescere l’azione di AICS e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel complesso contesto regionale dell’Africa Australe. Un dato su tutti: all’inizio del mio incarico, la Sede AICS di Maputo aveva competenza su tre Paesi, di cui solo 1 (Mozambico) prioritario per il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (MAECI). Termino il mio mandato con una competenza su 5 Paesi, di cui 3 prioritari (Mozambico, Zambia e Malawi) per il MAECI e 3 (Mozambico, Zambia e Angola) per il Piano Mattei per l’Africa.

Momenti marcanti del mio mandato nell’ottica dell’allargamento di competenze, sono stati senza dubbio le inaugurazioni dell’Ufficio di Programma di Chimoio (Mozambico, Provincia di Manica, nel 2023), hub che coordina le nostre attività nella Provincia, in particolare nel settore agricolo, e che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del Centro Agroalimentare di Manica (CAAM), iniziativa faro del Piano Mattei per l’Africa e, dell’Ufficio di Programma di Lusaka, con competenza su Malawi e Zambia, con un rafforzamento di presenza e capacità di intervento della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e AICS nell’Africa Australe.

Tra i momenti più emblematici del mio mandato desidero ricordare in particolare: nel settembre 2025, la riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, un vero gioiello della città e un importante traguardo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico del Mozambico; nel 2024, il contributo per l’organizzazione della prima Expo Caffè in Mozambico e l’inaugurazione di importanti infrastrutture, come l’incubatore di start-up presso l’Università Eduardo Mondlane (nel 2023) e il centro sanitario di Namaacha (nel 2022), nonché, nel 2023, 2024 e 2025, l’invio di delegazioni di produttori agricoli provenienti dai Paesi di competenza alla fiera Macfrut, contribuendo così a rafforzare lo scambio di conoscenze e opportunità nel settore agricolo.

Uno dei lasciti più rilevanti della mia gestione, sono i processi che ho contribuito a strutturare e consolidare, fondati su una visione sempre più orientata al risultato e a progetti mirati a una dimensione regionale, facendo leva su un forte spirito di squadra con tutto il Sistema Italia, sul coinvolgimento del settore privato (vedi la collaborazione, ormai ben strutturata, con ENI Rovuma, Macfrut e The European House Ambrosetti – TEHA) e sulla valorizzazione della comunicazione come strumento strategico della Cooperazione allo Sviluppo.

Sono stati migliaia i chilometri percorsi e innumerevoli le ore di volo che mi hanno permesso di conoscere da vicino la regione, le sue comunità e i nostri beneficiari. In questo percorso ho avuto soprattutto l’opportunità di testimoniare la straordinaria resilienza delle popolazioni e la loro determinazione nel costruire un futuro migliore per le proprie comunità.

Un ringraziamento speciale va alle Rappresentanze Diplomatiche competenti — le Ambasciate a Maputo, Lusaka, Harare e Luanda —, alle istituzioni partner, alle autorità locali, alle Organizzazioni della Società Civile italiane (OSC) e mozambicane, alle Delegazioni dell’Unione Europea, alle Agenzie delle Nazioni Unite e a tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso condiviso.

Infine, una parola di profonda e sincera gratitudine va a tutto il personale della Sede AICS di Maputo. Questi risultati non sarebbero stati possibili senza l’impegno, la dedizione, la competenza e lo spirito di squadra di ognuno di voi.

Grazie mille. Muito obrigado. Kanimambo. Thank you.

Hipólito e Assucena: due percorsi di inclusione e crescita professionale

Hipólito e Assucena sono stati i primi tirocinanti ad essere accolti presso AICS Maputo nell’ambito del Programma della Cooperazione Italiana Creazione di Impiego Attraverso le TIC, che mira a promuovere opportunità professionali per giovani con disabilità e a rafforzarne l’inclusione nel mercato del lavoro.

Assucena, 26 anni, laureata in Amministrazione Pubblica, era alla ricerca di un’opportunità professionale quando ha partecipato a una fiera del lavoro. «Mi sono recata allo stand di Humanity & Inclusion, dove stavano raccogliendo i CV di persone con disabilità. Senza esitazione, ho consegnato il mio», racconta. Pochi giorni dopo ha ricevuto una chiamata con la possibilità di svolgere un tirocinio presso AICS, segnando l’inizio di una nuova fase del suo percorso professionale.

