VII Comitato Provinciale di Coordinamento evidenzia l’impatto del DELPAZ sull’accesso all’acqua e sulla produzione agricola a Manica

Adélia Fungulane, 52 anni, bilancia un’altra tanica di acqua potabile sulla testa e sorride. Il nuovo sistema di approvvigionamento inaugurato questa settimana a Nhautchenge, nell’entroterra di Tambara, nella provincia di Manica, beneficerà oltre 800 abitanti e ha posto fine ad anni di spostamenti verso il fiume Zambesi, dove la comunità raccoglieva acqua correndo rischi costanti di attacchi di coccodrilli.

La consegna dell’infrastruttura ha segnato l’apertura del VII Comitato Provinciale di Coordinamento della provincia di Manica, il 27 novembre a Tambara. Durante la sessione, i membri del comitato hanno visitato anche il sistema di irrigazione di Ngondonga e il “Ponto Verde” di Tambara, a Casado, creato per sostenere i piccoli produttori.

La comunità riconosce un cambiamento profondo

“Ora non abbiamo più bisogno di andare al fiume. È una grande soddisfazione”, ha dichiarato Fungulane, visibilmente emozionata: il sistema ridurrà le malattie causate dalla mancanza di acqua e migliorerà immediatamente la vita delle famiglie.

Il responsabile locale della fontanella conferma che la realtà del villaggio è cambiata: “Prima affrontavamo enormi difficoltà per avere acqua potabile, e la produzione agricola non era sufficiente a sostenere le famiglie. Con il DELPAZ, questo è cambiato.”

Sistema idrico e irrigazione al centro del VII Comitato

Le testimonianze sono state confermate dai membri del VII Comitato Provinciale di Coordinamento, che hanno evidenziato che i sistemi installati dal DELPAZ garantiscono non solo acqua per il consumo, ma anche per l’irrigazione in zone semiaride.

Progresso misurato tra aprile e novembre 2025

Durante la riunione è stato valutato il progresso delle attività implementate tra aprile e novembre 2025. Secondo il comitato, le comunità hanno espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti dal DELPAZ nei cinque distretti coinvolti. Tra i maggiori traguardi figurano l’aumento della produttività agricola, il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile, la creazione di opportunità di lavoro per i giovani e per i beneficiari del DDR, nonché il rafforzamento delle infrastrutture essenziali — fattori che hanno contribuito a migliorare i mezzi di sussistenza delle comunità rurali colpite dai conflitti, con particolare attenzione alle donne e ai gruppi più vulnerabili.

La riunione ha inoltre sottolineato che l’adozione di tecnologie agricole intelligenti e il rafforzamento delle associazioni contadine hanno prodotto risultati senza precedenti, tra cui la partecipazione a fiere come la FACIM, ampliando significativamente l’accesso a nuovi mercati.

Sfide persistenti e impegni rinnovati

Una piaga di ratti che sta colpendo le coltivazioni della regione è stata uno dei punti di preoccupazione sollevati. Il comitato ha raccomandato agli agricoltori l’uso di trappole per ridurre al minimo le perdite.

È stata annunciata la decisione del Comitato Nazionale di Supervisione di proseguire con le azioni di sviluppo economico locale nelle province di Manica e Tete, attraverso l’AICS, fino a dicembre 2026, per contribuire a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Il VII Comitato Provinciale di Coordinamento si è concluso con un consenso sui progressi raggiunti e sulla necessità di mantenere il ritmo degli interventi, per garantire che le popolazioni continuino a beneficiare di miglioramenti concreti nell’accesso all’acqua, nella produzione agricola e nelle opportunità economiche.

 

Distretto di Moatize celebra nuove infrastrutture comunitarie che rafforzano educazione, uguaglianza e pace

La comunità di Cabango, nel distretto di Moatize, ha vissuto momenti di grande gioia con l’inaugurazione ufficiale della nuova Scuola Primaria — un traguardo atteso da tempo e ora celebrato come segno di speranza e progresso. La cerimonia è stata presieduta dal Governatore di Tete, Domingos Viola, che ha sottolineato l’educazione come “base dello sviluppo e della costruzione della pace”.

La scuola, costruita nel quadro del Programma DELPAZ, finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’AICS in partenariato con un consorzio guidato da Save the Children, con la partecipazione dell’ONG WeWorld per la componente infrastrutture, permetterà a circa 380 bambini di frequentare le lezioni fino alla 5ª classe. Per molte famiglie, questa vicinanza rappresenta più di una comodità: è l’apertura di un vero percorso verso opportunità prima irraggiungibili.

“È una soddisfazione vedere la popolazione felice con queste infrastrutture. Desidero che continuino a vivere in pace, perché la pace è la via per lo sviluppo”, ha affermato il Governatore, davanti a un pubblico che ha reagito con entusiasmo e orgoglio.

Casa della Donna di Mwanalirenji inaugurata nel simbolico 25 novembre, inizio dei 16 Giorni di Attivismo

Lo stesso giorno, la comunità di Mwanalirenji ha celebrato l’apertura della propria Casa della Donna, uno spazio concepito per promuovere formazione, pratiche agricole, convivenza sociale, cultura e rafforzamento dell’associazionismo.

