La Cooperazione Italiana promuove lo sviluppo della prima Strategia di Turismo Sostenibile sull’Isola di Inhaca

Dal 13 al 15 maggio si è svolto il Forum Strategico degli Stakeholder sull’Ilha da Inhaca. Il Forum ha rappresentato un momento strategico per lo sviluppo del turismo sostenibile sull’isola e, nel corso di tre giorni, ha riunito autorità locali, ricercatori, operatori turistici, régulos e rappresentanti delle comunità locali per elaborare un documento guida volto alla protezione degli ecosistemi e alla promozione dello sviluppo economico inclusivo delle comunità locali.

L’incontro ha quindi rappresentato un punto di partenza per la costruzione di una strategia comune per lo sviluppo del Turismo Sostenibile dell’Isola di Inhaca. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del programma Mangrowth, finanziato dalla Cooperazione Italiana, ed è stata organizzata dalla ONG ICEI – Istituto Cooperazione Economica Internazionale.

Il primo giorno del Forum Strategico degli Stakeholder ha visto la partecipazione di Sua Eccellenza Vicente Joaquim Imedede, Segretario di Stato, nonché della Vice Titolare e Reggente ad interim Maria Cristina Pescante, insieme ad altre personalità istituzionali.

Nel corso del suo intervento, Maria Cristina Pescante ha sottolineato che “i progetti, sia passati che attuali, promossi da AICS nel settore ambientale, si sono sempre dimostrati rilevanti per garantire la conservazione della biodiversità, affrontare gli impatti negativi provocati dai cambiamenti climatici e promuovere uno sviluppo socioeconomico sostenibile nel Paese”.

Da parte sua, Sua Eccellenza Vicente Joaquim Imedede ha evidenziato che “l’Isola di Inhaca è un gioiello di biodiversità e turismo sostenibile, con un grande potenziale nell’ecoturismo, nella pesca e nella conservazione. Si distingue per le sue spiagge paradisiache, le barriere coralline, le mangrovie e la ricerca scientifica, rappresentando un luogo privilegiato per vivere una natura incontaminata”, sottolineando inoltre che “l’isola è riconosciuta come il polmone della Città di Maputo”.

Nel suo intervento, ha inoltre evidenziato che il nuovo pontile, inaugurato il 6 marzo 2026, ha migliorato significativamente l’accessibilità all’Isola di Inhaca, eliminando la dipendenza dalle maree per l’imbarco e lo sbarco. Ha aggiunto che questa infrastruttura “porterà più turisti”, sottolineando quindi l’importanza di coinvolgere le comunità locali nel processo di sviluppo turistico sostenibile.

Il punto di partenza per lo sviluppo di questa strategia è iniziato con una visita di studio realizzata nell’ottobre 2025 da una delegazione mozambicana al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in Italia. La visita aveva l’obiettivo di conoscere e analizzare buone pratiche internazionali, creare parallelismi con destinazioni dalle caratteristiche ambientali e socioeconomiche simili, rafforzare la pianificazione condivisa e promuovere lo sviluppo di un modello di turismo rigenerativo. È proprio da questa esperienza che è nata l’idea di sviluppare una strategia comune per il Turismo Sostenibile dell’Isola di Inhaca.

Nel primo giorno del Forum si è inoltre registrata la partecipazione virtuale di Marino Garfagnoli, Direttore dell’Infopark del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che ha affrontato il ruolo del settore privato nella conservazione del Parco, considerato una delle più grandi aree marine protette d’Europa, evidenziando esempi di cooperazione tra istituzioni, comunità e operatori turistici per la promozione di un turismo sostenibile e responsabile.

I prossimi passi consisteranno nella realizzazione di una serie di sessioni di supporto tecnico e istituzionale, coinvolgendo la Segreteria di Stato della Città di Maputo e i suoi organi tecnici, con l’obiettivo di definire un’agenda per l’attuazione della strategia delineata durante il presente Forum.

 

Vice Titolare e Reggente ad interim Maria Cristina Pescante, e Vicente Joaquim Imedede, Segretario di Stato Maputo

La Cooperazione Italiana sostiene la reinaugurazione del primo serpentario del Mozambico.

Il 5 maggio ha avuto luogo la reinaugurazione del serpentario della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Universidade Eduardo Mondlane, a Maputo. La struttura, distrutta durante il periodo post-elettorale del 2024, è stata riabilitata nell’ambito del programma “RINO – Risorse, Innovazione e Sviluppo per le Aree di Conservazione”, finanziato dalla Cooperazione Italiana.