Durante il tirocinio, Assucena ha svolto diverse mansioni, tra cui il controllo delle entrate e delle uscite di magazzino e il supporto logistico, inclusa la negoziazione con i fornitori. Tra tutte le attività, ne evidenzia una in particolare: «La parte che preferisco è il protocollo dei documenti, che mi aiuta anche a imparare l’italiano», afferma, sottolineando come questa esperienza abbia contribuito non solo alla sua crescita professionale, ma anche personale.

Dal canto suo, Hipólito, attivista per i diritti umani delle persone con disabilità e commentatore sportivo presso Radio Miramar, è venuto a conoscenza dell’opportunità anch’egli tramite Humanity & Inclusion. In AICS ha svolto funzioni di supporto all’organizzazione interna, partecipando a riunioni, contribuendo alla gestione logistica degli autisti e utilizzando strumenti come Excel. Con orgoglio, condivide l’impatto di questa esperienza: «Il tirocinio mi ha dato una nuova spinta, una nuova visione e un nuovo modo di pormi, permettendomi di arricchire le mie conoscenze».

Per entrambi, il tirocinio ha rappresentato un’opportunità trasformativa. Assucena sottolinea come principale insegnamento l’importanza della fiducia in sé stessi: «Non avere paura di sbagliare è la cosa più importante». Rivolge inoltre un messaggio ad altre persone con disabilità: «Non limitatevi, non dite di non essere capaci. Se chiudiamo la nostra mente, non potremo esplorare molte opportunità».

Hipólito, invece, evidenzia il ruolo fondamentale delle organizzazioni nella promozione dell’inclusione: «Prima di offrire opportunità di tirocinio alle persone con disabilità, è essenziale creare ambienti di lavoro accessibili e inclusivi».

Invitati a riassumere questa esperienza in una sola parola, le loro risposte riflettono bene l’impatto del tirocinio: per Hipólito è stato “fantastico”; per Assucena ha rappresentato soprattutto “crescita”.

La Sede AICS di Maputo ha organizzato un momento di saluto e convivialità con i tirocinanti, esprimendo il proprio apprezzamento per la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati durante il periodo di tirocinio e augurando loro i migliori successi nei futuri percorsi professionali.

Questa iniziativa dimostra come la creazione di ambienti di lavoro inclusivi non solo promuova l’uguaglianza di opportunità, ma contribuisca anche a valorizzare i talenti, rafforzare le istituzioni e costruire una società più giusta e inclusiva.

Mozambico – La Cooperazione Italiana allo Sviluppo rafforza la resilienza delle comunità di Marracuene (Provincia di Maputo e Macate (Provincia di Manica)

Il 19 febbraio 2026, nell’ambito di iniziative di rafforzamento della resilienza delle comunità vulnerabili ai cambiamenti climatici in Mozambico finanziate dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, si sono svolti due eventi volti a sostenere le popolazioni colpite dalle recenti piogge intense e inondazioni che hanno interessato il Paese all’inizio dell’anno.

Il primo evento si è svolto a Marracuene (Provincia di Maputo), zona gia’ interessata da importanti finanziamenti della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con particolare riferimento al Programma A-GEO con la creazione della prima “spiaggia modello” del Paese nella località di Macaneta. Si tratta di una delle aree più colpite dalle recenti inondazioni, inondazioni che hanno causato l’interruzione del collegamento stradale tra Marracuene e Macaneta, isolando diverse comunità locali.

In tale occasione, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, accompagnato dal Titolare della Sede AICS – Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e dal Sindaco di Marracuene, Shafee Sidat, ha proceduto alla distribuzione di 70 kit alimentari, contenenti, tra gli altri beni essenziali, farina, riso e pollo, con l’obiettivo di sostenere le famiglie maggiormente colpite.

Durante la cerimonia, l’Ambasciatore ha sottolineato di essere presente “per portare la solidarietà del popolo italiano” e ha evidenziato che “nonostante la distanza, il popolo italiano e il popolo mozambicano sono fratelli”. Da parte sua, il Sindaco di Marracuene ha affermato che “l’Italia ha fornito il proprio sostegno fin dal primo momento”, riconoscendo l’impegno continuo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo a favore delle comunità colpite.