L’inaugurazione, realizzata nel Giorno Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, ha conferito all’evento un profondo simbolismo, segnando l’inizio dei 16 Giorni di Attivismo e rafforzando l’impegno collettivo a proteggere e valorizzare donne e ragazze.

Le donne presenti hanno condiviso che il nuovo spazio serve già come punto di incontro per azioni di sensibilizzazione, empowerment e prevenzione della violenza domestica e dei matrimoni precoci. Hanno inoltre spiegato come stiano diffondendo, presso la comunità, le informazioni apprese sulla Linea Verde Interagenziale 1458, informando che nessuna donna deve pagare né offrire sesso per ricevere assistenza umanitaria.

Con orgoglio, hanno mostrato una piccola esposizione dei prodotti che già riescono a trasformare a partire dalle risorse locali: chips di manioca e patata dolce, miele di patata dolce, carota essiccata… e persino assorbenti igienici riutilizzabili, cuciti dalle stesse donne nella Casa appena inaugurata.

Partenariato internazionale per la pace e lo sviluppo sostenibile

Per Giulia Zingaro, rappresentante della Cooperazione Italiana, la giornata di inaugurazioni rappresenta più che opere completate: è la prova viva dell’impatto delle partnership nel distretto di Moatize.

“È motivo di immenso orgoglio accompagnare questo momento insieme alle autorità locali, ai partner e alle comunità. L’Italia è stata un alleato costante nelle iniziative che mirano alla trasformazione sociale ed economica del Mozambico, soprattutto nelle comunità più vulnerabili”, ha dichiarato.

Il miglioramento dell’accesso all’acqua, la costruzione di scuole, l’implementazione di campi dimostrativi agricoli e incubatrici verdi, la formazione professionale e il supporto a cooperative e gruppi di risparmio sono state le principali componenti del DELPAZ, ma sullo sfondo il rafforzamento del dialogo comunitario rimane essenziale per consolidare la pace e affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici, garantendo che nessuno venga lasciato indietro.

Conclusioni del VII CPC della Provincia di Tete

Le inaugurazioni si sono svolte a seguito del VII Consiglio Provinciale di Coordinamento (CPC) di Tete, tenutosi il 24 novembre, con la partecipazione di tutti i distretti coinvolti nel DELPAZ di Tete e Manica.

Durante l’incontro sono stati evidenziati non solo i progressi infrastrutturali — sistemi idrici, scuole, Case della Donna e Punti Verdi — ma anche l’impatto umano e sociale del programma in comunità molto lontane dai centri di governance.

Tra le testimonianze più ispiratrici vi sono state quelle di tre beneficiari di formazioni professionali — due di Tsangano e uno di Moatize. Una di loro, Janete, di Tsangano, ha commosso i presenti raccontando come, grazie alle nuove competenze acquisite, sia riuscita ad avviare la produzione di assorbenti igienici riutilizzabili. Con un sorriso orgoglioso, ha raccontato che il suo lavoro ha già ottenuto riconoscimento locale e che recentemente ha ricevuto un ordine di 5000 unità — un passo significativo verso l’autonomia economica.

La sessione si è conclusa con la notizia della decisione presa dal Comitato Nazionale straordinario del 24 ottobre: la Cooperazione Italiana continuerà con il DELPAZ in Tete e Manica per un altro anno, il che permetterà di consolidare ed espandere i risultati raggiunti.

L’incontro si è chiuso con la proiezione del video partecipativo “Sogni e sfide del Bairro 4”, realizzato dagli studenti della Scuola Primaria di Oitavadas di Moatize nell’ambito del DELPAZ — una celebrazione della voce e della creatività delle nuove generazioni.

 

La Cooperazione Italiana partecipa al TEHA – CEO Dialogue Southern Africa e sostiene la presenza di 11 imprese della regione

La Sede AICS di Maputo, in stretto coordinamento e sinergia con le Ambasciate italiane di Maputo, Lusaka, Harare e Luanda, i rispettivi Uffici dell’ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane nonché con la Sede Centrale di AICS, ha partecipato il 20 e 21 novembre alla 12ª edizione del CEO Dialogue on Southern Africa, organizzato da The European House – Ambrosetti a Johannesburg. AICS risulta Golden Sponsor dell’evento.

Lanciato nel 2014, il Forum è diventato la principale piattaforma dell’Africa australe per leader aziendali e istituzionali interessati a scambiare idee, costruire partenariati ed esplorare opportunità di cooperazione tra l’Europa e il continente africano, con un’attenzione particolare alla regione SADC. L’obiettivo centrale è promuovere opportunità strategiche di business e rafforzare le relazioni commerciali e politiche tra i due continenti.

In questa edizione, AICS Maputo ha supportato la partecipazione di undici imprese[1] provenienti dai cinque Paesi di competenza della Sede — Mozambico, Angola, Zambia, Malawi e Zimbabwe — confermando l’impegno della Cooperazione Italiana nel favorire partenariati tra settore privato e sviluppo sostenibile nell’Africa australe.