Alla cerimonia hanno partecipato diverse personalità, tra cui l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, il Rettore della UEM, Manuel Guilherme Júnior, e la Vice Titolare e Reggente ad interim della sede AICS di Maputo, Maria Cristina Pescante, oltre ad altri ospiti.

In Mozambico, più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno a causa dei morsi di serpenti velenosi, un problema considerato una grave sfida per la salute pubblica. Secondo i dati della BIOFUND, il Paese ospita circa 78 specie di serpenti, delle quali 35 non sono considerate velenose e 13 sono classificate come potenzialmente mortali. Tra le più pericolose figurano il Black Mamba — che ha ispirato il nome della nazionale mozambicana, i “Mambas” —, la vipera e il cobra mozambicano.

Durante il suo intervento, l’Ambasciatore Gabriele Annis ha sottolineato che “il serpentario costituirà uno strumento essenziale per la formazione e la preparazione di personale specializzato nella raccolta e nell’estrazione del veleno per la produzione di sieri, fondamentali per salvare vite umane”.

Attualmente, fino all’11 maggio, è in corso un corso guidato da specialisti sudafricani sulla gestione dei serpenti velenosi. La formazione riunisce ricercatori provenienti da varie istituzioni nazionali, tra cui l’ANAC, il Parco Nazionale di Maputo, il Museo di Storia Naturale della UEM, la Facoltà di Veterinaria e la Facoltà di Scienze.

Da parte sua, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, ha sottolineato che “questo serpentario è anche per i nostri studenti, che già durante il percorso universitario vengono preparati ad affrontare il fenomeno”, riferendosi ai morsi di serpenti velenosi e alla necessità di sapere come agire in queste situazioni.

Il serpentario, considerato il primo del suo genere nella storia del Mozambico, rappresenta un passo importante per servire la comunità, rafforzare la ricerca scientifica e sostenere la ricerca di soluzioni e sieri capaci di combattere gli effetti del veleno dei serpenti.

 

L’Ambasciatore d’Italia, Gabriele Annis, insieme al Rettore della UEM, Guilherme Júnior, inaugurano il serpentario.

Cooperazione Italiana e Ministero della Salute del Mozambico in prima linea nella prevenzione del cancro del collo dell’utero: Amadbay Gulamo Assane vince il concorso “Capulana è Vita” con forte impatto sociale

Amadbay Gulamo Assane, originario del Distretto di Búzi, nella Provincia di Sofala, è il grande vincitore del concorso “Capulana è Vita”, un’iniziativa che unisce arte e salute pubblica e che mette chiaramente in evidenza il ruolo centrale della Cooperazione Italiana e del Ministero della Salute del Mozambico nella promozione della prevenzione del cancro del collo dell’utero.

L’opera vincitrice, intitolata “Africa Piange”, è stata scelta da una giuria istituzionale e dal pubblico, distinguendosi per il suo forte valore simbolico e sociale. La capulana raffigura il dolore silenzioso associato al cancro del collo dell’utero, trasmettendo al contempo un messaggio di forza, speranza e unione tra le donne.

Dominata dal colore viola — simbolo della lotta contro questa malattia —, l’opera presenta tre cerchi e la figura di una donna che tiene la parola “Vita”, in riferimento al motto del concorso. In una fascia centrale ben visibile si legge il messaggio: “La prevenzione è il miglior modo per combattere il cancro del collo dell’utero”.

Come premio, il vincitore ha partecipato a un workshop a Maputo, tenutosi nell’atelier della stilista Amirah Adam, dove ha sviluppato la versione finale della capulana. Ha inoltre ricevuto un premio in denaro di 10.000 meticais.

La cerimonia di premiazione si è svolta presso la Casa dell’Artista di Beira il 29 aprile, dove il responsabile clinico della Provincia di Sofala, il dott. Edgar Meque, ha ribadito l’impegno del Ministero della Salute del Mozambico nella lotta contro il cancro del collo dell’utero. Tra le principali strategie evidenziate figurano l’espansione dell’accesso ai servizi di screening, il rafforzamento della vaccinazione contro l’HPV e l’intensificazione delle attività di educazione e sensibilizzazione nelle comunità.

Da parte sua, Maria Cristina Pescante,  vice direttrice e reggente ad interim dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Sede Maputo, ha sottolineato il ruolo determinante della Cooperazione Italiana nel sostenere interventi concreti e continuativi in Mozambico. Secondo quanto dichiarato, tali iniziative promuovono la vaccinazione come strumento essenziale di protezione, incentivano lo screening regolare per la diagnosi precoce e garantiscono supporto al trattamento quando necessario, contribuendo a una risposta integrata ed efficace in stretta collaborazione con il Ministero della Salute del Mozambico.

