Lancio del progetto ECOBLU

Il 10 novembre 2025 si è tenuto a Pemba il lancio del progetto ECOBLU – Sviluppo Sostenibile e Integrato delle Risorse Marine e Costiere nella Provincia di Cabo Delgado.

Finanziato dalla Cooperazione Italiana con un importo di 3,5 milioni di euro, il programma mira a promuovere l’emancipazione economica e sociale delle comunità costiere attraverso lo sviluppo di mezzi di sussistenza alternativi e sostenibili legati all’economia blu, contribuendo al contempo alla tutela degli ecosistemi marini e costieri del Mozambico. L’iniziativa sarà attuata dall’ONG italiana OIKOS.

Il lancio del progetto si è svolto nel primo giorno della missione del Sistema Italia nella Provincia di Cabo Delgado, guidata dall’Ambasciata d’Italia in Mozambico, con la partecipazione dell’Istituto per il Commercio Estero (ICE), della Camera di Commercio Italia–Mozambico, dell’AICS e della ENI.

Durante il suo intervento, il Titolare della Sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha sottolineato che “la Cooperazione Italiana collabora da tempo in modo stretto con le istituzioni mozambicane nella promozione e nel rafforzamento dell’economia blu. A Marracuene, attraverso il programma A-GEO, la spiaggia di Macaneta è stata trasformata in una spiaggia pilota del Mozambico, esempio di gestione sostenibile delle risorse costiere. Con il progetto Mangrowth, invece, si stanno riforestando le mangrovie nella Baia di Maputo”. Queste due iniziative, sommate al nuovo progetto ECOBLU, rappresentano un investimento complessivo di 9,5 milioni di euro in programmi legati al mare e all’economia blu in Mozambico.

A sua volta, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha evidenziato che “il mare, di cui il Mozambico possiede una delle coste più estese dell’Africa, con circa 2.750 chilometri, e che storicamente ha unito le nostre culture e i nostri popoli, continua oggi a unirci come simbolo di amicizia, fiducia e cooperazione tra le nostre nazioni”.

L’evento ha segnato anche il lancio del progetto Blu Ibo Niri – Migliorare i Mezzi di Sussistenza attraverso la Conservazione Ambientale e lo Sviluppo Economico, finanziato dalla ENI Rovuma Basin per conto dei Partner dell’Area 4. L’iniziativa rafforza le sinergie tra la Cooperazione Italiana e il settore privato, evidenziate nella Lettera d’Intenti firmata nel giugno 2025 tra AICS ed ENI.

Nel suo intervento, la General Manager di ENI in Mozambico, Marica Calabrese, ha dichiarato: “È un grande onore essere oggi a Pemba per segnare l’inizio di progetti così importanti per la provincia di Cabo Delgado e per tutti i mozambicani. Oggi non celebriamo soltanto il lancio di questi progetti, ma anche la continuazione di questa preziosa e profonda collaborazione tra ENI, l’Italia, il Mozambico e tutte le persone presenti in questa sala.”

L’evento si è concluso con la firma di un Memorandum d’Intesa tra l’AICS, rappresentata dal Titolare della Sede AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e il Governo della Provincia di Cabo Delgado, rappresentato da Iolanda Almeida, Direttrice Provinciale del Turismo e della Cultura.

La cerimonia si è chiusa con la prima riunione del Comitato di Pilotaggio (Steering Committee) del programma, consolidando la coordinazione istituzionale e la visione condivisa per lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere di Cabo Delgado.

Donne di Manica rafforzano la sicurezza alimentare con il sostegno della Cooperazione Italiana

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre, ci siamo recati nella Provincia di Manica, dove la Cooperazione Italiana finanzia il progetto “Manica para as Mulheres”, realizzato da Progettomondo, in partenariato con Helpcode, CAM, MICAIA, GMPIS, AITR e Lega Coop Emilia-Romagna.

L’iniziativa ha come obiettivo principale quello di rafforzare la sicurezza alimentare e promuovere la partecipazione economica delle donne rurali nei distretti di Tambara, Bárué, Guro e Macossa.

Il progetto contribuisce alla diversificazione alimentare e all’aumento della produzione locale, sostenendo imprenditrici impegnate nella produzione di miele, fagioli, latte di soia, funghi, e di altri prodotti agricoli e alimentari.

L’Iniziativa ha, inoltre, rafforzato le capacità delle beneficiarie attraverso corsi di formazione in Agricoltura di Conservazione, Apicoltura, Trasformazione Alimentare, Imprenditoria, Alfabetizzazione e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT), oltre a promuovere la creazione di gruppi di risparmio e credito rotativo (PCR).

Inoltre, il programma ha garantito l’accesso al microcredito a 156 donne, permettendo loro di ampliare e consolidare le proprie attività e di promuovere un’alimentazione più sana e sostenibile nelle loro comunità.