In data 21 novembre u.s.il Titolare della sede AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, è intervenuto come relatore principale nel panel “Promuovere la Resilienza: Catene del Valore Agroalimentari Intelligenti dal Punto di Vista Energetico e Circolari”, durante il quale sono stati discussi i contributi del nesso energie rinnovabili–alimentazione–circolarità per aumentare la competitività delle PMI, migliorare la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza climatica. Nel suo intervento sono stati presentati anche esempi concreti di collaborazione con il settore privato, tra cui il recente lancio congiunto di iniziative di Economia Blu con ENI a Cabo Delgado e la partnership con Illy per lo sviluppo del settore caffeicolo in Malawi e Mozambico.

Uno dei momenti più rilevanti dell’evento è stato la firma del CEO Manifesto on the Future of African Business, nel quale AICS è stata rappresentata dal Titolare della Sede di Maputo, Paolo Enrico Sertoli. Il documento riunisce dieci priorità identificate dal settore privato per promuovere una crescita sostenibile in Africa e l’adesione di AICS sottolinea l’impegno a favorire un dialogo costruttivo tra istituzioni pubbliche e attori economici. Il Manifesto sarà consegnato alla Presidenza sudafricana e ai leader del G20, riuniti nel Paese il giorno successivo, affinché tali raccomandazioni possano contribuire alle discussioni globali su investimenti e sviluppo.

Come bilancio della partecipazione all’evento, Paolo Enrico Sertoli ha sottolineato che “la presenza della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e di AICS al CEO Forum on Southern Africa rappresenta un momento di grande rilievo: da un lato consente di presentare le strategie della Cooperazione Italiana nell’Africa australe; dall’altro coinvolge imprese locali — spesso piccole o piccolissime — in un contesto stimolante e ricco di opportunità di sviluppo”. Ha aggiunto inoltre che “nello spirito del Piano Mattei per l’Africa e del Global Gateway europeo, la Cooperazione Italiana considera il settore privato un attore chiave nelle dinamiche di sviluppo, in particolare nei settori agroalimentare ed energetico, dove l’expertise delle imprese rappresenta un valore aggiunto concreto nei nostri contesti operativi”.

Per Fumukazi, rappresentante dei Phoka Coffee Growers del Malawi, “il vero valore del Forum è stata la comunità. Connettersi con colleghi che affrontano sfide simili è impagabile. Torno a casa con una rete più forte.”

Da parte sua, Paulo de Lemos di Artcult Angola ha sottolineato la rilevanza strategica dell’evento: “il Forum ha offerto una piattaforma esclusiva per costruire e rafforzare relazioni di alto livello con i principali decisori dei settori pubblico e privato della regione.”

Nel corso del Forum, il Titolare della sede AICS di Maputo ha incontrato personalità di spicco a livello internazionale, tra cui José Manuel Durão Barroso, Presidente della GAVI Alliance ed ex Presidente della Commissione Europea, ed Enrico Letta, già Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Questi incontri hanno permesso di approfondire discussioni su temi quali istruzione, formazione e salute.

Questa edizione del CEO Dialogue ha evidenziato la crescente rilevanza della cooperazione Europa–Africa, in un anno in cui il Sudafrica ospita il Vertice del G20 — un momento che riporta l’attenzione sulle priorità e sulle opportunità regionali, rafforzando la rilevanza strategica di un partenariato Europa–Africa sempre più solido.

[1] Dal Mozambico hanno partecipato Café Vumba, Café Chimanimani, Cooperativa Frutas de Barué e Leonardo Green Deal; dall’Angola erano presenti Mitagro LDA e ArtCult Lda; dallo Zimbabwe hanno partecipato Murimi 247 e Cicada Group; dallo Zambia erano presenti Balmoral Farm Ltd e Real Naturation Africa; e dal Malawi ha partecipato la Phoka Coffee Growers Cooperative.

Il DELPAZ al Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico: “Cercando percorsi e tessendo alleanze”