In un momento particolarmente emozionante, l’artista e attivista culturale Sónia Sultuane ha evidenziato il potere simbolico della capulana:
“Come ambasciatrice di questa causa, guardo alla capulana — che annodiamo sul petto, sui fianchi e nel calore delle braccia — e vedo in essa la speranza. Il cancro del collo dell’utero mette a tacere le nostre donne, non per mancanza di forza, ma per mancanza di voce. Molte muoiono perché il messaggio arriva troppo tardi. Vogliamo ricamare sul tessuto e nell’anima: ‘Tu conti, previeniti’”.

Lanciato a Beira il 23 marzo dall’Ambasciatore d’Italia, Gabriele Annis, il concorso “Capulana è Vita” ha ricevuto oltre 50 candidature, di cui 30 considerate idonee. La selezione del vincitore è stata il risultato della combinazione tra il voto del pubblico sui social media e la valutazione di una giuria istituzionale.

Promossa dalla Cooperazione Italiana, in collaborazione diretta con il Ministero della Salute del Mozambico e le autorità sanitarie provinciali, l’iniziativa ha avuto l’obiettivo di coinvolgere i giovani nella creazione di messaggi di sensibilizzazione sulla prevenzione del cancro del collo dell’utero. Inserita nel progetto “Prevenzione e Controllo delle Malattie Non Trasmissibili”, la campagna ha utilizzato la capulana — simbolo emblematico dell’identità culturale mozambicana — come mezzo di comunicazione per la salute pubblica.

La campagna rafforza due principali misure di prevenzione, promosse congiuntamente dalla Cooperazione Italiana e dal Ministero della Salute del Mozambico: la vaccinazione delle ragazze contro l’HPV, principale fattore di rischio della malattia, e lo screening regolare delle donne a partire dai 25 anni, fondamentale per la diagnosi precoce e il trattamento delle lesioni precancerose.

Oltre alla dimensione sanitaria, il concorso ha reso omaggio anche a figure del giornalismo mozambicano, come Maria de Lurdes Torcato, Ofélia Tembe e Suzete Honwana, che hanno contribuito a valorizzare la capulana. Nel suo libro Capulanas & Lenços, Torcato sottolinea che, pur avendo origini esterne, la capulana è diventata profondamente mozambicana, fungendo da mezzo di espressione culturale che “parla” attraverso i suoi motivi, riflettendo eventi sociali, politici e culturali.

Con questa iniziativa, si auspica che la capulana vincitrice amplifichi il suo messaggio, unendo cultura e salute pubblica. Il concorso “Capulana è Vita” riafferma così il ruolo strategico della Cooperazione Italiana e del Ministero della Salute del Mozambico nella promozione del benessere delle comunità, consolidando una solida cooperazione tra Mozambico e Italia nella lotta contro il cancro del collo dell’utero.

 

Ambasciata d’Italia, AICS e TVM rinnovano il Memorandum d’Intesa per rafforzare la comunicazione e la visibilità delle iniziative nel Paese

Da sinistra a destra: Gabriele Annis, Ambasciatore d’Italia in Mozambico; Victor Filipe Sinai Nhatitima, Presidente del Consiglio di Amministrazione della TVM; Maria Cristina Pescante, Vice Titolare e Reggente ad interim della Sede AICS di Maputo; e Cláudio Ilídio Jone, Amministratore Esecutivo della TVM.

Il 13 aprile 2026 è stato formalizzato il rinnovo del Memorandum d’Intesa tra l’Ambasciata d’Italia in Mozambico, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – Sede di Maputo e la Televisão de Moçambique (TVM).

L’accordo entra nel suo terzo anno di attuazione, consolidando una partnership strategica volta a rafforzare la visibilità delle iniziative promosse dall’Italia nel Paese. Attraverso questa collaborazione, la TVM continuerà a garantire la copertura e la diffusione delle attività dell’Ambasciata e dell’AICS in tutte le 11 province del Mozambico, nonché presso la diaspora tramite i suoi corrispondenti in Portogallo.

Il Memorandum è stato firmato dall’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis; dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della TVM, Victor Filipe Sinai Nhatitima; e dalla Vice Direttrice e Reggente ad interim dell’AICS a Maputo, Maria Cristina Pescante.

Durante la cerimonia, il Presidente del Consiglio di Amministrazione della TVM ha sottolineato l’importanza della partnership, affermando che “questo Memorandum rappresenta un’opportunità per la TVM di rafforzare la propria missione di servizio pubblico, ampliando la sua capacità di informare, educare e intrattenere”. Ha inoltre evidenziato che la collaborazione “rafforza il ruolo dei media come ponte tra popoli, culture e idee, promuovendo il dialogo, la comprensione reciproca e la valorizzazione della diversità”.