Il secondo evento si è svolto nel Distretto di Macate (Provincia di Manica), dove sono stati distribuiti semi di mais e fagioli a 26 beneficiari, nell’ambito di una strategia volta a rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere il recupero dei mezzi di sussistenza delle comunità colpite. Tale distribuzione, realizzata con il sostegno di AICS, si inserisce in un intervento più ampio a livello provinciale che, nell’ambito della campagna agricola 2025/2026, sosterrà complessivamente circa 300 beneficiari.

Durante la cerimonia è stata inoltre realizzata una sessione di sensibilizzazione rivolta ai beneficiari, nel corso della quale è stata evidenziata l’importanza del corretto utilizzo dei semi distribuiti, quali input produttivi essenziali per la prossima campagna agricola.

Isaquias, leader comunitario di Macate, ha ringraziato per il sostegno ricevuto e ha sottolineato checi impegniamo a utilizzare i semi esclusivamente per la produzione, seguendo le indicazioni fornite durante la sessione di sensibilizzazione, al fine di garantire buoni risultati nella presente campagna agricola”. Ha inoltre aggiunto che “crediamo che, con impegno e lavoro congiunto, riusciremo a ottenere un buon raccolto e a contribuire allo sviluppo della nostra comunità”.

 

Risposta della Cooperazione Italiana alle inondazioni in Mozambico

Le inondazioni in corso in Mozambico hanno già colpito oltre 700.000 persone dal 7 gennaio (dati al 1° febbraio), portando al salvataggio di quasi 20.000 persone e causando danni significativi alle infrastrutture essenziali del Paese, incluso il taglio della Strada Nazionale n. 1 (N1) tra le province di Maputo e Gaza.

A Marracuene, lo straripamento del fiume Incomati ha interrotto la circolazione stradale tra la cittadina di Marracuene e la località turistica di Macaneta, sostenuta nell’ambito del programma A-GEO, finanziato dalla Cooperazione Italiana.

Dei 18 bagnini formati nell’ambito del programma, 11 hanno partecipato alle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza alle comunità colpite, in particolare nei distretti di Manhica, Boane e Marracuene, tra le zone più duramente interessate dalle inondazioni. I mezzi donati dal progetto, in particolare le moto d’acqua (jet-ski), sono stati anch’essi utilizzati per supportare queste operazioni.

Elias Novela, uno dei bagnini formati nell’ambito di A-GEO, afferma di essere “orgoglioso di poter aiutare la mia stessa comunità”, aggiungendo che “abbiamo già salvato bambini in stato di disperazione, persone con disabilità e anziani senza speranza”. Ha inoltre sottolineato che la formazione ricevuta gli ha permesso di “imparare a pensare rapidamente e ad agire in tempo per salvare vite umane”.

Giulia Natali (AICS – Salute) nella consegna di kit igienici alla comunità di Magoanine, colpita dalle alluvioni.

Venerdì 30 gennaio, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, insieme a rappresentanti del settore sanitario, ha visitato il centro di accoglienza nel quartiere di Magoanine, offrendo sostegno alle comunità che ospitano persone sfollate a causa delle inondazioni. In una delle aree più colpite sono stati distribuiti 135 kit igienici, comprensivi di purificatori d’acqua, al fine di prevenire malattie infettive come il colera.

Nella provincia di Manica è stato consegnato un pacchetto di sementi composto da 1.500 kg di mais e 600 kg di fagioli, con l’obiettivo di sostenere le famiglie agricole colpite dalle piogge intense e dalle inondazioni. La donazione rientra nel programma di rafforzamento della resilienza delle comunità più vulnerabili delle province di Zambézia, Manica e Tete.

È inoltre importante sottolineare che, attraverso il programma Ready2ACT, finanziato dalla Cooperazione Italiana, la Fondazione CIMA sta fornendo supporto remoto ai tecnici dell’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD) e di altri istituti competenti del sistema di allerta, quali INAM e DNGRH, sostenendo le operazioni di monitoraggio e analisi del fenomeno mediante strumenti di previsione e accompagnamento sviluppati nell’ambito del progetto, inclusa la nuova sala operativa inaugurata lo scorso anno.

Parallelamente, nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, attivato per questa emergenza, è previsto l’arrivo nel Paese di un esperto in gestione delle inondazioni della Fondazione CIMA, tra i contributi dell’Unione Europea, per sostenere la gestione del rischio.