Un esempio è Melisa Parutsa, produttrice di latte di soia da oltre dieci anni e prima imprenditrice in questo settore nel distretto di Barué. Grazie al proggetto, “sono riuscita a comprare un frullatore, pentole e altri utensili per la lavorazione, aumentando così la produzione e le vendite”. Il latte di soia rappresenta un importante veicolo nutrizionale per l’arricchimento con vitamine e minerali, come le vitamine A, D e B12.

l fagioli sono uno dei prodotti più coltivati e consumati nella Provincia di Manica e svolgono un ruolo essenziale nella resilienza delle comunità di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e di fenomeni estremi come El Niño, contribuendo a garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale della popolazione.

Francisca Conforme ha iniziato a coltivarlo perché è una coltura resistente, che “non subisce molte perdite” e tollera bene le avversità climatiche. Con il credito ricevuto, è riuscita ad aumentare la produzione, pur sottolineando che il mercato “è molto competitivo”.

Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Pesca (MAAP), il Mozambico produce circa 500 tonnellate di miele all’anno. La Provincia di Manica, grazie alle sue montagne e alle sue foreste, costituisce un’area particolarmente adatta all’apicoltura, un’attività economica a basso impatto ambientale, in grado di generare reddito e contribuire alla conservazione degli ecosistemi naturali.

Il progetto, che ha già formato 410 donne in diverse filiere produttive, ha permesso a Telma Paia, una delle beneficiarie dell’Associazione “Donne Futuro di Domani”, di conoscere i vantaggi dell’apicoltura attraverso le formazioni realizzate nell’ambito del progetto e di decidere di dedicarsi a questa attività. “Abbiamo ricevuto l’attrezzatura completa, le arnie e la formazione. Così siamo riuscite a produrre il nostro miele”, racconta Telma, sottolineando come questa opportunità le abbia permesso di migliorare il reddito familiare e sentirsi più autonome.

La rapida crescita dei funghi e il fatto che, già dopo un mese dalla semina, sia possibile raccoglierli e venderli, hanno spinto Flátima Chimera a dedicarsi alla loro produzione. Con il sostegno del programma, “ho imparato strumenti di pianificazione aziendale e, grazie a questo, sono riuscita a ottenere un credito per migliorare la mia attività”. Ricchi di proteine, vitamine e minerali, i funghi rappresentano un’alternativa alimentare sana e una fonte di reddito importante, poiché sono facilmente commercializzabili.

Queste storie mostrano come le donne di Manica stiano contribuendo in modo concreto al rafforzamento della sicurezza alimentare della provincia, diversificando le proprie fonti di reddito e rafforzando le loro comunità. Per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Melisa Parutsa, produttrice di latte di soia, riassume l’impegno di tutte “Sono felice di sapere che contribuisca alla buona alimentazione della mia comunità con il mio prodotto.”

 

Lancio di AIM Zambia

È stato ufficialmente lanciato il 9 ottobre a Lusaka il progetto AIM Zambia, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Il programma mira a rafforzare la resilienza e a migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali in Zambia. L’iniziativa fa parte di un più ampio programma regionale del valore di 3,5 milioni di euro, volto a potenziare la resilienza climatica e mitigare gli impatti del fenomeno El Niño in Zambia, Mozambico e Malawi.

Alla cerimonia di lancio hanno partecipato S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia; Mr. Makoye Chisuta, rappresentante della Disaster Management and Mitigation Unit (DMMU); Ms. Luciana Andreini, Responsabile della Sede AICS di Lusaka; nonché rappresentanti dei partner di implementazione, dei donatori e del Governo zambiano.

L’iniziativa mira in particolare a migliorare la resilienza e le condizioni di vita delle comunità rurali nelle Province Occidentale, Meridionale, Centrale e di Lusaka, raggiungendo circa 61.850 persone, tra cui bambini, donne in gravidanza e in allattamento, e persone con disabilità. Sarà implementata da CELIM, in partenariato con Africa Call Organisation, CBM, People in Need, ADRA e Keepers Zambia Foundation.

Luciana Andreini, Manager AICS di Lusaka, insieme a S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia.

Nel suo intervento, Luciana Andreini ha sottolineato che “lo Zambia ha sperimentato gli effetti devastanti del fenomeno El Niño, una delle siccità più gravi della storia recente. Interi raccolti sono andati perduti, il bestiame è morto e milioni di famiglie si trovano ad affrontare l’insicurezza alimentare”. Infatti, il Presidente dello Zambia, Hakainde Hichilema ha dichiarato la crisi di El Niño un disastro nazionale, a conferma della gravità della situazione.

Come evidenziato dalla Responsabile AICS di Lusaka, il programma non si limiterà a rispondere agli effetti immediati della crisi, ma punterà anche a rafforzare la resilienza delle comunità vulnerabili, affinché possano affrontare con maggiore capacità gli shock climatici futuri.

