Amadbay Gulamo Assane, originario del Distretto di Búzi, nella Provincia di Sofala, è il grande vincitore del concorso “Capulana è Vita”, un’iniziativa che unisce arte e salute pubblica e che mette chiaramente in evidenza il ruolo centrale della Cooperazione Italiana e del Ministero della Salute del Mozambico nella promozione della prevenzione del cancro del collo dell’utero.
L’opera vincitrice, intitolata “Africa Piange”, è stata scelta da una giuria istituzionale e dal pubblico, distinguendosi per il suo forte valore simbolico e sociale. La capulana raffigura il dolore silenzioso associato al cancro del collo dell’utero, trasmettendo al contempo un messaggio di forza, speranza e unione tra le donne. 
Dominata dal colore viola — simbolo della lotta contro questa malattia —, l’opera presenta tre cerchi e la figura di una donna che tiene la parola “Vita”, in riferimento al motto del concorso. In una fascia centrale ben visibile si legge il messaggio: “La prevenzione è il miglior modo per combattere il cancro del collo dell’utero”.
Come premio, il vincitore ha partecipato a un workshop a Maputo, tenutosi nell’atelier della stilista Amirah Adam, dove ha sviluppato la versione finale della capulana. Ha inoltre ricevuto un premio in denaro di 10.000 meticais.
La cerimonia di premiazione si è svolta presso la Casa dell’Artista di Beira il 29 aprile, dove il responsabile clinico della Provincia di Sofala, il dott. Edgar Meque, ha ribadito l’impegno del Ministero della Salute del Mozambico nella lotta contro il cancro del collo dell’utero. Tra le principali strategie evidenziate figurano l’espansione dell’accesso ai servizi di screening, il rafforzamento della vaccinazione contro l’HPV e l’intensificazione delle attività di educazione e sensibilizzazione nelle comunità.
Da parte sua, Maria Cristina Pescante, vice direttrice e reggente ad interim dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Sede Maputo, ha sottolineato il ruolo determinante della Cooperazione Italiana nel sostenere interventi concreti e continuativi in Mozambico. Secondo quanto dichiarato, tali iniziative promuovono la vaccinazione come strumento essenziale di protezione, incentivano lo screening regolare per la diagnosi precoce e garantiscono supporto al trattamento quando necessario, contribuendo a una risposta integrata ed efficace in stretta collaborazione con il Ministero della Salute del Mozambico. 
In un momento particolarmente emozionante, l’artista e attivista culturale Sónia Sultuane ha evidenziato il potere simbolico della capulana:
“Come ambasciatrice di questa causa, guardo alla capulana — che annodiamo sul petto, sui fianchi e nel calore delle braccia — e vedo in essa la speranza. Il cancro del collo dell’utero mette a tacere le nostre donne, non per mancanza di forza, ma per mancanza di voce. Molte muoiono perché il messaggio arriva troppo tardi. Vogliamo ricamare sul tessuto e nell’anima: ‘Tu conti, previeniti’”.
Lanciato a Beira il 23 marzo dall’Ambasciatore d’Italia, Gabriele Annis, il concorso “Capulana è Vita” ha ricevuto oltre 50 candidature, di cui 30 considerate idonee. La selezione del vincitore è stata il risultato della combinazione tra il voto del pubblico sui social media e la valutazione di una giuria istituzionale.
Promossa dalla Cooperazione Italiana, in collaborazione diretta con il Ministero della Salute del Mozambico e le autorità sanitarie provinciali, l’iniziativa ha avuto l’obiettivo di coinvolgere i giovani nella creazione di messaggi di sensibilizzazione sulla prevenzione del cancro del collo dell’utero. Inserita nel progetto “Prevenzione e Controllo delle Malattie Non Trasmissibili”, la campagna ha utilizzato la capulana — simbolo emblematico dell’identità culturale mozambicana — come mezzo di comunicazione per la salute pubblica.
La campagna rafforza due principali misure di prevenzione, promosse congiuntamente dalla Cooperazione Italiana e dal Ministero della Salute del Mozambico: la vaccinazione delle ragazze contro l’HPV, principale fattore di rischio della malattia, e lo screening regolare delle donne a partire dai 25 anni, fondamentale per la diagnosi precoce e il trattamento delle lesioni precancerose. 
Oltre alla dimensione sanitaria, il concorso ha reso omaggio anche a figure del giornalismo mozambicano, come Maria de Lurdes Torcato, Ofélia Tembe e Suzete Honwana, che hanno contribuito a valorizzare la capulana. Nel suo libro Capulanas & Lenços, Torcato sottolinea che, pur avendo origini esterne, la capulana è diventata profondamente mozambicana, fungendo da mezzo di espressione culturale che “parla” attraverso i suoi motivi, riflettendo eventi sociali, politici e culturali.
Con questa iniziativa, si auspica che la capulana vincitrice amplifichi il suo messaggio, unendo cultura e salute pubblica. Il concorso “Capulana è Vita” riafferma così il ruolo strategico della Cooperazione Italiana e del Ministero della Salute del Mozambico nella promozione del benessere delle comunità, consolidando una solida cooperazione tra Mozambico e Italia nella lotta contro il cancro del collo dell’utero.