Da parte sua, l’Ambasciatore Gabriele Annis ha sottolineato che l’Ambasciata d’Italia sta mobilitando sforzi con la RAI — il servizio pubblico radiotelevisivo italiano — in vista di una possibile donazione di attrezzature informatiche alla TVM, contribuendo così al rafforzamento delle sue capacità tecniche.

L’Ambasciatore ha inoltre colto l’occasione per ringraziare i professionisti della TVM, sia a Maputo sia nelle delegazioni provinciali di Sofala, Cabo Delgado e Manica, che lo hanno accompagnato durante le sue missioni in queste province. “Il vostro rigore, professionalità e dedizione sono stati fondamentali per garantire che le iniziative e il lavoro dell’Italia raggiungessero direttamente i telespettatori”, ha dichiarato.

Il rinnovo di questo Memorandum riafferma l’impegno congiunto delle istituzioni coinvolte a promuovere una comunicazione efficace e accessibile, al servizio dello sviluppo e del rafforzamento delle relazioni tra Mozambico e Italia.

Firma dell’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica dello Zambia

S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, e l’Onorevole Mulambo Haimbe, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, durante la firma dell’Accordo.

Lusaka, 24 settembre 2026 – Oggi, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica dello Zambia, è stato firmato l’Accordo Quadro sulla Cooperazione allo Sviluppo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica dello Zambia.

L’Accordo è stato firmato da S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, e dall’Onorevole Mulambo Haimbe, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Alla cerimonia ha partecipato anche il Dott. Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Maputo.

La firma dell’Accordo rappresenta una tappa significativa nel rafforzamento della lunga amicizia tra Italia e Zambia. Esso stabilisce un solido quadro per promuovere uno sviluppo inclusivo e sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il lancio di un partenariato rinnovato con l’Africa ha avuto luogo nel gennaio 2024, con la presentazione del Piano Mattei per l’Africa durante il Vertice Italia–Africa tenutosi a Roma. L’iniziativa mira a definire un nuovo modello di cooperazione basato su partenariati tra pari, sostenuto da un impegno iniziale di 5,5 miliardi di euro.

In linea con questo rinnovato approccio, l’Italia ha rafforzato il proprio impegno in Zambia attraverso le attività di Cooperazione allo Sviluppo, un processo che ha acquisito slancio negli ultimi anni. Nel giugno 2024, lo Zambia è stato incluso tra i Paesi prioritari per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ed è stato posto sotto il coordinamento dell’Ufficio AICS di Maputo. La visita del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti, nel luglio 2024, e l’apertura di un Ufficio della Cooperazione Italiana presso i locali dell’Ambasciata d’Italia hanno reso operativa tale decisione.

Inoltre, l’Italia ha risposto positivamente all’appello d’emergenza del Governo dello Zambia per mitigare l’impatto della siccità indotta da El Niño, con particolare attenzione al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità rurali.

In conclusione, S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Zambia, Enrico De Agostini, ha dichiarato: «Come sottolineato dal nostro Presidente del Consiglio, S.E. Giorgia Meloni, nel febbraio 2026 lo Zambia è diventato un Paese prioritario per il Piano Mattei, che rappresenta la strategia italiana di investimento in Africa, fondata su un partenariato tra pari, basato su un dialogo autentico e su interessi reciproci. La firma di questo Accordo riflette l’impegno condiviso dei nostri governi a lavorare fianco a fianco per un futuro più resiliente, inclusivo e sostenibile per il popolo dello Zambia».

Il Titolare della Sede AICS di Maputo, Dott. Paolo Enrico Sertoli, ha dichiarato: «Intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Zambia, a partire dal lancio di un’iniziativa da 6 milioni di euro nelle province Settentrionale e Copperbelt, nella regione del Corridoio di Lobito, incentrata sul ripristino degli ecosistemi e sulle filiere sostenibili».

Da sinistra a destra: Silvia Piccinini (Ufficio commerciale e politico- Ambasciata d’Italia a Lusaka), S.E. Enrico De Agostini, Ambasciatore d’Italia in Zambia, Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, Alessandro Botta, Responsabile dell’Ufficio AICS di Lusaka.