L’Ambasciatore d’Italia in Zambia ha inoltre aggiunto: “I cambiamenti climatici sono una realtà, e non si può escludere il verificarsi di eventi meteorologici catastrofici in Zambia. Ma l’uomo sa adattarsi. Questa iniziativa mira a fornire alle popolazioni interessate gli strumenti adeguati per affrontarli: l’agricoltura intelligente dal punto di vista climatico è una necessità nella Zambia moderna, e l’Italia è qui per aiutare.”

 

Lo Zambia è stato riconosciuto come Paese prioritario per la Cooperazione Italiana dal 2024. Lo scorso mese è stato inaugurato il nuovo Ufficio della Cooperazione Italiana / AICS a Lusaka, a conferma dell’impegno a lungo termine dell’Italia nel Paese. AIM Zambia rappresenta un forte segnale del rinnovato impegno dell’Italia a sostegno di uno sviluppo sostenibile e inclusivo dello Zambia.

 

foto di gruppo

Luciana Andreini, Manager della Sede AICS di Lusaka, insieme a Mattia Binacchi – Africa Call Organisation

Italia e Mozambico celebrano la riqualificazione del Museo di Storia Naturale di Maputo

Il 29 settembre 2025 si è svolta la cerimonia ufficiale di riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, dopo oltre due anni di intensi lavori di riqualificazione.

Il progetto, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha rappresentato un investimento di 4.250.000 euro destinato alla riqualificazione del Museo, nell’ambito del programma RINO, attraverso la sua componente COREBIOM, che promuove iniziative di valorizzazione, riabilitazione e conservazione della biodiversità marina e terrestre.

Coordinato dal Polo Museale dell’Università Sapienza di Roma, in partenariato con la Stazione Zoologica Anton Dohrn e l’ONG WeWorld, il progetto prevede anche la creazione di un Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Museo come punto di riferimento scientifico ed educativo.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose alte personalità, tra cui la Ministra della Cultura e dell’Educazione, Samaria Tovela, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, il Direttore dell’AICS, Marco Riccardo Rusconi, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, e la Direttrice del Museo, Lucília Chuquela.

Fondato nel 1911 e ospitato dal 1933 in un edificio storico in stile manuelino, il Museo è uno dei monumenti più emblematici del Mozambico. Chiuso al pubblico nell’ottobre 2023, è stato oggetto di profonde opere di riqualificazione architettonica, museologica e museografica, condotte da un team multidisciplinare di specialisti italiani e mozambicani legati all’Università Sapienza.

Tra gli interventi principali figurano l’installazione di pannelli solari e di un ascensore, l’ammodernamento del sistema di illuminazione e climatizzazione, la costruzione di nuovi servizi igienici interni, la creazione di una libreria, una caffetteria e rampe di accesso per persone con disabilità, oltre a una sala per mostre temporanee. Sul piano museologico, le esposizioni sono state restaurate e aggiornate con un approccio moderno che ricrea i diversi habitat naturali, aggiungendo sale dedicate alle praterie marine e ai grandi abitanti del mare. Il percorso espositivo è stato arricchito con informazioni accessibili a persone con disabilità visive e uditive, rendendo la visita più inclusiva e didattica.

È stato inoltre creato uno spazio educativo dedicato alla scoperta della biodiversità da parte di bambini e giovani, e il Museo ha beneficiato di un’operazione di rebranding, con la creazione di un nuovo logo che modernizza la sua immagine istituzionale, mantenendo il legame con la sua identità storica. Le collezioni del Museo si distinguono per la loro ricchezza scientifica e patrimoniale: comprendono oltre 200 mammiferi, 10.137 uccelli, 176.527 insetti, 1.250 invertebrati e 150 rettili tassidermizzati.

Tra i suoi tesori si evidenziano la unica collezione al mondo di feti di elefante, che documenta mese per mese lo sviluppo gestazionale fino al ventiduesimo mese, e un esemplare di celacanto, considerato un vero “fossile vivente”, catturato nell’agosto 1991 nel Canale del Mozambico — un momento significativo per la scienza del Paese. Il Museo riqualificato include anche una sala etnografica con circa 500 oggetti rappresentativi delle pratiche culturali di diversi popoli mozambicani — arte, scultura, musica, oreficeria, ceramica e intreccio — completata da un archivio fotografico storico.

Durante la cerimonia, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, ha sottolineato: “Il nostro obiettivo comune era chiaro: non solo restaurare un edificio storico, ma rilanciare il Museo come porta d’accesso alla conoscenza ambientale del Mozambico, come centro nazionale per la conservazione della biodiversità e come spazio educativo e scientifico capace di formare nuove generazioni di ricercatori e cittadini consapevoli.”

Il Direttore dell’AICS, Marco Riccardo Rusconi, ha aggiunto: “Un traguardo essenziale di questa trasformazione è la creazione del Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità, che ha già avviato la preparazione di protocolli di monitoraggio e programmi di formazione in stretta collaborazione con i Ministeri competenti e con l’Università Eduardo Mondlane.