Durante due giorni, il 5 e il 6 novembre, presso l’Auditorium Paulus Gerdes dell’Universidade Pedagógica de Maputo – Campus di Lhanguene, si è svolto il Forum Nazionale sulla Pace e la Riconciliazione in Mozambico, con il motto: “Cercando percorsi e tessendo alleanze.”
Il Forum è stato promosso dal Progetto PRO-PAZ (cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato dal consorzio formato dalle organizzazioni CISP, IMD, IVERCA e LEMUSICA), in partenariato con il DELPAZ, programma del governo del Mozambico, finanziato dalla Unione Europea e implementato dall’AICS nelle province di Manica e Tete, e con diverse organizzazioni della società civile, coordinate da Helpcode a Manica e SavetheChildren a Tete.
L’evento ha riunito rappresentanti del Governo, dei partiti politici, del settore privato, del mondo accademico, leader religiosi, artisti, sportivi e partner internazionali, in un ampio esercizio di dialogo e riflessione sui percorsi verso una pace effettiva e duratura nel Paese.
La sessione di apertura ha visto gli interventi di rappresentanti del Ministero della Giustizia, Affari Costituzionali e Religiosi, dell’Istituto per la Democrazia Multipartitica, del Consiglio Cristiano del Mozambico, del Consiglio Islamico, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, dell’Unione Europea in Mozambico, delle Nazioni Unite e dell’Universidade Pedagógica de Maputo.
Nel corso dei due giorni, il Forum ha promosso una riflessione nazionale inclusiva sui meccanismi necessari alla riconciliazione nazionale e al consolidamento di una pace sostenibile, contribuendo con proposte concrete all’attuale Processo di Dialogo Nazionale Inclusivo e al Gruppo di Lavoro su Pace, Riconciliazione e Unità Nazionale.
Nel secondo giorno è stato proiettato il video partecipativo “Ilha do Mato”, realizzato nell’ambito delle attività del DELPAZ. Il video è stato presentato dal formatore Samussone Manhique, che ha lavorato in collaborazione con il regista Aghi e con i ragazzi della Scuola secondaria di Macossa, della Scuola primaria di Oitavadas di Moatize e della Scuola secondaria di Mazicuera di Gondola, un lavoro che è stato oggetto di un grande articolo sul quotidiano Notícias.
Inoltre, cinque rappresentanti dei beneficiari del DELPAZ Manica sono intervenuti, condividendo le proprie esperienze personali di riconciliazione e gli impatti positivi delle iniziative di pace sviluppate nelle loro comunità.
“Che bello sentire i sentimenti dei beneficiari, ora piccoli imprenditori, che testimoniano i risultati e i progressi del DELPAZ nella fornitura di mezzi di sussistenza alle comunità. Esprimendosi nella lingua locale, questa è la vera inclusione sociale ed economica”, è stato uno dei commenti dei partecipanti al Forum.

Il link del video “Ilha do mato”:  https://www.youtube.com/watch?v=WMbenoOTtT8&t=57s

 

 

 

Lancio del progetto ECOBLU

Il 10 novembre 2025 si è tenuto a Pemba il lancio del progetto ECOBLU – Sviluppo Sostenibile e Integrato delle Risorse Marine e Costiere nella Provincia di Cabo Delgado.

Finanziato dalla Cooperazione Italiana con un importo di 3,5 milioni di euro, il programma mira a promuovere l’emancipazione economica e sociale delle comunità costiere attraverso lo sviluppo di mezzi di sussistenza alternativi e sostenibili legati all’economia blu, contribuendo al contempo alla tutela degli ecosistemi marini e costieri del Mozambico. L’iniziativa sarà attuata dall’ONG italiana OIKOS.

Il lancio del progetto si è svolto nel primo giorno della missione del Sistema Italia nella Provincia di Cabo Delgado, guidata dall’Ambasciata d’Italia in Mozambico, con la partecipazione dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE), della Camera di Commercio Italia–Mozambico, dell’AICS e della ENI.

Durante il suo intervento, il Titolare della Sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha sottolineato che “la Cooperazione Italiana collabora da tempo in modo stretto con le istituzioni mozambicane nella promozione e nel rafforzamento dell’economia blu. A Marracuene, attraverso il programma A-GEO, la spiaggia di Macaneta è stata trasformata in una spiaggia pilota del Mozambico, esempio di gestione sostenibile delle risorse costiere. Con il progetto Mangrowth, invece, si stanno riforestando le mangrovie nella Baia di Maputo”. Queste due iniziative, sommate al nuovo progetto ECOBLU, rappresentano un investimento complessivo di 9,5 milioni di euro in programmi legati al mare e all’economia blu in Mozambico.

A sua volta, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha evidenziato che “il mare, di cui il Mozambico possiede una delle coste più estese dell’Africa, con circa 2.750 chilometri, e che storicamente ha unito le nostre culture e i nostri popoli, continua oggi a unirci come simbolo di amicizia, fiducia e cooperazione tra le nostre nazioni”.

L’evento ha segnato anche il lancio del progetto Blu Ibo Niri – Migliorare i Mezzi di Sussistenza attraverso la Conservazione Ambientale e lo Sviluppo Economico, finanziato dalla ENI Rovuma Basin per conto dei Partner dell’Area 4. L’iniziativa rafforza le sinergie tra la Cooperazione Italiana e il settore privato, evidenziate nella Lettera d’Intenti firmata nel giugno 2025 tra AICS ed ENI.

Nel suo intervento, la General Manager di ENI in Mozambico, Marica Calabrese, ha dichiarato: “È un grande onore essere oggi a Pemba per segnare l’inizio di progetti così importanti per la provincia di Cabo Delgado e per tutti i mozambicani. Oggi non celebriamo soltanto il lancio di questi progetti, ma anche la continuazione di questa preziosa e profonda collaborazione tra ENI, l’Italia, il Mozambico e tutte le persone presenti in questa sala.”

L’evento si è concluso con la firma di un Memorandum d’Intesa tra l’AICS, rappresentata dal Titolare della Sede AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e il Governo della Provincia di Cabo Delgado, rappresentato da Iolanda Almeida, Direttrice Provinciale del Turismo e della Cultura.

La cerimonia si è chiusa con la prima riunione del Comitato di Pilotaggio (Steering Committee) del programma, consolidando la coordinazione istituzionale e la visione condivisa per lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere di Cabo Delgado.