Secondo Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, “sappiamo che il Mozambico è uno dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, attraverso progetti come Ready2ACT, abbiamo investito fortemente nella gestione dei rischi e nel rafforzamento dei sistemi di allerta precoce, contando sul know-how della Fondazione CIMA e del Dipartimento di Protezione Civile italiano. Ringraziamo inoltre il ruolo essenziale dei bagnini formati dal programma A-GEO nella salvaguardia delle vite umane e nel sostegno alle comunità. L’Italia e la Cooperazione Italiana continueranno a fare tutto il possibile per sostenere la popolazione mozambicana”.

Bagnini del progetto A-GEO impegnati in operazioni di ricerca e soccorso.

VII Comitato Provinciale di Coordinamento evidenzia l’impatto del DELPAZ sull’accesso all’acqua e sulla produzione agricola a Manica

Adélia Fungulane, 52 anni, bilancia un’altra tanica di acqua potabile sulla testa e sorride. Il nuovo sistema di approvvigionamento inaugurato questa settimana a Nhautchenge, nell’entroterra di Tambara, nella provincia di Manica, beneficerà oltre 800 abitanti e ha posto fine ad anni di spostamenti verso il fiume Zambesi, dove la comunità raccoglieva acqua correndo rischi costanti di attacchi di coccodrilli.

La consegna dell’infrastruttura ha segnato l’apertura del VII Comitato Provinciale di Coordinamento della provincia di Manica, il 27 novembre a Tambara. Durante la sessione, i membri del comitato hanno visitato anche il sistema di irrigazione di Ngondonga e il “Ponto Verde” di Tambara, a Casado, creato per sostenere i piccoli produttori.

La comunità riconosce un cambiamento profondo

“Ora non abbiamo più bisogno di andare al fiume. È una grande soddisfazione”, ha dichiarato Fungulane, visibilmente emozionata: il sistema ridurrà le malattie causate dalla mancanza di acqua e migliorerà immediatamente la vita delle famiglie.

Il responsabile locale della fontanella conferma che la realtà del villaggio è cambiata: “Prima affrontavamo enormi difficoltà per avere acqua potabile, e la produzione agricola non era sufficiente a sostenere le famiglie. Con il DELPAZ, questo è cambiato.”

Sistema idrico e irrigazione al centro del VII Comitato

Le testimonianze sono state confermate dai membri del VII Comitato Provinciale di Coordinamento, che hanno evidenziato che i sistemi installati dal DELPAZ garantiscono non solo acqua per il consumo, ma anche per l’irrigazione in zone semiaride.

Progresso misurato tra aprile e novembre 2025

Durante la riunione è stato valutato il progresso delle attività implementate tra aprile e novembre 2025. Secondo il comitato, le comunità hanno espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti dal DELPAZ nei cinque distretti coinvolti. Tra i maggiori traguardi figurano l’aumento della produttività agricola, il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile, la creazione di opportunità di lavoro per i giovani e per i beneficiari del DDR, nonché il rafforzamento delle infrastrutture essenziali — fattori che hanno contribuito a migliorare i mezzi di sussistenza delle comunità rurali colpite dai conflitti, con particolare attenzione alle donne e ai gruppi più vulnerabili.

La riunione ha inoltre sottolineato che l’adozione di tecnologie agricole intelligenti e il rafforzamento delle associazioni contadine hanno prodotto risultati senza precedenti, tra cui la partecipazione a fiere come la FACIM, ampliando significativamente l’accesso a nuovi mercati.

Sfide persistenti e impegni rinnovati

Una piaga di ratti che sta colpendo le coltivazioni della regione è stata uno dei punti di preoccupazione sollevati. Il comitato ha raccomandato agli agricoltori l’uso di trappole per ridurre al minimo le perdite.

È stata annunciata la decisione del Comitato Nazionale di Supervisione di proseguire con le azioni di sviluppo economico locale nelle province di Manica e Tete, attraverso l’AICS, fino a dicembre 2026, per contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Il VII Comitato Provinciale di Coordinamento si è concluso con un consenso sui progressi raggiunti e sulla necessità di mantenere il ritmo degli interventi, per garantire che le popolazioni continuino a beneficiare di miglioramenti concreti nell’accesso all’acqua, nella produzione agricola e nelle opportunità economiche.

 

Distretto di Moatize celebra nuove infrastrutture comunitarie che rafforzano educazione, uguaglianza e pace

La comunità di Cabango, nel distretto di Moatize, ha vissuto momenti di grande gioia con l’inaugurazione ufficiale della nuova Scuola Primaria — un traguardo atteso da tempo e ora celebrato come segno di speranza e progresso. La cerimonia è stata presieduta dal Governatore di Tete, Domingos Viola, che ha sottolineato l’educazione come “base dello sviluppo e della costruzione della pace”.