Giornata Internazionale dell’Acqua: focus sulla posa della prima pietra del programma di risanamento ambientale

Si è svolta, il 19 marzo, la cerimonia di posa della prima pietra nell’ambito del Programma di Saneamento Ambientale per il drenaggio delle acque piovane nei quartieri della città di Maputo finanziato dalla Cooperazione Italiana. L’intervento avrà una durata prevista di tre anni e rappresenta un investimento, attraverso un credito d’aiuto pari a 60 milioni di euro (per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere), a cui si aggiunge una componente a fondo perduto di 1,752 milioni di euro (destinata alla gestione del programma da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, Abitazione e Risorse Idriche).

L’evento ha visto la partecipazione di alte autorità, tra cui il Ministro dei Lavori Pubblici, Abitazione e Risorse Idriche, Fernando Rafael, il Presidente del Consiglio Municipale di Maputo, Rasaque Manhique, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, e il Titolare AICS Maputo, Paolo Enrico Sertoli, oltre ad altri rappresentanti istituzionali.

Sebbene ufficialmente avviati in questa data, i lavori sono in corso dal settembre 2025 e includono la costruzione di 14 chilometri di sistemi di drenaggio delle acque piovane, nonché la pavimentazione di oltre 8 chilometri di strade nel distretto di KaMaxaquene. Attualmente, circa l’8% dei lavori è già stato completato. Le opere sono eseguite dall’impresa italiana Renco, con la supervisione della società di consulenza italiana FCRR s.r.l.

Questi interventi svolgono un ruolo fondamentale nella mitigazione degli impatti causati da fenomeni climatici estremi, in un contesto in cui il Mozambico figura tra i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Il programma si inserisce negli sforzi del settore infrastrutturale della Cooperazione Italiana per promuovere lo sviluppo di città e comunità più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili, in coordinamento con altre due iniziative complementari: il Programma Drenaggio, attualmente in corso nel distretto di KaMaxaquene, e il Programma Regenera, in fase di attuazione nel quartiere di Chamanculo C.

Nel loro insieme, questi interventi contribuiranno al miglioramento delle condizioni ambientali e urbane, attraverso la riduzione del rischio di inondazioni e la prevenzione di malattie di origine idrica (come il colera), generando un impatto diretto e positivo sulla qualità della vita delle popolazioni beneficiarie.

Nel corso del suo intervento, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico ha sottolineato che “l’opera integra diverse soluzioni tecniche, tra cui canali a cielo aperto, canali sotterranei e strutture in gabbioni, che consentiranno di migliorare significativamente il deflusso delle acque piovane e ridurre il rischio di inondazioni”.

L’Ambasciatore ha inoltre evidenziato che “questo progetto rappresenta, nella città di Maputo, l’impegno del Sistema Italia e delle imprese italiane nel mettere al servizio dello sviluppo sostenibile le proprie competenze tecniche ed esperienza ingegneristica, a beneficio delle comunità e dell’ambiente”.

Questo progetto riafferma l’impegno della Cooperazione Italiana nel sostenere il Mozambico nell’implementazione di soluzioni integrate nei settori delle infrastrutture, dello sviluppo urbano e del WASH (Acqua, Servizi Igienico-Sanitari e Igiene), contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità e al rafforzamento della resilienza delle città di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici.

Messaggio di saluto- Titolare della Sede AICS di Maputo

Cara lettrice, caro lettore,

Si avvicina, ormai, la conclusione del mio mandato come Titolare della Sede AICS di Maputo, che terminerà alla fine di questo mese di marzo, dopo oltre quattro anni di intenso lavoro. Non è facile tracciare un bilancio di un periodo così ricco di sfide, esperienze e risultati ottenuti.

Sono giunto in Mozambico nel 2022, un anno emblematico per la Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel Paese. Difatti, nel luglio 2022 si è svolta la visita in Mozambico dell’On. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana, in occasione della quale è stato firmato il Piano Indicativo Pluriennale (PIP) tra l’Italia e il Mozambico per il periodo 2022-2026, primo importante risultato concreto del mio mandato.

Il mio arrivo ha coinciso anche con una fase in cui si facevano ancora sentire gli effetti della pandemia di COVID-19, non possiamo dimenticarlo. In quel contesto ho avuto l’opportunità di constatare l’impatto della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, in particolare attraverso il sostegno al Centro di Biotecnologia dell’Università Eduardo Mondlane (UEM), in prima linea nelle attività di diagnosi. È stato anche un anno simbolico, segnato dalla celebrazione dei 45 anni di cooperazione tra l’Italia e la UEM, la più grande e prestigiosa università del Mozambico, con la quale collaboriamo da tempo nella formazione di quadri e nel rafforzamento dell’istruzione superiore.