A sua volta, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, ha espresso il proprio riconoscimento: “Vogliamo ringraziare, di cuore, tutti coloro che hanno contribuito al processo di riqualificazione del nostro Museo di Storia Naturale, con un ringraziamento speciale ai nostri partner della Repubblica Italiana.”

La riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo rappresenta una pietra miliare per la preservazione del patrimonio culturale e scientifico del Mozambico e simboleggia non solo la valorizzazione della ricerca, dell’educazione e della cultura, ma anche il rafforzamento della cooperazione tra Mozambico e Italia.

Con questa riqualificazione, il Museo assume un ruolo rinnovato come centro di conoscenza, divulgazione scientifica e attrazione culturale, contribuendo alla promozione della biodiversità e alla formazione di una nuova coscienza ambientale nel Paese.

Missione del Direttore AICS in Mozambico

Dal 27 al 30 settembre, il Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Marco Riccardo Rusconi, ha realizzato una missione in Mozambico, durante la quale ha potuto visitare da vicino alcuni progetti sostenuti dalla Cooperazione italiana.

Accompagnato dal Titolare della Sede di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, il Direttore ha visitato il Comune di Marracuene, dove ha avuto modo di conoscere le attività del progetto A-GEO – Ambiente, Green/Blue Economy ed Occupazione, che grazie ai fondi dell’Italia ha trasformato Macaneta nella spiaggia pilota del Paese.

Nel corso della visita, Rusconi ha potuto osservare le attività di piscicoltura promosse dall’associazione locale, già beneficiaria della distribuzione di 19.750 avannotti alla Associazione Hobjana; ha inoltre visitato le quattro torri di salvataggio e assistito a una dimostrazione pratica realizzata dai 18 bagnini formati nell’ambito del progetto. Con il Sindaco di Marracuene, Shafee Sidat, si è infine confrontato sulle prospettive di futura collaborazione, in particolare in merito alla costruzione di nuove infrastrutture a sostegno dello sviluppo del municipio, come una stazione di polizia locale o un mercato del pesce.

La missione ha incluso anche un importante momento istituzionale con l’inaugurazione della nuova Sala Operativa del CENOE, realizzata nell’ambito del programma Ready2Act, implementato dall’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri del Mozambico (INGD) in partenariato con la Fondazione CIMA, con la collaborazione di WeWorld e con il supporto strategico del Dipartimento della Protezione Civile Italiana.

Il Direttore Rusconi, insieme all’Ambasciatore d’Italia e al Titolare della Sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, al Museo di Storia Naturale di Maputo

Il Mozambico è tra i Paesi più vulnerabili del continente africano agli shock climatici, come già dimostrato in passato dai cicloni Idai, Kenneth e Freddy. “Grazie a questa nuova infrastruttura, il Paese è oggi più preparato a coordinare gli interventi in caso di emergenze climatiche e umanitarie. Inserita nella logica del sistema nazionale di protezione civile, questa Sala rafforza la capacità del Mozambico di coordinare in maniera integrata la previsione, l’allerta e la risposta alle emergenze”, ha commentato Rusconi

 

La missione ha avuto anche un significato appuntamento per la valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico con la riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, edificio storico della capitale, fondato nel 1911 e chiuso nel 2023 per lavori di riqualificazione, realizzati grazie a un investimento di 4.250.000 euro nell’ambito del programma RINO, destinati specificamente alla sua valorizzazione.

 

 

 

Le collezioni del Museo si distinguono per la straordinaria ricchezza scientifica e patrimoniale: tra i pezzi di maggior rilievo figurano oltre 200 mammiferi, 10.137 uccelli, 176.527 insetti, 1.250 invertebrati e 150 rettili tassidermizzati. Accanto a questo patrimonio unico, il Museo rinnovato presenta nuove aree tematiche, tra cui una sala etnografica con circa 500 oggetti legati alle pratiche culturali dei diversi popoli mozambicani – arte, scultura, musica, oreficeria, ceramica e intrecci – arricchita da un archivio fotografico storico.

Nel suo intervento, il Direttore Rusconi ha sottolineato come “il Mozambico disponga ora di un Museo di Storia Naturale rinnovato e moderno, progettato per il futuro della ricerca e della conservazione. La Cooperazione italiana è orgogliosa di aver contribuito a questo percorso e ribadisce il proprio impegno a favore della scienza, dell’educazione e della sostenibilità.”

Durante la permanenza, il Direttore ha incontrato anche il team tecnico di AICS per fare il punto sui vari progetti in corso, nonché la GONG – associazione che coordina oltre 36 organizzazioni della società civile presenti nel Paese. Ha inoltre avuto incontri con rappresentanti del settore privato, come ENI, e del mondo accademico, tra cui l’Università Sapienza di Roma e la Fondazione CIMA. Infine, ha incontrato l’Istituto Don Bosco per valutare possibili future collaborazioni.