La scuola, costruita nel quadro del Programma DELPAZ, finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’AICS in partenariato con un consorzio guidato da Save the Children, con la partecipazione dell’ONG WeWorld per la componente infrastrutture, permetterà a circa 380 bambini di frequentare le lezioni fino alla 5ª classe. Per molte famiglie, questa vicinanza rappresenta più di una comodità: è l’apertura di un vero percorso verso opportunità prima irraggiungibili.

“È una soddisfazione vedere la popolazione felice con queste infrastrutture. Desidero che continuino a vivere in pace, perché la pace è la via per lo sviluppo”, ha affermato il Governatore, davanti a un pubblico che ha reagito con entusiasmo e orgoglio.

Casa della Donna di Mwanalirenji inaugurata nel simbolico 25 novembre, inizio dei 16 Giorni di Attivismo

Lo stesso giorno, la comunità di Mwanalirenji ha celebrato l’apertura della propria Casa della Donna, uno spazio concepito per promuovere formazione, pratiche agricole, convivenza sociale, cultura e rafforzamento dell’associazionismo.

L’inaugurazione, realizzata nel Giorno Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, ha conferito all’evento un profondo simbolismo, segnando l’inizio dei 16 Giorni di Attivismo e rafforzando l’impegno collettivo a proteggere e valorizzare donne e ragazze.

Le donne presenti hanno condiviso che il nuovo spazio serve già come punto di incontro per azioni di sensibilizzazione, empowerment e prevenzione della violenza domestica e dei matrimoni precoci. Hanno inoltre spiegato come stiano diffondendo, presso la comunità, le informazioni apprese sulla Linea Verde Interagenziale 1458, informando che nessuna donna deve pagare né offrire sesso per ricevere assistenza umanitaria.

Con orgoglio, hanno mostrato una piccola esposizione dei prodotti che già riescono a trasformare a partire dalle risorse locali: chips di manioca e patata dolce, miele di patata dolce, carota essiccata… e persino assorbenti igienici riutilizzabili, cuciti dalle stesse donne nella Casa appena inaugurata.

Partenariato internazionale per la pace e lo sviluppo sostenibile

Per Giulia Zingaro, rappresentante della Cooperazione Italiana, la giornata di inaugurazioni rappresenta più che opere completate: è la prova viva dell’impatto delle partnership nel distretto di Moatize.

“È motivo di immenso orgoglio accompagnare questo momento insieme alle autorità locali, ai partner e alle comunità. L’Italia è stata un alleato costante nelle iniziative che mirano alla trasformazione sociale ed economica del Mozambico, soprattutto nelle comunità più vulnerabili”, ha dichiarato.

Il miglioramento dell’accesso all’acqua, la costruzione di scuole, l’implementazione di campi dimostrativi agricoli e incubatrici verdi, la formazione professionale e il supporto a cooperative e gruppi di risparmio sono state le principali componenti del DELPAZ, ma sullo sfondo il rafforzamento del dialogo comunitario rimane essenziale per consolidare la pace e affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici, garantendo che nessuno venga lasciato indietro.

Conclusioni del VII CPC della Provincia di Tete

Le inaugurazioni si sono svolte a seguito del VII Consiglio Provinciale di Coordinamento (CPC) di Tete, tenutosi il 24 novembre, con la partecipazione di tutti i distretti coinvolti nel DELPAZ di Tete e Manica.

Durante l’incontro sono stati evidenziati non solo i progressi infrastrutturali — sistemi idrici, scuole, Case della Donna e Punti Verdi — ma anche l’impatto umano e sociale del programma in comunità molto lontane dai centri di governance.

Tra le testimonianze più ispiratrici vi sono state quelle di tre beneficiari di formazioni professionali — due di Tsangano e uno di Moatize. Una di loro, Janete, di Tsangano, ha commosso i presenti raccontando come, grazie alle nuove competenze acquisite, sia riuscita ad avviare la produzione di assorbenti igienici riutilizzabili. Con un sorriso orgoglioso, ha raccontato che il suo lavoro ha già ottenuto riconoscimento locale e che recentemente ha ricevuto un ordine di 5000 unità — un passo significativo verso l’autonomia economica.