Donne di Manica rafforzano la sicurezza alimentare con il sostegno della Cooperazione Italiana

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre, ci siamo recati nella Provincia di Manica, dove la Cooperazione Italiana finanzia il progetto “Manica para as Mulheres”, realizzato da Progettomondo, in partenariato con Helpcode, CAM, MICAIA, GMPIS, AITR e Lega Coop Emilia-Romagna.

L’iniziativa ha come obiettivo principale quello di rafforzare la sicurezza alimentare e promuovere la partecipazione economica delle donne rurali nei distretti di Tambara, Bárué, Guro e Macossa.

Il progetto contribuisce alla diversificazione alimentare e all’aumento della produzione locale, sostenendo imprenditrici impegnate nella produzione di miele, fagioli, latte di soia, funghi, e di altri prodotti agricoli e alimentari.

L’Iniziativa ha, inoltre, rafforzato le capacità delle beneficiarie attraverso corsi di formazione in Agricoltura di Conservazione, Apicoltura, Trasformazione Alimentare, Imprenditoria, Alfabetizzazione e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), oltre a promuovere la creazione di gruppi di risparmio e credito rotativo (PCR).

Inoltre, il programma ha garantito l’accesso al microcredito a 156 donne, permettendo loro di ampliare e consolidare le proprie attività e di promuovere un’alimentazione più sana e sostenibile nelle loro comunità.

Un esempio è Melisa Parutsa, produttrice di latte di soia da oltre dieci anni e prima imprenditrice in questo settore nel distretto di Barué. Grazie al proggetto, “sono riuscita a comprare un frullatore, pentole e altri utensili per la lavorazione, aumentando così la produzione e le vendite”. Il latte di soia rappresenta un importante veicolo nutrizionale per l’arricchimento con vitamine e minerali, come le vitamine A, D e B12.

l fagioli sono uno dei prodotti più coltivati e consumati nella Provincia di Manica e svolgono un ruolo essenziale nella resilienza delle comunità di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e di fenomeni estremi come El Niño, contribuendo a garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale della popolazione.

Francisca Conforme ha iniziato a coltivarlo perché è una coltura resistente, che “non subisce molte perdite” e tollera bene le avversità climatiche. Con il credito ricevuto, è riuscita ad aumentare la produzione, pur sottolineando che il mercato “è molto competitivo”.

Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Pesca (MAAP), il Mozambico produce circa 500 tonnellate di miele all’anno. La Provincia di Manica, grazie alle sue montagne e alle sue foreste, costituisce un’area particolarmente adatta all’apicoltura, un’attività economica a basso impatto ambientale, in grado di generare reddito e contribuire alla conservazione degli ecosistemi naturali.

Il progetto, che ha già formato 410 donne in diverse filiere produttive, ha permesso a Telma Paia, una delle beneficiarie dell’Associazione “Donne Futuro di Domani”, di conoscere i vantaggi dell’apicoltura attraverso le formazioni realizzate nell’ambito del progetto e di decidere di dedicarsi a questa attività. “Abbiamo ricevuto l’attrezzatura completa, le arnie e la formazione. Così siamo riuscite a produrre il nostro miele”, racconta Telma, sottolineando come questa opportunità le abbia permesso di migliorare il reddito familiare e sentirsi più autonome.

La rapida crescita dei funghi e il fatto che, già dopo un mese dalla semina, sia possibile raccoglierli e venderli, hanno spinto Flátima Chimera a dedicarsi alla loro produzione. Con il sostegno del programma, “ho imparato strumenti di pianificazione aziendale e, grazie a questo, sono riuscita a ottenere un credito per migliorare la mia attività”. Ricchi di proteine, vitamine e minerali, i funghi rappresentano un’alternativa alimentare sana e una fonte di reddito importante, poiché sono facilmente commercializzabili.

Queste storie mostrano come le donne di Manica stiano contribuendo in modo concreto al rafforzamento della sicurezza alimentare della provincia, diversificando le proprie fonti di reddito e rafforzando le loro comunità. Per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Melisa Parutsa, produttrice di latte di soia, riassume l’impegno di tutte “Sono felice di sapere che contribuisca alla buona alimentazione della mia comunità con il mio prodotto.”

 

Lancio di AIM Zambia

È stato ufficialmente lanciato il 9 ottobre a Lusaka il progetto AIM Zambia, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Il programma mira a rafforzare la resilienza e a migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali in Zambia. L’iniziativa fa parte di un più ampio programma regionale del valore di 3,5 milioni di euro, volto a potenziare la resilienza climatica e mitigare gli impatti del fenomeno El Niño in Zambia, Mozambico e Malawi.

Alla cerimonia di lancio hanno partecipato S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia; Mr. Makoye Chisuta, rappresentante della Disaster Management and Mitigation Unit (DMMU); Ms. Luciana Andreini, Responsabile della Sede AICS di Lusaka; nonché rappresentanti dei partner di implementazione, dei donatori e del Governo zambiano.