Commentando gli esiti della missione, Rusconi ha dichiarato: “Il Mozambico è Paese prioritario della Cooperazione italiana, qui attiva da mezzo secolo, e del Piano Mattei. Stiamo lavorando per mettere a terra, il più rapidamente possibile, alcuni progetti di grande ambizione, con il coinvolgimento della società civile, delle eccellenze tecniche italiane, del settore privato e dell’accademia. In questo modo, intendiamo proporci ancor di più agli amici mozambicani quali partner a 360 gradi”.

 

L’Italia inaugura l’Ufficio della Cooperazione a Lusaka, rafforzando le partnership con Zambia e Malawi

 

Il 12 settembre 2025, presso l’Ambasciata d’Italia a Lusaka, è stato inaugurato il nuovo Ufficio della Cooperazione Italiana/AICS, un hub strategico per rafforzare le partnership di sviluppo in Zambia e Malawi.

L’inaugurazione si è svolta nell’ambito della Global Gateway Fact-Finding Mission: African Climate Summit & Lobito Corridor, sottolineando il forte impegno dell’Italia per lo sviluppo sostenibile nell’Africa australe. Alla cerimonia hanno preso parte S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia; Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS); Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo; membri del corpo diplomatico accreditato in Zambia; rappresentanti delle Organizzazioni della Società Civile italiane; delegati della Global Gateway Mission e alti funzionari del Governo zambiano. In rappresentanza di AICS erano presenti anche Paula Abenante, Desk Officer per l’Africa, Luciana Andreini, Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka, Miguel Almeida, Communication Officer della Sede AICS di Maputo.

L’Italia e lo Zambia condividono un partenariato che risale a prima dell’indipendenza del Paese nel 1964, fondato su iniziative storiche come la costruzione della diga di Kariba negli anni ’50 da parte di un consorzio di imprese italiane, l’assemblaggio delle automobili FIAT a Livingstone e la raffineria Indeni, realizzata da AGIP. Anche Alitalia ha svolto un ruolo determinante nella creazione della compagnia aerea Zambia Airways e nella formazione dei suoi piloti.

I legami bilaterali si sono ulteriormente rafforzati negli ultimi anni: la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2022 ha riaffermato l’impegno dell’Italia verso lo Zambia, confermato dalla successiva visita a Roma del Presidente Hakainde Hichilema nel novembre 2023. Nel giugno 2024, a seguito della missione di una delegazione italiana di alto livello guidata dal Direttore Generale Stefano Gatti, lo Zambia è stato designato Paese prioritario per la Cooperazione Italiana ed è stato posto sotto il coordinamento della sede AICS di Maputo.

Direttore AICS – Marco Riccardo Rusconi

Nel suo discorso di benvenuto, l’Ambasciatore d’Italia in Zambia, S.E. Enrico De Agostini, ha dichiarato: «Sebbene la firma di un Accordo Quadro di Cooperazione bilaterale sia ancora in sospeso, stiamo già procedendo con iniziative concrete, pienamente in linea con i principi del Piano Mattei». Tra queste iniziative vi è un investimento di 6 milioni di euro nelle Province del Nord e del Copperbelt, nell’area del Corridoio di Lobito, volto a ripristinare gli ecosistemi degradati, rafforzare le filiere di miele, legumi e funghi, e promuovere modelli di business inclusivi. In parallelo, il progetto AIM Zambia affronterà i gravi impatti del fenomeno El Niño rafforzando la resilienza attraverso interventi nei settori dell’agricoltura, della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, nonché dell’inclusione sociale.

Il nuovo ufficio di Lusaka sarà inoltre responsabile delle iniziative finanziate dalla Cooperazione Italiana in Malawi, dove sono in corso progetti in agricoltura sostenibile, sviluppo della filiera del caffè e salute.

 

 

Come sottolineato da Marco Riccardo Rusconi, Direttore di AICS: «L’Italia è presente in Zambia da oltre sessant’anni, ma ciò che mancava negli ultimi trent’anni era una Cooperazione allo Sviluppo strutturata e uno spazio fisico dedicato al coordinamento del nostro crescente impegno. Oggi, con l’apertura di questo ufficio, segniamo un nuovo capitolo».

Miguel Almeida – Communication Officer della Sede AICS di Maputo – Luciana Andreini – Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka

Educazione e inclusione al centro: inaugurata la nuova scuola comunitaria e la Casa della Donna a Nhang’ona e N’cantho, nel distretto di Dôa, nella provincia di Tete

I bambini di Nhang’ona, nel distretto di Dôa, nella provincia di Tete, hanno finalmente una scuola degna di questo nome. Dopo che il ciclone del 2021 aveva distrutto la struttura precedente, gli studenti erano costretti a seguire le lezioni sotto un portico improvvisato. “I bambini erano costantemente distratti da qualsiasi cosa — un’auto, un uccello, qualcuno che passava” ha commentato Guida Levi Bandiel, direttrice della scuola comunitaria di Nhang’ona. “Ora, nelle aule, riescono a concentrarsi e prestare attenzione agli insegnanti, e l’apprendimento è migliorato in modo significativo.”