Nel corso del mio mandato, mi sono sentito profondamente orgoglioso nel vedere crescere l’azione di AICS e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel complesso contesto regionale dell’Africa Australe. Un dato su tutti: all’inizio del mio incarico, la Sede AICS di Maputo aveva competenza su tre Paesi, di cui solo 1 (Mozambico) prioritario per il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (MAECI). Termino il mio mandato con una competenza su 5 Paesi, di cui 3 prioritari (Mozambico, Zambia e Malawi) per il MAECI e 3 (Mozambico, Zambia e Angola) per il Piano Mattei per l’Africa.

Momenti marcanti del mio mandato nell’ottica dell’allargamento di competenze, sono stati senza dubbio le inaugurazioni dell’Ufficio di Programma di Chimoio (Mozambico, Provincia di Manica, nel 2023), hub che coordina le nostre attività nella Provincia, in particolare nel settore agricolo, e che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del Centro Agroalimentare di Manica (CAAM), iniziativa faro del Piano Mattei per l’Africa e, dell’Ufficio di Programma di Lusaka, con competenza su Malawi e Zambia, con un rafforzamento di presenza e capacità di intervento della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e AICS nell’Africa Australe.

Tra i momenti più emblematici del mio mandato desidero ricordare in particolare: nel settembre 2025, la riapertura del Museo di Storia Naturale di Maputo, un vero gioiello della città e un importante traguardo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e scientifico del Mozambico; nel 2024, il contributo per l’organizzazione della prima Expo Caffè in Mozambico e l’inaugurazione di importanti infrastrutture, come l’incubatore di start-up presso l’Università Eduardo Mondlane (nel 2023) e il centro sanitario di Namaacha (nel 2022), nonché, nel 2023, 2024 e 2025, l’invio di delegazioni di produttori agricoli provenienti dai Paesi di competenza alla fiera Macfrut, contribuendo così a rafforzare lo scambio di conoscenze e opportunità nel settore agricolo.

Uno dei lasciti più rilevanti della mia gestione, sono i processi che ho contribuito a strutturare e consolidare, fondati su una visione sempre più orientata al risultato e a progetti mirati a una dimensione regionale, facendo leva su un forte spirito di squadra con tutto il Sistema Italia, sul coinvolgimento del settore privato (vedi la collaborazione, ormai ben strutturata, con ENI Rovuma, Macfrut e The European House Ambrosetti – TEHA) e sulla valorizzazione della comunicazione come strumento strategico della Cooperazione allo Sviluppo.

Sono stati migliaia i chilometri percorsi e innumerevoli le ore di volo che mi hanno permesso di conoscere da vicino la regione, le sue comunità e i nostri beneficiari. In questo percorso ho avuto soprattutto l’opportunità di testimoniare la straordinaria resilienza delle popolazioni e la loro determinazione nel costruire un futuro migliore per le proprie comunità.

Un ringraziamento speciale va alle Rappresentanze Diplomatiche competenti — le Ambasciate a Maputo, Lusaka, Harare e Luanda —, alle istituzioni partner, alle autorità locali, alle Organizzazioni della Società Civile italiane (OSC) e mozambicane, alle Delegazioni dell’Unione Europea, alle Agenzie delle Nazioni Unite e a tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso condiviso.

Infine, una parola di profonda e sincera gratitudine va a tutto il personale della Sede AICS di Maputo. Questi risultati non sarebbero stati possibili senza l’impegno, la dedizione, la competenza e lo spirito di squadra di ognuno di voi.

Grazie mille. Muito obrigado. Kanimambo. Thank you.

Hipólito e Assucena: due percorsi di inclusione e crescita professionale

Hipólito e Assucena sono stati i primi tirocinanti ad essere accolti presso AICS Maputo nell’ambito del Programma della Cooperazione Italiana Creazione di Impiego Attraverso le TIC, che mira a promuovere opportunità professionali per giovani con disabilità e a rafforzarne l’inclusione nel mercato del lavoro.

Assucena, 26 anni, laureata in Amministrazione Pubblica, era alla ricerca di un’opportunità professionale quando ha partecipato a una fiera del lavoro. «Mi sono recata allo stand di Humanity & Inclusion, dove stavano raccogliendo i CV di persone con disabilità. Senza esitazione, ho consegnato il mio», racconta. Pochi giorni dopo ha ricevuto una chiamata con la possibilità di svolgere un tirocinio presso AICS, segnando l’inizio di una nuova fase del suo percorso professionale.