La sessione si è conclusa con la notizia della decisione presa dal Comitato Nazionale straordinario del 24 ottobre: la Cooperazione Italiana continuerà con il DELPAZ in Tete e Manica per un altro anno, il che permetterà di consolidare ed espandere i risultati raggiunti.

L’incontro si è chiuso con la proiezione del video partecipativo “Sogni e sfide del Bairro 4”, realizzato dagli studenti della Scuola Primaria di Oitavadas di Moatize nell’ambito del DELPAZ — una celebrazione della voce e della creatività delle nuove generazioni.

 

La Cooperazione Italiana partecipa al TEHA – CEO Dialogue Southern Africa e sostiene la presenza di 11 imprese della regione

La Sede AICS di Maputo, in stretto coordinamento e sinergia con le Ambasciate italiane di Maputo, Lusaka, Harare e Luanda, i rispettivi Uffici dell’ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane nonché con la Sede Centrale di AICS, ha partecipato il 20 e 21 novembre alla 12ª edizione del CEO Dialogue on Southern Africa, organizzato da The European House – Ambrosetti a Johannesburg. AICS risulta Golden Sponsor dell’evento.

Lanciato nel 2014, il Forum è diventato la principale piattaforma dell’Africa australe per leader aziendali e istituzionali interessati a scambiare idee, costruire partenariati ed esplorare opportunità di cooperazione tra l’Europa e il continente africano, con un’attenzione particolare alla regione SADC. L’obiettivo centrale è promuovere opportunità strategiche di business e rafforzare le relazioni commerciali e politiche tra i due continenti.

In questa edizione, AICS Maputo ha supportato la partecipazione di undici imprese[1] provenienti dai cinque Paesi di competenza della Sede — Mozambico, Angola, Zambia, Malawi e Zimbabwe — confermando l’impegno della Cooperazione Italiana nel favorire partenariati tra settore privato e sviluppo sostenibile nell’Africa australe.

In data 21 novembre u.s.il Titolare della sede AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, è intervenuto come relatore principale nel panel “Promuovere la Resilienza: Catene del Valore Agroalimentari Intelligenti dal Punto di Vista Energetico e Circolari”, durante il quale sono stati discussi i contributi del nesso energie rinnovabili–alimentazione–circolarità per aumentare la competitività delle PMI, migliorare la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza climatica. Nel suo intervento sono stati presentati anche esempi concreti di collaborazione con il settore privato, tra cui il recente lancio congiunto di iniziative di Economia Blu con ENI a Cabo Delgado e la partnership con Illy per lo sviluppo del settore caffeicolo in Malawi e Mozambico.

Uno dei momenti più rilevanti dell’evento è stato la firma del CEO Manifesto on the Future of African Business, nel quale AICS è stata rappresentata dal Titolare della Sede di Maputo, Paolo Enrico Sertoli. Il documento riunisce dieci priorità identificate dal settore privato per promuovere una crescita sostenibile in Africa e l’adesione di AICS sottolinea l’impegno a favorire un dialogo costruttivo tra istituzioni pubbliche e attori economici. Il Manifesto sarà consegnato alla Presidenza sudafricana e ai leader del G20, riuniti nel Paese il giorno successivo, affinché tali raccomandazioni possano contribuire alle discussioni globali su investimenti e sviluppo.

Come bilancio della partecipazione all’evento, Paolo Enrico Sertoli ha sottolineato che “la presenza della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e di AICS al CEO Forum on Southern Africa rappresenta un momento di grande rilievo: da un lato consente di presentare le strategie della Cooperazione Italiana nell’Africa australe; dall’altro coinvolge imprese locali — spesso piccole o piccolissime — in un contesto stimolante e ricco di opportunità di sviluppo”. Ha aggiunto inoltre che “nello spirito del Piano Mattei per l’Africa e del Global Gateway europeo, la Cooperazione Italiana considera il settore privato un attore chiave nelle dinamiche di sviluppo, in particolare nei settori agroalimentare ed energetico, dove l’expertise delle imprese rappresenta un valore aggiunto concreto nei nostri contesti operativi”.

Per Fumukazi, rappresentante dei Phoka Coffee Growers del Malawi, “il vero valore del Forum è stata la comunità. Connettersi con colleghi che affrontano sfide simili è impagabile. Torno a casa con una rete più forte.”