Davide Ganâcio Gume, genitore che ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della scuola comunitaria, ha aggiunto: “Anche quando piove, possono andare a scuola senza perdere alcuna lezione. A casa vediamo che i risultati scolastici dei nostri cinque figli sono molto migliorati.”

Il successo della nuova scuola si riflette già nella crescente richiesta: la direttrice sottolinea che le aule inaugurate si sono rivelate rapidamente insufficienti a soddisfare la domanda. “Tutti i bambini delle comunità vicine vogliono studiare qui, il che dimostra quanto la scuola sia diventata uno spazio apprezzato e affidabile. Per questo continuiamo a utilizzare il portico per accogliere tutti gli studenti” ha spiegato Guida Levi Bandiel. Questo aumento della domanda è un chiaro segnale che la comunità riconosce il valore dell’investimento nell’istruzione e che lo sviluppo locale è in pieno movimento. Attualmente la scuola comunitaria accoglie 359 bambini, di cui 191 femmine e 168 maschi.

Nel cortile della scuola sono stati piantati alberi da frutto, non solo per migliorare l’alimentazione dei bambini, ma anche per coinvolgerli nella cura e nella crescita delle piante.

A N’cantho, la comunità attendeva uno spazio dove riunirsi e svolgere attività formative. Con l’inaugurazione della “Casa della Donna”, questo sviluppo ha già iniziato a trasformare la realtà locale. Nuove priorità emergono man mano che la comunità cresce e si organizza. Tra queste, l’elettrificazione dello spazio, che l’amministratore del distretto di Dôa ha assicurato sarà realizzata a breve.

L’inaugurazione, avvenuta l’11 settembre, ha visto la partecipazione del governatore della provincia di Tete, Domingos Viola, delle autorità locali e tradizionali insieme ai partner di cooperazione del programma DELPAZ. L’intera comunità ha celebrato la consegna della nuova scuola a Nhang’ona e della Casa della Donna a N’cantho. Il governatore ha sottolineato che questi interventi fanno parte del DELPAZ — iniziativa del Governo del Mozambico, nata dopo l’Accordo di Pace di Maputo del 2019, finanziata dall’Unione Europea e implementata dalla AICS con il consorzio di organizzazioni della società civile guidato da SaveTheChildren, insieme a WeWorld-GVC, Kubecera, Fondazione Seppa, CEPCB — che mira a promuovere la pace, l’inclusione e lo sviluppo economico locale nelle aree più colpite dal conflitto, evidenziando l’importanza della cooperazione tra tutti gli attori.

Il direttore di AICS-Maputo ha inviato un discorso, letto durante la cerimonia di inaugurazione, ringraziando le autorità, i partner e la comunità, sottolineando l’importanza della scuola e della Casa della Donna come spazi di apprendimento, dialogo e convivenza, evidenziando anche il continuo sostegno della Cooperazione Italiana al Mozambico, promuovendo sviluppo, inclusione e pace.

 

AICS di Maputo presenta iniziative e collaborazioni alla 60ª edizione della FACIM

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – Sede di Maputo ha preso parte alla 60ª edizione della Fiera Internazionale di Maputo (FACIM), il più importante evento del settore privato in Mozambico, svoltasi dal 25 al 31 agosto a Marracuene. Lo stand di AICS si è inserito nel Padiglione Italia, organizzato dall’ICE – Italian Trade Agency, insieme ad altre 15 imprese italiane, valorizzando il know-how e l’eccellenza del Made in Italy.

Per la FACIM, AICS ha predisposto un’agenda culturale diversificata. Il 26 agosto, giornata dedicata all’agricoltura, si è svolto il panel “Dalla Terra alla Tazza: la Filiera del Caffè Mozambicano e il Piano Mattei in Azione”. All’evento hanno partecipato la Vice Titolare di AICS, Maria Cristina Pescante, Simone Santi, Presidente della Camera di Commercio Italia–Mozambico, Paolo Gozzoli, Rappresentante dell’ICE in Mozambico, nonché rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, Ambiente e Pesca, dell’UNIDO e di Amocafé.

Durante la sessione è stato presentato il Coffee Hub di Maputo, un centro di promozione e valorizzazione del caffè mozambicano che sarà realizzato presso il FEIMA nell’ambito del progetto MAIS VALOR 2, implementato da UNIDO e finanziato dal Governo Italiano attraverso AICS.

In tale occasione, Maria Cristina Pescante ha sottolineato: “Vogliamo rilanciare il caffè mozambicano attraverso un approccio incentrato sulla qualità e sulla sostenibilità, garantendo ai piccoli produttori un reale accesso alle opportunità”.

L’incontro si è concluso con una sessione di coffee cupping, che ha permesso ai partecipanti di degustare oltre otto varietà di caffè mozambicano, promuovendo l’eccellenza e il potenziale del settore caffeicolo nazionale.