Durante il tirocinio, Assucena ha svolto diverse mansioni, tra cui il controllo delle entrate e delle uscite di magazzino e il supporto logistico, inclusa la negoziazione con i fornitori. Tra tutte le attività, ne evidenzia una in particolare: «La parte che preferisco è il protocollo dei documenti, che mi aiuta anche a imparare l’italiano», afferma, sottolineando come questa esperienza abbia contribuito non solo alla sua crescita professionale, ma anche personale.

Dal canto suo, Hipólito, attivista per i diritti umani delle persone con disabilità e commentatore sportivo presso Radio Miramar, è venuto a conoscenza dell’opportunità anch’egli tramite Humanity & Inclusion. In AICS ha svolto funzioni di supporto all’organizzazione interna, partecipando a riunioni, contribuendo alla gestione logistica degli autisti e utilizzando strumenti come Excel. Con orgoglio, condivide l’impatto di questa esperienza: «Il tirocinio mi ha dato una nuova spinta, una nuova visione e un nuovo modo di pormi, permettendomi di arricchire le mie conoscenze».

Per entrambi, il tirocinio ha rappresentato un’opportunità trasformativa. Assucena sottolinea come principale insegnamento l’importanza della fiducia in sé stessi: «Non avere paura di sbagliare è la cosa più importante». Rivolge inoltre un messaggio ad altre persone con disabilità: «Non limitatevi, non dite di non essere capaci. Se chiudiamo la nostra mente, non potremo esplorare molte opportunità».

Hipólito, invece, evidenzia il ruolo fondamentale delle organizzazioni nella promozione dell’inclusione: «Prima di offrire opportunità di tirocinio alle persone con disabilità, è essenziale creare ambienti di lavoro accessibili e inclusivi».

Invitati a riassumere questa esperienza in una sola parola, le loro risposte riflettono bene l’impatto del tirocinio: per Hipólito è stato “fantastico”; per Assucena ha rappresentato soprattutto “crescita”.

La Sede AICS di Maputo ha organizzato un momento di saluto e convivialità con i tirocinanti, esprimendo il proprio apprezzamento per la professionalità, la dedizione e l’impegno dimostrati durante il periodo di tirocinio e augurando loro i migliori successi nei futuri percorsi professionali.

Questa iniziativa dimostra come la creazione di ambienti di lavoro inclusivi non solo promuova l’uguaglianza di opportunità, ma contribuisca anche a valorizzare i talenti, rafforzare le istituzioni e costruire una società più giusta e inclusiva.

Mozambico – La Cooperazione Italiana allo Sviluppo rafforza la resilienza delle comunità di Marracuene (Provincia di Maputo e Macate (Provincia di Manica)

Il 19 febbraio 2026, nell’ambito di iniziative di rafforzamento della resilienza delle comunità vulnerabili ai cambiamenti climatici in Mozambico finanziate dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, si sono svolti due eventi volti a sostenere le popolazioni colpite dalle recenti piogge intense e inondazioni che hanno interessato il Paese all’inizio dell’anno.

Il primo evento si è svolto a Marracuene (Provincia di Maputo), zona gia’ interessata da importanti finanziamenti della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con particolare riferimento al Programma A-GEO con la creazione della prima “spiaggia modello” del Paese nella località di Macaneta. Si tratta di una delle aree più colpite dalle recenti inondazioni, inondazioni che hanno causato l’interruzione del collegamento stradale tra Marracuene e Macaneta, isolando diverse comunità locali.

In tale occasione, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, accompagnato dal Titolare della Sede AICS – Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e dal Sindaco di Marracuene, Shafee Sidat, ha proceduto alla distribuzione di 70 kit alimentari, contenenti, tra gli altri beni essenziali, farina, riso e pollo, con l’obiettivo di sostenere le famiglie maggiormente colpite.

Durante la cerimonia, l’Ambasciatore ha sottolineato di essere presente “per portare la solidarietà del popolo italiano” e ha evidenziato che “nonostante la distanza, il popolo italiano e il popolo mozambicano sono fratelli”. Da parte sua, il Sindaco di Marracuene ha affermato che “l’Italia ha fornito il proprio sostegno fin dal primo momento”, riconoscendo l’impegno continuo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo a favore delle comunità colpite.

Il secondo evento si è svolto nel Distretto di Macate (Provincia di Manica), dove sono stati distribuiti semi di mais e fagioli a 26 beneficiari, nell’ambito di una strategia volta a rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere il recupero dei mezzi di sussistenza delle comunità colpite. Tale distribuzione, realizzata con il sostegno di AICS, si inserisce in un intervento più ampio a livello provinciale che, nell’ambito della campagna agricola 2025/2026, sosterrà complessivamente circa 300 beneficiari.