L’iniziativa mira in particolare a migliorare la resilienza e le condizioni di vita delle comunità rurali nelle Province Occidentale, Meridionale, Centrale e di Lusaka, raggiungendo circa 61.850 persone, tra cui bambini, donne in gravidanza e in allattamento, e persone con disabilità. Sarà implementata da CELIM, in partenariato con Africa Call Organisation, CBM, People in Need, ADRA e Keepers Zambia Foundation.

Luciana Andreini, Manager AICS di Lusaka, insieme a S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia.

Nel suo intervento, Luciana Andreini ha sottolineato che “lo Zambia ha sperimentato gli effetti devastanti del fenomeno El Niño, una delle siccità più gravi della storia recente. Interi raccolti sono andati perduti, il bestiame è morto e milioni di famiglie si trovano ad affrontare l’insicurezza alimentare”. Infatti, il Presidente dello Zambia, Hakainde Hichilema ha dichiarato la crisi di El Niño un disastro nazionale, a conferma della gravità della situazione.

Come evidenziato dalla Responsabile AICS di Lusaka, il programma non si limiterà a rispondere agli effetti immediati della crisi, ma punterà anche a rafforzare la resilienza delle comunità vulnerabili, affinché possano affrontare con maggiore capacità gli shock climatici futuri.

L’Ambasciatore d’Italia in Zambia ha inoltre aggiunto: “I cambiamenti climatici sono una realtà, e non si può escludere il verificarsi di eventi meteorologici catastrofici in Zambia. Ma l’uomo sa adattarsi. Questa iniziativa mira a fornire alle popolazioni interessate gli strumenti adeguati per affrontarli: l’agricoltura intelligente dal punto di vista climatico è una necessità nella Zambia moderna, e l’Italia è qui per aiutare.”

 

Lo Zambia è stato riconosciuto come Paese prioritario per la Cooperazione Italiana dal 2024. Lo scorso mese è stato inaugurato il nuovo Ufficio della Cooperazione Italiana / AICS a Lusaka, a conferma dell’impegno a lungo termine dell’Italia nel Paese. AIM Zambia rappresenta un forte segnale del rinnovato impegno dell’Italia a sostegno di uno sviluppo sostenibile e inclusivo dello Zambia.

 

foto di gruppo

Luciana Andreini, Manager della Sede AICS di Lusaka, insieme a Mattia Binacchi – Africa Call Organisation

Italia e Mozambico celebrano la riqualificazione del Museo di Storia Naturale di Maputo

Il 29 settembre 2025 si è svolta la cerimonia ufficiale di riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, dopo oltre due anni di intensi lavori di riqualificazione.

Il progetto, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha rappresentato un investimento di 4.250.000 euro destinato alla riqualificazione del Museo, nell’ambito del programma RINO, attraverso la sua componente COREBIOM, che promuove iniziative di valorizzazione, riabilitazione e conservazione della biodiversità marina e terrestre.

Coordinato dal Polo Museale dell’Università Sapienza di Roma, in partenariato con la Stazione Zoologica Anton Dohrn e l’ONG WeWorld, il progetto prevede anche la creazione di un Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Museo come punto di riferimento scientifico ed educativo.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose alte personalità, tra cui la Ministra della Cultura e dell’Educazione, Samaria Tovela, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, il Direttore dell’AICS, Marco Riccardo Rusconi, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, e la Direttrice del Museo, Lucília Chuquela.

Fondato nel 1911 e ospitato dal 1933 in un edificio storico in stile manuelino, il Museo è uno dei monumenti più emblematici del Mozambico. Chiuso al pubblico nell’ottobre 2023, è stato oggetto di profonde opere di riqualificazione architettonica, museologica e museografica, condotte da un team multidisciplinare di specialisti italiani e mozambicani legati all’Università Sapienza.

Tra gli interventi principali figurano l’installazione di pannelli solari e di un ascensore, l’ammodernamento del sistema di illuminazione e climatizzazione, la costruzione di nuovi servizi igienici interni, la creazione di una libreria, una caffetteria e rampe di accesso per persone con disabilità, oltre a una sala per mostre temporanee. Sul piano museologico, le esposizioni sono state restaurate e aggiornate con un approccio moderno che ricrea i diversi habitat naturali, aggiungendo sale dedicate alle praterie marine e ai grandi abitanti del mare. Il percorso espositivo è stato arricchito con informazioni accessibili a persone con disabilità visive e uditive, rendendo la visita più inclusiva e didattica.

È stato inoltre creato uno spazio educativo dedicato alla scoperta della biodiversità da parte di bambini e giovani, e il Museo ha beneficiato di un’operazione di rebranding, con la creazione di un nuovo logo che modernizza la sua immagine istituzionale, mantenendo il legame con la sua identità storica. Le collezioni del Museo si distinguono per la loro ricchezza scientifica e patrimoniale: comprendono oltre 200 mammiferi, 10.137 uccelli, 176.527 insetti, 1.250 invertebrati e 150 rettili tassidermizzati.