Il 27 agosto, giornata dedicata alla salute, 71 persone hanno effettuato screening gratuiti per malattie come diabete e ipertensione. In collaborazione con Radio Mozambico, sono stati trasmessi messaggi di sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili. Inoltre, una sessione di 30 minuti di esercizio fisico ha rafforzato l’importanza dell’attività sportiva nella prevenzione di queste patologie.

Infine, il 29 agosto, giornata dedicata al settore della creazione di lavoro, la Vice Titolare Maria Cristina Pescante ha presentato AICS e le prospettive di collaborazione con il settore privato. È seguito il panel “Connettere Istruzione, Innovazione e Imprese in Mozambico”, con la partecipazione di Paolo Gozzoli, Direttore dell’ICE, Luís Neves Domingo, Direttore del CIUEM, e Inácio Ticongolo, docente dell’ISUTC – Istituto Superiore dei Trasporti e delle Comunicazioni.

L’evento si è concluso con una sessione di pitch presentata da quattro start-up, selezionate tra le 35 sostenute dall’incubatore d’impresa dell’Università Eduardo Mondlane, creato nell’ambito dei programmi Coding Girls e ICT4DEV.

Lo stand di AICS ha accolto numerosi visitatori, tra cui imprenditori, studenti, giornalisti e curiosi interessati a conoscere meglio i progetti della Cooperazione Italiana in Mozambico. Uno dei momenti più significativi è stata la visita del Presidente della Repubblica del Mozambico, Daniel Chapo, che in occasione dell’inaugurazione ha espresso il proprio ringraziamento per il contributo di AICS allo sviluppo sostenibile del Paese.

DELPAZ continua a consolidare comunità più giuste, pacifiche e resilienti

Oltre 100 partecipanti provenienti da 14 distretti in cui il DELPAZ è in fase di attuazione, nelle province di Sofala, Manica e Tete, insieme ai partner, si sono riuniti ieri a Chimoio (Manica) per riflettere sui quattro anni di esecuzione del programma, concordando sul fatto che il DELPAZ stia consolidando comunità più giuste, pacifiche e resilienti.

Nel seminario di riflessione su esperienze, lezioni e buone pratiche di inclusione sociale, dialogo per la costruzione della pace ed equilibrio di genere nello sviluppo locale, i partecipanti hanno sottolineato che le esperienze più rilevanti si concentrano sulla valorizzazione della diversità e sulla promozione del dialogo.

È stata messa in evidenza la maggiore partecipazione delle donne, la valorizzazione delle voci locali, il rafforzamento del dialogo comunitario – che riconosce e valorizza le lingue locali –, l’equità nelle opportunità, la reintegrazione di gruppi storicamente emarginati come ex-combattenti e vittime di conflitti, considerati percorsi essenziali per consolidare una società più giusta, pacifica e resiliente.

Intervenendo all’occasione, Osman Cossing, coordinatore dei Programmi dell’Istituto per la Democrazia Multipartitica (IMD) – organizzatore dell’evento – ha affermato che la “Pace è autentica quando è inclusiva e le voci sono ascoltate e valorizzate”, sottolineando che “la democrazia inizia dal dialogo”.

Tony Mossio, coordinatore del DELPAZ per la componente di governance locale attraverso il Fondo di Capitale di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCDF), ha ricordato che sono stati forniti sostegni a tutti i livelli, in un processo inclusivo, partecipativo e sensibile alle differenze culturali, di genere e ideologiche, nonostante le difficoltà iniziali dovute a una comprensione limitata del programma.

A sua volta, Pedrito Cambrão, direttore della Facoltà di Scienze Sociali e Umanistiche dell’Università Zambeze, affrontando il tema “Pace, governance e sviluppo locale inclusivo nel contesto post-conflitto”, ha sottolineato che senza pace tutto è instabile e fragile, insistendo sulla necessità di pratiche educative che curino le ferite del passato, consolidino il dialogo, la riconciliazione, il perdono, l’ascolto e la condivisione.

“La corda che non è ben annodata, si scioglie alla prima pioggia”, ha detto riferendosi al fatto che, se non verranno trattati con serietà gli impegni del processo di Smobilitazione, Disarmo e Reintegrazione (DDR) degli ex-combattenti della Renamo, “rischiamo di riaprire vecchie ferite e perdere il filo sottile che ci mantiene uniti”.

Richiamandosi al proverbio “il fiume non beve la propria acqua”, ha fatto appello al potere esecutivo di non agire a beneficio personale, ribadendo che “non c’è pace che resista senza il popolo”.

Testimonianze

Le testimonianze dei beneficiari, che hanno condiviso le trasformazioni vissute nelle loro comunità, sono state uno dei punti salienti della presentazione dei risultati storici del DELPAZ, fatta da Giulia Zingaro dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che attua il programma nelle province di Manica e Tete, con il sostegno di Helpcode – a capo del consorzio di ONG a Manica – e di Save the Children a Tete.