Da parte sua, Paulo de Lemos di Artcult Angola ha sottolineato la rilevanza strategica dell’evento: “il Forum ha offerto una piattaforma esclusiva per costruire e rafforzare relazioni di alto livello con i principali decisori dei settori pubblico e privato della regione.”

Nel corso del Forum, il Titolare della sede AICS di Maputo ha incontrato personalità di spicco a livello internazionale, tra cui José Manuel Durão Barroso, Presidente della GAVI Alliance ed ex Presidente della Commissione Europea, ed Enrico Letta, già Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Questi incontri hanno permesso di approfondire discussioni su temi quali istruzione, formazione e salute.

Questa edizione del CEO Dialogue ha evidenziato la crescente rilevanza della cooperazione Europa–Africa, in un anno in cui il Sudafrica ospita il Vertice del G20 — un momento che riporta l’attenzione sulle priorità e sulle opportunità regionali, rafforzando la rilevanza strategica di un partenariato Europa–Africa sempre più solido.

[1] Dal Mozambico hanno partecipato Café Vumba, Café Chimanimani, Cooperativa Frutas de Barué e Leonardo Green Deal; dall’Angola erano presenti Mitagro LDA e ArtCult Lda; dallo Zimbabwe hanno partecipato Murimi 247 e Cicada Group; dallo Zambia erano presenti Balmoral Farm Ltd e Real Naturation Africa; e dal Malawi ha partecipato la Phoka Coffee Growers Cooperative.

Il DELPAZ al Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico: “Cercando percorsi e tessendo alleanze”

Durante due giorni, il 5 e il 6 novembre, presso l’Auditorium Paulus Gerdes dell’Universidade Pedagógica de Maputo – Campus di Lhanguene, si è svolto il Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico, con il motto: “Cercando percorsi e tessendo alleanze.”
Il Forum è stato promosso dal Progetto PRO-PAZ (cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato dal consorzio formato dalle organizzazioni CISP, IMD, IVERCA e LEMUSICA), in partenariato con il DELPAZ, programma del governo del Mozambico, finanziato dalla Unione Europea e implementato dall’AICS nelle province di Manica e Tete, e con diverse organizzazioni della società civile, coordinate da Helpcode a Manica e SavetheChildren a Tete.
L’evento ha riunito rappresentanti del Governo, dei partiti politici, del settore privato, del mondo accademico, leader religiosi, artisti, sportivi e partner internazionali, in un ampio esercizio di dialogo e riflessione sui percorsi verso una pace effettiva e duratura nel Paese.
La sessione di apertura ha visto gli interventi di rappresentanti del Ministero della Giustizia, Affari Costituzionali e Religiosi, dell’Istituto per la Democrazia Multipartitica, del Consiglio Cristiano del Mozambico, del Consiglio Islamico, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dell’Unione Europea in Mozambico, delle Nazioni Unite e dell’Universidade Pedagógica de Maputo.
Nel corso dei due giorni, il Forum ha promosso una riflessione nazionale inclusiva sui meccanismi necessari alla riconciliazione nazionale e al consolidamento di una pace sostenibile, contribuendo con proposte concrete all’attuale Processo di Dialogo Nazionale Inclusivo e al Gruppo di Lavoro su Pace, Riconciliazione e Unità Nazionale.
Nel secondo giorno è stato proiettato il video partecipativo “Ilha do Mato”, realizzato nell’ambito delle attività del DELPAZ. Il video è stato presentato dal formatore Samussone Manhique, che ha lavorato in collaborazione con il regista Aghi e con i ragazzi della Scuola secondaria di Macossa, della Scuola primaria di Oitavadas di Moatize e della Scuola secondaria di Mazicuera di Gondola, un lavoro che è stato oggetto di un grande articolo sul quotidiano Notícias.
Inoltre, cinque rappresentanti dei beneficiari del DELPAZ Manica sono intervenuti, condividendo le proprie esperienze personali di riconciliazione e gli impatti positivi delle iniziative di pace sviluppate nelle loro comunità.
“Che bello sentire i sentimenti dei beneficiari, ora piccoli imprenditori, che testimoniano i risultati e i progressi del DELPAZ nella fornitura di mezzi di sussistenza alle comunità. Esprimendosi nella lingua locale, questa è la vera inclusione sociale ed economica”, è stato uno dei commenti dei partecipanti al Forum.

Il link del video “Ilha do mato”:  https://www.youtube.com/watch?v=WMbenoOTtT8&t=57s