Durante la cerimonia è stata inoltre realizzata una sessione di sensibilizzazione rivolta ai beneficiari, nel corso della quale è stata evidenziata l’importanza del corretto utilizzo dei semi distribuiti, quali input produttivi essenziali per la prossima campagna agricola.

Isaquias, leader comunitario di Macate, ha ringraziato per il sostegno ricevuto e ha sottolineato checi impegniamo a utilizzare i semi esclusivamente per la produzione, seguendo le indicazioni fornite durante la sessione di sensibilizzazione, al fine di garantire buoni risultati nella presente campagna agricola”. Ha inoltre aggiunto che “crediamo che, con impegno e lavoro congiunto, riusciremo a ottenere un buon raccolto e a contribuire allo sviluppo della nostra comunità”.

 

Risposta della Cooperazione Italiana alle inondazioni in Mozambico

Le inondazioni in corso in Mozambico hanno già colpito oltre 700.000 persone dal 7 gennaio (dati al 1° febbraio), portando al salvataggio di quasi 20.000 persone e causando danni significativi alle infrastrutture essenziali del Paese, incluso il taglio della Strada Nazionale n. 1 (N1) tra le province di Maputo e Gaza.

A Marracuene, lo straripamento del fiume Incomati ha interrotto la circolazione stradale tra la cittadina di Marracuene e la località turistica di Macaneta, sostenuta nell’ambito del programma A-GEO, finanziato dalla Cooperazione Italiana.

Dei 18 bagnini formati nell’ambito del programma, 11 hanno partecipato alle operazioni di ricerca, soccorso e assistenza alle comunità colpite, in particolare nei distretti di Manhica, Boane e Marracuene, tra le zone più duramente interessate dalle inondazioni. I mezzi donati dal progetto, in particolare le moto d’acqua (jet-ski), sono stati anch’essi utilizzati per supportare queste operazioni.

Elias Novela, uno dei bagnini formati nell’ambito di A-GEO, afferma di essere “orgoglioso di poter aiutare la mia stessa comunità”, aggiungendo che “abbiamo già salvato bambini in stato di disperazione, persone con disabilità e anziani senza speranza”. Ha inoltre sottolineato che la formazione ricevuta gli ha permesso di “imparare a pensare rapidamente e ad agire in tempo per salvare vite umane”.

Giulia Natali (AICS – Salute) nella consegna di kit igienici alla comunità di Magoanine, colpita dalle alluvioni.

Venerdì 30 gennaio, l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, insieme a rappresentanti del settore sanitario, ha visitato il centro di accoglienza nel quartiere di Magoanine, offrendo sostegno alle comunità che ospitano persone sfollate a causa delle inondazioni. In una delle aree più colpite sono stati distribuiti 135 kit igienici, comprensivi di purificatori d’acqua, al fine di prevenire malattie infettive come il colera.

Nella provincia di Manica è stato consegnato un pacchetto di sementi composto da 1.500 kg di mais e 600 kg di fagioli, con l’obiettivo di sostenere le famiglie agricole colpite dalle piogge intense e dalle inondazioni. La donazione rientra nel programma di rafforzamento della resilienza delle comunità più vulnerabili delle province di Zambézia, Manica e Tete.

È inoltre importante sottolineare che, attraverso il programma Ready2ACT, finanziato dalla Cooperazione Italiana, la Fondazione CIMA sta fornendo supporto remoto ai tecnici dell’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD) e di altri istituti competenti del sistema di allerta, quali INAM e DNGRH, sostenendo le operazioni di monitoraggio e analisi del fenomeno mediante strumenti di previsione e accompagnamento sviluppati nell’ambito del progetto, inclusa la nuova sala operativa inaugurata lo scorso anno.

Parallelamente, nell’ambito del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea, attivato per questa emergenza, è previsto l’arrivo nel Paese di un esperto in gestione delle inondazioni della Fondazione CIMA, tra i contributi dell’Unione Europea, per sostenere la gestione del rischio.

Secondo Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, “sappiamo che il Mozambico è uno dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, attraverso progetti come Ready2ACT, abbiamo investito fortemente nella gestione dei rischi e nel rafforzamento dei sistemi di allerta precoce, contando sul know-how della Fondazione CIMA e del Dipartimento di Protezione Civile italiano. Ringraziamo inoltre il ruolo essenziale dei bagnini formati dal programma A-GEO nella salvaguardia delle vite umane e nel sostegno alle comunità. L’Italia e la Cooperazione Italiana continueranno a fare tutto il possibile per sostenere la popolazione mozambicana”.

Bagnini del progetto A-GEO impegnati in operazioni di ricerca e soccorso.