Isac Cerveja, presidente del Ponto Verde di Báruè, nel distretto di Manica, ha ricevuto forti applausi dichiarando: “Eravamo piccoli contadini, ora siamo piccoli imprenditori”, frutto della visione ampliata che considera l’agricoltura un vettore di sviluppo.

“L’ampliamento del Ponto Verde a cinque ettari ha permesso l’acquisto di una motopompa di irrigazione con risorse proprie derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli, e ora il DELPAZ ha fornito un sistema capace di irrigare fino a 60 ettari di terreni coltivati”, ha raccontato, evidenziando anche il legame con il mercato, inclusa la partecipazione alla FACIM lo scorso anno e quest’anno, come elemento chiave per la sostenibilità finanziaria.

Dal canto suo, Alcélia Aristide Saimon, beneficiaria del programma DELPAZ, ha raccontato che, dopo aver seguito un corso di taglio e cucito, sta confezionando vestiti da vendere nelle comunità remote con scarso accesso all’abbigliamento; nelle comunità prive di risorse, scambia vestiti e uniformi scolastiche con mais, garantendo così la frequenza scolastica dei bambini.

Armando Taunde si è detto soddisfatto dell’inclusione dei suoi figli nelle formazioni in diverse aree pratiche e ha chiesto che il programma venga esteso ad altri distretti non ancora coinvolti.

I consulenti indipendenti Luís Taiado e Nelson Moda hanno presentato i risultati preliminari di uno studio sulle lezioni e buone pratiche di inclusione sociale, empowerment di genere, dialogo per la costruzione della pace e sviluppo locale equo, evidenziando una partecipazione più ampia e attiva delle donne, comprese le beneficiarie del DDR, e sottolineando che il DELPAZ è riuscito a radicarsi nelle comunità.

Tuttavia, hanno avvertito che, nonostante i progressi, permangono sfide, come la scarsa articolazione tra partner, governi locali e comunità durante l’attuazione del DDR, oltre a percezioni di stigmatizzazione ed emarginazione da parte di alcuni membri del DDR che ancora non si identificano pienamente con il programma.

Data la complessità del contesto mozambicano, segnato da periodi di conflitto armato e tensioni politico-sociali, è stato lanciato un appello al rafforzamento del dialogo, considerato uno strumento indispensabile per la costruzione di una pace sostenibile.

Il Segretario di Stato della Provincia di Manica, Lourenço Lindone, che ha aperto e chiuso l’evento, ha elogiato l’impegno dei partner della cooperazione nella ricerca di risorse per finanziare programmi volti a migliorare la vita sociale della popolazione delle tre province.

“Le principali linee di intervento del DELPAZ, [programma del Governo del Mozambico finanziato dall’Unione Europea] hanno integrato gli sforzi del governo centrale e locale nella promozione di buone pratiche per una convivenza sociale armoniosa nelle comunità”, ha sottolineato Lourenço Lindone.

 

L’Italia rafforza la sicurezza marittima e promuove il turismo sostenibile a Macaneta con la consegna di moto d’acqua.

 

Il 17 luglio, nell’ambito del programma A-GEO: Green Blue Economy ed Occupazione, finanziato dal Governo italiano tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), si è svolta la consegna di due moto d’acqua al Consiglio Municipale di Marracuene.

L’iniziativa rientra nelle attività del progetto, che mira a creare le condizioni per un turismo sicuro, sostenibile e integrato nella regione di Macaneta. Questi mezzi si aggiungono alle quattro torri di salvataggio inaugurate a marzo durante la visita dell’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, nonché ad altre azioni quali l’installazione di contenitori per la raccolta dei rifiuti e della segnaletica informativa, promuovendo così un turismo più ecologico e responsabile.

Per rafforzare ulteriormente la sicurezza sulle spiagge, il progetto ha già formato 18 bagnini, che ora potranno contare sulle moto d’acqua come strumento fondamentale di supporto nelle operazioni di salvataggio.

Secondo Maria Cristina Pescante, Vice-Titolare della sede AICS di Maputo, “Macaneta è una zona di grande valore ambientale ed economico, e siamo convinti che la sua preservazione — insieme allo sviluppo delle comunità locali — rappresenti un esempio concreto di Economia Blu in pratica.”

Il Presidente del Municipio di Marracuene, Ismail Ahmed Shafee Sidat, ha ringraziato la Cooperazione Italiana per il supporto, sottolineando che le nuove moto d’acqua “serviranno ad aiutare le persone e a prevenire gli annegamenti”, consentendo ai bagnini “di arrivare prima e più rapidamente” nelle situazioni di emergenza. Ha inoltre evidenziato l’importanza di una corretta manutenzione delle attrezzature, invitando a garantirne la buona conservazione.

Con questa azione, il programma A-GEO rafforza l’impegno della Cooperazione Italiana a favore dello sviluppo sostenibile delle aree costiere mozambicane, valorizzando il patrimonio ambientale e la sicurezza delle comunità locali.