Tra i suoi tesori si evidenziano la unica collezione al mondo di feti di elefante, che documenta mese per mese lo sviluppo gestazionale fino al ventiduesimo mese, e un esemplare di celacanto, considerato un vero “fossile vivente”, catturato nell’agosto 1991 nel Canale del Mozambico — un momento significativo per la scienza del Paese. Il Museo riqualificato include anche una sala etnografica con circa 500 oggetti rappresentativi delle pratiche culturali di diversi popoli mozambicani — arte, scultura, musica, oreficeria, ceramica e intreccio — completata da un archivio fotografico storico.

Durante la cerimonia, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha sottolineato: “Il nostro obiettivo comune era chiaro: non solo restaurare un edificio storico, ma rilanciare il Museo come porta d’accesso alla conoscenza ambientale del Mozambico, come centro nazionale per la conservazione della biodiversità e come spazio educativo e scientifico capace di formare nuove generazioni di ricercatori e cittadini consapevoli.”

Il Direttore dell’AICS, Marco Riccardo Rusconi, ha aggiunto: “Un traguardo essenziale di questa trasformazione è la creazione del Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità, che ha già avviato la preparazione di protocolli di monitoraggio e programmi di formazione in stretta collaborazione con i Ministeri competenti e con l’Università Eduardo Mondlane.

A sua volta, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, ha espresso il proprio riconoscimento: “Vogliamo ringraziare, di cuore, tutti coloro che hanno contribuito al processo di riqualificazione del nostro Museo di Storia Naturale, con un ringraziamento speciale ai nostri partner della Repubblica Italiana.”

La riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo rappresenta una pietra miliare per la preservazione del patrimonio culturale e scientifico del Mozambico e simboleggia non solo la valorizzazione della ricerca, dell’educazione e della cultura, ma anche il rafforzamento della cooperazione tra Mozambico e Italia.

Con questa riqualificazione, il Museo assume un ruolo rinnovato come centro di conoscenza, divulgazione scientifica e attrazione culturale, contribuendo alla promozione della biodiversità e alla formazione di una nuova coscienza ambientale nel Paese.

Missione del Direttore AICS in Mozambico

Dal 27 al 30 settembre, il Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Marco Riccardo Rusconi, ha realizzato una missione in Mozambico, durante la quale ha potuto visitare da vicino alcuni progetti sostenuti dalla Cooperazione italiana.

Accompagnato dal Titolare della Sede di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, il Direttore ha visitato il Comune di Marracuene, dove ha avuto modo di conoscere le attività del progetto A-GEO – Ambiente, Green/Blue Economy ed Occupazione, che grazie ai fondi dell’Italia ha trasformato Macaneta nella spiaggia pilota del Paese.

Nel corso della visita, Rusconi ha potuto osservare le attività di piscicoltura promosse dall’associazione locale, già beneficiaria della distribuzione di 19.750 avannotti alla Associazione Hobjana; ha inoltre visitato le quattro torri di salvataggio e assistito a una dimostrazione pratica realizzata dai 18 bagnini formati nell’ambito del progetto. Con il Sindaco di Marracuene, Shafee Sidat, si è infine confrontato sulle prospettive di futura collaborazione, in particolare in merito alla costruzione di nuove infrastrutture a sostegno dello sviluppo del municipio, come una stazione di polizia locale o un mercato del pesce.

La missione ha incluso anche un importante momento istituzionale con l’inaugurazione della nuova Sala Operativa del CENOE, realizzata nell’ambito del programma Ready2Act, implementato dall’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri del Mozambico (INGD) in partenariato con la Fondazione CIMA, con la collaborazione di WeWorld e con il supporto strategico del Dipartimento della Protezione Civile Italiana.

Il Direttore Rusconi, insieme all’Ambasciatore d’Italia e al Titolare della Sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, al Museo di Storia Naturale di Maputo

Il Mozambico è tra i Paesi più vulnerabili del continente africano agli shock climatici, come già dimostrato in passato dai cicloni Idai, Kenneth e Freddy. “Grazie a questa nuova infrastruttura, il Paese è oggi più preparato a coordinare gli interventi in caso di emergenze climatiche e umanitarie. Inserita nella logica del sistema nazionale di protezione civile, questa Sala rafforza la capacità del Mozambico di coordinare in maniera integrata la previsione, l’allerta e la risposta alle emergenze”, ha commentato Rusconi

 

La missione ha avuto anche un significato appuntamento per la valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico con la riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, edificio storico della capitale, fondato nel 1911 e chiuso nel 2023 per lavori di riqualificazione, realizzati grazie a un investimento di 4.250.000 euro nell’ambito del programma RINO, destinati specificamente alla sua valorizzazione.

 

 

 

Le collezioni del Museo si distinguono per la straordinaria ricchezza scientifica e patrimoniale: tra i pezzi di maggior rilievo figurano oltre 200 mammiferi, 10.137 uccelli, 176.527 insetti, 1.250 invertebrati e 150 rettili tassidermizzati. Accanto a questo patrimonio unico, il Museo rinnovato presenta nuove aree tematiche, tra cui una sala etnografica con circa 500 oggetti legati alle pratiche culturali dei diversi popoli mozambicani – arte, scultura, musica, oreficeria, ceramica e intrecci – arricchita da un archivio fotografico storico.

Nel suo intervento, il Direttore Rusconi ha sottolineato come “il Mozambico disponga ora di un Museo di Storia Naturale rinnovato e moderno, progettato per il futuro della ricerca e della conservazione. La Cooperazione italiana è orgogliosa di aver contribuito a questo percorso e ribadisce il proprio impegno a favore della scienza, dell’educazione e della sostenibilità.”

Durante la permanenza, il Direttore ha incontrato anche il team tecnico di AICS per fare il punto sui vari progetti in corso, nonché la GONG – associazione che coordina oltre 36 organizzazioni della società civile presenti nel Paese. Ha inoltre avuto incontri con rappresentanti del settore privato, come ENI, e del mondo accademico, tra cui l’Università Sapienza di Roma e la Fondazione CIMA. Infine, ha incontrato l’Istituto Don Bosco per valutare possibili future collaborazioni.

Commentando gli esiti della missione, Rusconi ha dichiarato: “Il Mozambico è Paese prioritario della Cooperazione italiana, qui attiva da mezzo secolo, e del Piano Mattei. Stiamo lavorando per mettere a terra, il più rapidamente possibile, alcuni progetti di grande ambizione, con il coinvolgimento della società civile, delle eccellenze tecniche italiane, del settore privato e dell’accademia. In questo modo, intendiamo proporci ancor di più agli amici mozambicani quali partner a 360 gradi”.

 

L’Italia inaugura l’Ufficio della Cooperazione a Lusaka, rafforzando le partnership con Zambia e Malawi

 

Il 12 settembre 2025, presso l’Ambasciata d’Italia a Lusaka, è stato inaugurato il nuovo Ufficio della Cooperazione Italiana/AICS, un hub strategico per rafforzare le partnership di sviluppo in Zambia e Malawi.

L’inaugurazione si è svolta nell’ambito della Global Gateway Fact-Finding Mission: African Climate Summit & Lobito Corridor, sottolineando il forte impegno dell’Italia per lo sviluppo sostenibile nell’Africa australe. Alla cerimonia hanno preso parte S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia; Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS); Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo; membri del corpo diplomatico accreditato in Zambia; rappresentanti delle Organizzazioni della Società Civile italiane; delegati della Global Gateway Mission e alti funzionari del Governo zambiano. In rappresentanza di AICS erano presenti anche Paula Abenante, Desk Officer per l’Africa, Luciana Andreini, Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka, Miguel Almeida, Communication Officer della Sede AICS di Maputo.

L’Italia e lo Zambia condividono un partenariato che risale a prima dell’indipendenza del Paese nel 1964, fondato su iniziative storiche come la costruzione della diga di Kariba negli anni ’50 da parte di un consorzio di imprese italiane, l’assemblaggio delle automobili FIAT a Livingstone e la raffineria Indeni, realizzata da AGIP. Anche Alitalia ha svolto un ruolo determinante nella creazione della compagnia aerea Zambia Airways e nella formazione dei suoi piloti.

I legami bilaterali si sono ulteriormente rafforzati negli ultimi anni: la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2022 ha riaffermato l’impegno dell’Italia verso lo Zambia, confermato dalla successiva visita a Roma del Presidente Hakainde Hichilema nel novembre 2023. Nel giugno 2024, a seguito della missione di una delegazione italiana di alto livello guidata dal Direttore Generale Stefano Gatti, lo Zambia è stato designato Paese prioritario per la Cooperazione Italiana ed è stato posto sotto il coordinamento della sede AICS di Maputo.

Direttore AICS – Marco Riccardo Rusconi

Nel suo discorso di benvenuto, l’Ambasciatore d’Italia in Zambia, S.E. Enrico De Agostini, ha dichiarato: «Sebbene la firma di un Accordo Quadro di Cooperazione bilaterale sia ancora in sospeso, stiamo già procedendo con iniziative concrete, pienamente in linea con i principi del Piano Mattei». Tra queste iniziative vi è un investimento di 6 milioni di euro nelle Province del Nord e del Copperbelt, nell’area del Corridoio di Lobito, volto a ripristinare gli ecosistemi degradati, rafforzare le filiere di miele, legumi e funghi, e promuovere modelli di business inclusivi. In parallelo, il progetto AIM Zambia affronterà i gravi impatti del fenomeno El Niño rafforzando la resilienza attraverso interventi nei settori dell’agricoltura, della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, nonché dell’inclusione sociale.

Il nuovo ufficio di Lusaka sarà inoltre responsabile delle iniziative finanziate dalla Cooperazione Italiana in Malawi, dove sono in corso progetti in agricoltura sostenibile, sviluppo della filiera del caffè e salute.

 

 

Come sottolineato da Marco Riccardo Rusconi, Direttore di AICS: «L’Italia è presente in Zambia da oltre sessant’anni, ma ciò che mancava negli ultimi trent’anni era una Cooperazione allo Sviluppo strutturata e uno spazio fisico dedicato al coordinamento del nostro crescente impegno. Oggi, con l’apertura di questo ufficio, segniamo un nuovo capitolo».

Miguel Almeida – Communication Officer della Sede AICS di Maputo – Luciana Andreini – Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka