João e Ana: la luce di Nhamassonge

Nel cuore di Nhamassonge, dove la strada principale prosegue verso la storica Fortezza di Massangano, prende forma il sogno di due giovani elettricisti: João e Ana. C’è unapiccola costruzione, in fondo alle altre del mercato, ancora priva di tutto il materiale necessario, ma già piena di significato. È lì che João Augusto Toeza, 24 anni, inizia a dare forma al suo futuro.

João ha idee chiare — chiare come la luce — il che forse spiega la sua scelta del settore elettrico. Dopo aver frequentato il corso di elettricista installatore all’IFPELAC, nella città di Chimoio, promosso nell’ambito del programma DELPAZ, in coordinamento con le autorità distrettuali per il rafforzamento della formazione professionale e dello sviluppo locale, è tornato con una nuova prospettiva. È tornato non solo con maggiori conoscenze tecniche, ma anche con una visione più ampia del proprio futuro e del contributo che può offrire alla sua comunità.

Non è tornato da solo. Al suo fianco c’è Ana Assane Saísse, anche lei di 24 anni, compagna di formazione e ora socia nell’attività. Insieme sognano in grande, anche se le risorse sono ancora poche. Il negozio è già stata costruito, allineato alle altre costruzioni del mercato. Manca solo l’insegna che annuncerà al mondo: “Luce di Nhamassonge – installazioni e materiale elettrico”.

Ma non tutto è semplice. A Nhamassonge non è disponibile materiale elettrico. Ogni filo, ogni interruttore, ogni lampadina deve arrivare da Guro. “È un problema”, dice João, con la serenità di chi ha già imparato a non arrendersi di fronte alle difficoltà. Anche il denaro scarseggia, e ogni metical conta. Eppure, vanno avanti, passo dopo passo.

Mentre l’attività non prende ancora pienamente forma, João e Ana continuano a lavorare. Realizzano installazioni nei dintorni — servizi semplici, ma essenziali. Per 500 meticais portano la luce nelle case, mentre il materiale è a carico dei clienti. È poco, ma è un inizio.

La comunità riconosce già il valore del giovane elettricista. La capo del posto amministrativo, Marta João Dafrene, non nasconde la sua soddisfazione: prima, qualsiasi guasto significava aspettare qualcuno proveniente da Guro. Ora è João a risolvere. E lo fa bene.

Il corso, sebbene breve, ha portato più di una semplice formazione tecnica. Per molti giovani di Nhamassonge è stata la prima volta lontano dalla propria terra. Il primo viaggio in autobus fino a Chimoio. Un’esperienza che ha allargato gli orizzonti e mostrato che il mondo è più grande — e pieno di possibilità.

E lì, tra sogni e sfide, c’è anche la piccola Eduarda, che dorme tranquillamente sulla schiena della madre, protetta dalla capulana. Forse senza saperlo, fa già parte di questa storia di coraggio e costruzione.

João sorride quando parla del futuro. “Quando avremo tutto pronto, con il materiale e l’insegna al suo posto, manderemo una fotografia.” Non è solo una promessa — è una certezza.

 

Itália e Moçambique reforçam cooperação na Saúde com lançamento de Projecto de Prevenção e Controlo de Doenças Não Transmissíveis

“Este projecto, que amplia uma iniciativa anterior em 2019, reforça o compromisso da Itália com a saúde em Moçambique”. A afirmação foi feita hoje por Gianni Bardini, Embaixador de Itália em Moçambique, durante a cerimónia de lançamento do projecto “Prevenção e controlo das doenças não transmissíveis”, agradecendo a colaboração entre os dois países.

Destacando a longa história de cooperação entre Itália e Moçambique, Bardini ressaltou a importância estratégica da saúde no relacionamento bilateral. O compromisso italiano foi formalizado no “Plano Indicativo Plurianual Itália – Moçambique 2022-2026”, com um investimento de 85 milhões de euros, priorizando o sector da saúde.

O projecto abrange diversas áreas, incluindo formação de pessoal de saúde e apoio ao Ministério da Saúde. Baseado em estudos que destacam a crescente prevalência de doenças não transmissíveis, o projecto visa fortalecer a capacidade de prevenção e tratamento dessas enfermidades.

Além das acções já implementadas, o projecto traz uma novidade crucial: a sensibilização sobre a relação entre doenças não transmissíveis e deficiência, buscando facilitar o acesso a serviços e tratamentos adequados.

Os objectivos ambiciosos do projecto incluem o rastreio de centenas de milhares de pessoas e a identificação de casos de diabetes, hipertensão e câncer. A implementação é realizada em parceria com instituições moçambicanas e três ONGs italianas reconhecidas pelo seu compromisso com a saúde em Moçambique, nomeadamente CUAMM, que lidera o consórcio, a Comunidade de Sant’Egidio ACAP e AIFO.

O Ministro da Saúde, Armindo Daniel Tiago, sublinhou como este projecto representa mais um marco na longa e frutífera colaboração entre a Itália e Moçambique, que remonta aos dias da independência do país em 1975.

No seu discurso o Ministro da Saúde destacou os desafios de saúde enfrentados por Moçambique, especialmente o aumento alarmante da prevalência de doenças não transmissíveis, como as cardiovasculares, diabetes, câncer, doenças respiratórias crônicas e traumas. Com dados preocupantes que revelam taxas significativas de hipertensão, diabetes e câncer, o Ministro enfatizou a importância de medidas preventivas para mitigar essas doenças evitáveis.

O projecto financiado pela Agência Italiana visa enfrentar esses desafios através do fortalecimento da capacidade de vigilância, prevenção e tratamento das doenças não transmissíveis. Com um orçamento de cerca de 5 milhões de euros ao longo de três anos, o programa será implementado em 20 unidades de saúde em três províncias-chave: Zambézia, Sofala e Maputo.

O foco do projeto será a integração de cuidados para hipertensão e diabetes nos serviços de saúde primários, incluindo atenção especial às pessoas com deficiência. Espera-se que esta iniciativa contribua significativamente para melhorar os indicadores de saúde da população moçambicana.

No encerramento do evento, o Ministro da Saúde expressou profundo agradecimento à Agência Italiana de Cooperação para o Desenvolvimento, reafirmando o compromisso de continuar fortalecendo a colaboração entre os dois países em prol da saúde e do bem-estar da população moçambicana e lançou o desafio para a digiltalização do sector da saúde.

 

Forgiare il futuro

Nel villaggio di Catandica, nel distretto di Báruè, la vita non è mai stata facile per Izaquel Mário. A soli 18 anni e avendo studiato fino alla ottava classe, il futuro sembrava incerto e pieno di poche opportunità. In una terra dove il lavoro è scarso, molti giovani finiscono per perdere la speranza troppo presto.

La vita di Izaquel ha iniziato a cambiare quando è stato selezionato per partecipare a un corso di formazione promosso nell’ambito del programma DELPAZ, in cooperazione con le autorità distrettuali, nel quadro dello sviluppo economico locale. Figlio di un ex combattente della RENAMO, ha visto in questa opportunità una porta che si apriva verso un nuovo cammino. È partito per Chimoio con altri giovani e ha scelto il corso di fabbro meccanico presso l’IFPELAC.

Sono state due settimane intense, ricche di apprendimento. Anche se brevi, gli hanno dato le basi di una professione e, soprattutto, la possibilità di credere in un futuro diverso. Izaquel è timido e non parla bene il portoghese, ma quando si esprime nella sua lingua locale parla con sicurezza — ed è lì che si percepisce la sua determinazione.

Accanto a lui c’è sempre il padre, Mário Amadeu, un uomo dalle idee chiare e con un grande senso di responsabilità. Con dodici figli, conosce bene il valore di un’opportunità. “Dobbiamo aiutare i nostri giovani a trovare una strada”, dice. “Senza lavoro, cosa possono fare? Se non diamo loro opportunità, rischiano di seguire percorsi sbagliati.” Mário Amadeu è uno dei partecipanti DDR dell’Accordo di Maputo del 2019. Era già stato smobilitato nel 1994, dopo la firma dell’Accordo Generale di Pace del 1992, avendo aderito alla lotta nel 1982 nella provincia di Sofala. Oggi vuole solo la pace.

Dopo la formazione e la ricezione del kit di lavoro, il padre ha capito che non sarebbe stato facile per Izaquel iniziare da solo. Due settimane non erano sufficienti per padroneggiare il mestiere. Ha quindi deciso di cercare l’aiuto di un maestro serramentiere per avviare l’attività.

Ha così reclutato Alberto Linosse Macolone, che aveva imparato il mestiere di fabbro in Zimbabwe ma non aveva mai avuto l’opportunità di lavorare al suo ritorno. Quando ha ricevuto la proposta, ha accettato immediatamente.

Oggi Izaquel e Alberto, sotto la supervisione del padre Mário, lavorano in una piccola officina situata all’ingresso di Catandica, lungo la N6. Lo spazio è stato concesso gratuitamente da un commerciante locale, il che rappresenta un grande aiuto. Con impegno hanno iniziato a produrre sedie in ferro, carriole e grate per finestre.

I guadagni: una sedia viene venduta a 250 meticais, una carriola a 2.500 e le grate rendono circa 500 meticais per la manodopera. Non è molto, ma è sufficiente per coprire l’essenziale.

Ancora più importante, però, è l’inizio di una nuova storia. Tra il suono del ferro modellato e il lavoro quotidiano, Izaquel non sta solo imparando un mestiere — sta costruendo il suo futuro. E il padre Mário può dedicarsi alla sua machamba, tenendo sempre un occhio rivolto all’officina a bordo strada.

 

Esperti internazionali e comunità locale per l’avvio della quinta edizione del corso sullo sviluppo sostenibile delle comunità costiere

La quinta edizione del Corso Internazionale Avanzato per lo Sviluppo Sostenibile delle Comunità Costiere ha preso il via oggi, presso la Sede di Tricase del CIHEAM Bari. Quest’anno, il programma accoglie una delegazione di 13 funzionari ministeriali provenienti da 10 Paesi costieri del Mediterraneo e dell’Africa, tra cui l’Albania, l’Algeria, l’Egitto, il Kenya, il Libano, il Mozambico, il Senegal, la Somalia, la Tunisia e l’Uganda.

Finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il corso è organizzato dal CIHEAM Bari con il supporto tecnico dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e la Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (GFCM). L’obiettivo principale è sostenere la Blue Transformation e lo Sviluppo Sostenibile delle Comunità Costiere, promuovendo un approccio integrato che tenga conto delle molteplici dimensioni della sostenibilità e dell’equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo socio-economico.

Durante la cerimonia di apertura, la presenza di esperti internazionali è stata sottolineata, insieme alla partecipazione della comunità locale. In particolare, le conclusioni sono state affidate a Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede di Maputo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che ha portato avanti il messaggio di collaborazione e sostegno di AICS Maputo agli sforzi di sviluppo sostenibile in Mozambico.

La comunità locale ha dato il benvenuto alla delegazione internazionale ospite, evidenziando il ruolo inclusivo e stimolante del Porto Museo di Tricase, dove la diversità culturale favorisce la condivisione di idee e prospettive per un futuro più sostenibile delle comunità costiere globali. Questa quinta edizione del corso offre un’importante opportunità di dialogo e cooperazione tra esperti, ricercatori, decisori e le comunità locali, ponendo le basi per un impegno congiunto verso la sostenibilità ambientale e sociale.

Inoltre, Paolo Enrico Sertoli ha evidenziato il ruolo cruciale di AICS Maputo nel promuovere lo sviluppo sostenibile in Mozambico, affermando che “attraverso le iniziative di AICS in Mozambico, si sta promuovendo un approccio integrato per sostenere la Blue Transformation e lo Sviluppo Sostenibile delle Comunità Costiere.”

Il Titolare della Sede ha anche sottolineato che “l’attivo coinvolgimento di AICS Maputo nella costruzione delle capacità e nel supporto normativo riflette l’impegno dell’agenzia nel sostenere il Mozambico nell’aderire alle convenzioni e ai protocolli internazionali, contribuendo così agli sforzi nazionali di gestione sostenibile delle coste e dei mari.”

Questo riconoscimento è stato ribadito dal Direttore, che ha dichiarato che “le iniziative in corso condotte da AICS Maputo, comprese le proposte in provincia di Cabo Delgado, sono esempi tangibili dell’impegno dell’agenzia nel favorire modelli di gestione partecipativa e sostenibile, garantendo il coinvolgimento attivo delle comunità locali e delle istituzioni nella conservazione degli ecosistemi marini.”

Al Corso partecipa Ciro Novidade, attuale Capo Dipartimento Centrale dell’Amministrazione del Mare presso l’Istituto Nazionale del Mare (INAMAR, IP). La sua presenza tra i partecipanti riflette l’impegno del Mozambico nel contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità costiere attraverso la partecipazione a iniziative internazionali di formazione specialistica.

 

 

Il primo fabbro di Pindanganga

Lucas Daniel ha 22 anni e non ha mai lasciato Pindanganga, un piccolo villaggio nel distretto di Gondola. È lì che è cresciuto, tra terra rossa, alberi di mango, canna da zucchero, campi di mais e sorgo. Ha studiato fino alla decima classe e, dopo di allora, ha iniziato ad aiutare i genitori nella loro piccola azienda agricola.

Per molto tempo, il suo futuro sembrava già segnato: lavorare la terra, proprio come il padre. Tuttavia, nel 2024 è arrivata un’opportunità che avrebbe cambiato il corso della sua vita. Lucas è stato selezionato, insieme ad altri venti giovani del distretto, per frequentare un corso di formazione all’IFPELAC di Chimoio, promosso nell’ambito del programma DELPAZ, in collaborazione con le autorità distrettuali, nel quadro dello sviluppo economico locale.

Sono state solo due settimane, ma intense — sufficienti per aprirgli nuovi orizzonti e risvegliare nuove prospettive sul suo futuro.

Nel suo villaggio non c’era alcun fabbro. Qualsiasi problema con parti metalliche obbligava le persone a percorrere decine di chilometri. Lucas ha visto in questa mancanza un’opportunità. Senza esitazione, ha scelto il corso di fabbro.

Dopo la formazione, è tornato a Pindanganga con un’idea chiara: iniziare subito. Nell’agosto 2025, con il kit ricevuto e molta determinazione, ha aperto una piccola officina improvvisata all’ingresso del negozio di una donna che vende un po’ di tutto, alla fine della strada principale del villaggio. Per ora non paga l’affitto. Ha comprato un piccolo generatore da 220 watt, pagato a rate, e ha avviato la sua attività.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle sette del mattino fino al tramonto, Lucas è lì. Saldatura, riparazioni, lavori di fabbro. Fa ciò che prima nessuno nel villaggio poteva fare.

Il giorno in cui lo abbiamo incontrato stava lavorando su una moto. Una moneta da 10 meticais aveva causato un foro in un pezzo metallico. Lucas ha recuperato piccoli pezzi di lamiera, li ha adattati con cura e, con la sua saldatrice, ha ridato vita al pezzo danneggiato. Il cliente ha pagato 230 meticais — un servizio che, senza di lui, avrebbe richiesto un lungo viaggio. Lucas guadagna un profitto di circa 2.000 meticais a settimana. Non ha ancora un conto bancario e di solito deposita il denaro tramite E-mola.

Nei fine settimana, Lucas si dedica alla chiesa, alla sua formazione e ad aiutare il padre nei campi. Ma la sua mente è ancora piena di progetti.

Il suo sogno è chiaro: acquistare un generatore più potente e una saldatrice più robusta — quella che usa attualmente è debole, si surriscalda facilmente e lo costringe a interrompere spesso il lavoro. Più di questo, vuole costruire una vera officina, uno spazio proprio dove poter lavorare e, chissà, formare altri giovani.

Ha già scelto anche il nome: “Officina Majdimba”, in onore del padre.

Il progetto è ambizioso ma concreto: tra terreno, materiali da costruzione e un nuovo generatore, stima un costo totale di circa 50.000 meticais.

Il padre, Majdimba — il cui vero nome è Daniel Maparadji — segue tutto con orgoglio. Ex combattente della Renamo, originario del distretto di Buzi, nella provincia di Sofala, ha vissuto i difficili anni della guerra civile. Smobilitato nel 1992 e nuovamente nel 2021, dopo l’Accordo di Maputo del 2019, vede oggi nel percorso del figlio un segno di speranza e rinascita. Dove lui ha conosciuto la guerra, Lucas sta costruendo il futuro — pezzo dopo pezzo.

 

Mozambico: accordo sull’energia e aumento delle risorse finanziarie per la cooperazione

Maputo, 19 mar – “L’Italia intende rafforzare la cooperazione con il Mozambico, anche in nuove aree strategiche quali l’innovazione tecnologica e digitale, la transizione ecologica e le fonti di energia rinnovabili”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e della cooperazione, Luigi Di Maio, durante la sua visita lampo in Mozambico per la firma dell’accordo di partnership energetica tra i due Paesi.

“L’impegno italiano continua e quest’anno, in occasione del trentennale dell’ Accordo di Pace (firmato a Roma il 4 ottobre 1992), sono previsti nuovi accordi per rafforzare il partenariato con il Mozambico”, ha sottolineato il ministro annunciando la prossima visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella capitale mozambicana “prima di agosto”, anche per analizzare nuove aree di collaborazione.

L’aumento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale, in un nuovo quadro programmatico pluriennale per lo sviluppo, darà continuità al sostegno italiano alla pace.

Giulia Zingaro, team leader DELPAZ, ha salutato il ministro Di Maio a nome del nuovo direttore di Aics Maputo, Paolo Enrico Sertoli, invitandolo a tornare presto per vedere il lavoro di Aics in Mozambico.

Lurdes, l’ex guerrigliera che nutriva una compagnia, ora coltiva per l’istruzione dei suoi figli

Lurdes António, 68 anni, non ha avuto accesso all’istruzione formale durante la sua infanzia, come la maggior parte delle donne del Mozambico rurale di quel periodo. È stata reclutata nella base di Minga del gruppo guerrigliero della Resistenza Nazionale Mozambicana (Renamo) nel 1982, all’età di 26 anni. Ha seguito l’addestramento militare a Mandie, nel distretto di Guro, nella provincia di Manica.

All’apice della guerra civile, ha trascorso un periodo in cinque basi militari appartenenti alla guerriglia, producendo cibo nei campi civili e militari e cucinando per la compagnia, dove in seguito ha incontrato suo marito, anche lui ex guerrigliero.

“Il mio compito era portare i bagagli dei soldati e cucinare per loro durante le missioni. Se ci dicevano che dovevamo andare da qualche parte, portavamo i bagagli e andavamo avanti, e una volta terminato il programma – che fosse di ricognizione o di attacco – tornavamo. Poi ci rimandavano a casa e venivamo richiamati quando c’era un nuovo programma”, racconta.

La siccità e la grave carestia hanno colpito il Mozambico alla fine degli anni ’80 e “terribili sofferenze” hanno scosso la sua compagnia quando lei e suo marito hanno deciso di lasciare la guerra e di viaggiare per stabilirsi a Nhamadjiua, nel posto amministrativo di Nhampassa, nel distretto di Barué, nella provincia di Manica, dove sono stati poi smobilitati con la fine della guerra nel 1992.

“Nel 2012 abbiamo risposto ancora una volta alla ‘chiamata della rivoluzione’, convocata dal leader storico Afonso Dhlakama”, che già da tempo denunciava gravi difetti nell’attuazione dell’Accordo Generale di Pace (AGP) di Roma.

Lurdes António è stata nuovamente smobilitata insieme al marito nel 2021, nell’ambito del processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (DDR) degli ex guerriglieri della Renamo a Barué.

Da allora si è dedicata all’agricoltura e ha imparato nuove tecniche agricole introdotte con il Programma DELPAZ, che assicura la reintegrazione economica e sociale di tutti gli ex combattenti, delle loro famiglie e delle comunità rurali colpite dal conflitto per raggiungere una pace duratura in Mozambico.

“DELPAZ è arrivato e ci sta insegnando. Prima coltivavamo in modo rudimentale, con sementi tradizionali, e avevamo molte perdite, ma ora stiamo usando tecniche agricole migliorate, usiamo la semina per fila quando seminiamo, e abbiamo già un reddito per istruire i nostri figli”, spiega la donna, entusiasta dei suoi nuovi risultati.

 

Il sorriso di Adinha

Nel villaggio di Muda Serração, dove il rumore delle macchine non risuona più da molti anni e il tempo sembra scorrere al ritmo della terra, vive Adinha Pita, una giovane di 26 anni con un sorriso che insiste a brillare anche quando la vita si fa pesante.

Muda Serração ha preso il nome da un’antica segheria, la più vecchia della provincia di Manica, oggi silenziosa. Qui le donne lavorano la terra, si prendono cura dei figli e della casa, mentre gli uomini, per la maggior parte, partono per le miniere del Sudafrica.

Anche Adinha un tempo aveva costruito i sogni in coppia. Ma la vita, a volte, sceglie cammini difficili. Gravi problemi nel matrimonio l’hanno costretta a tornare a casa dei genitori, portando con sé ciò che conta di più: sua figlia Betty, di 6 anni, e il piccolo António, di soli 4 mesi.

Il padre dei bambini è rimasto indietro — e con lui la responsabilità che non si è mai tradotta in un reale sostegno. Ma Adinha non ne parla con amarezza. Parla del futuro.

Mentre António sorride nella capulana che lo avvolge sulla schiena della madre, lei immagina il giorno in cui potrà ricominciare. Aspetta solo che il bambino cresca un po’, che arrivi ai sei mesi, per poter andare a cercare lavoro — o ancora meglio, creare il proprio percorso.

Adinha ha fatto un passo decisivo quando ha frequentato un corso di cucina all’IFPELAC, a Chimoio, promosso nell’ambito del programma DELPAZ, in cooperazione con le autorità distrettuali, nel quadro dello sviluppo economico locale. È stata selezionata tra diversi candidati e, fin dall’inizio, si è distinta per dedizione e voglia di imparare. Durante la formazione ha perfezionato tecniche, acquisito fiducia e ha iniziato a immaginare nuove possibilità per il suo futuro.

Alla fine del corso, ha ricevuto più di un certificato: ha ricevuto utensili per sognare. Un bollitore elettrico, una planetaria, un tavolo, una sedia e un forno elettrico per dolci — piccoli beni che, nelle mani giuste, si trasformano in ponti concreti verso un futuro diverso.

“Qui non è facile vendere dolci — dice. — Le persone non sono molto abituate alle feste. È una zona rurale.”

I prezzi delle torte variano tra 650 e 1000 meticais a seconda della grandezza.

Eppure, ci sono giorni speciali. Il 1° giugno, per esempio, quando si celebra la Giornata del bambino mozambicano. In quei momenti qualcuno si ricorda di Adinha. E lei risponde con dedizione, trasformando farina, uova e zucchero: torte decorate che portano gioia alla festa.

E Adinha sogna molto di più delle torte.

Immagina un piccolo spazio ai bordi della strada — Muda Serração si trova tra Muxúnguè e Inchope — un luogo dove i viaggiatori possano fermarsi e trovare cibo caldo: riso, sughi, chamussas. Un piccolo banco dove possa vendere cibo pronto e guadagnare abbastanza per sé e per i suoi figli.

“Qui non ci sono banchetti così — dice. — Sarebbe una buona opportunità.”

E lei ci crede. Ci crede con una certezza calma, di quelle che non fanno rumore ma resistono.

Non è sola. Il signor André Bartolomeu, punto focale del DELPAZ nel distretto di Gondola, segue il suo percorso con attenzione.

“È una brava ragazza — dice. — Lo ha dimostrato durante il corso. E ha lottato molto.”

Lui crede che Adinha riuscirà a trovare il suo spazio. E anche lei ci crede.

Per ora Adinha trova forza nelle piccole cose: nel sorriso di Betty, nel respiro tranquillo di António e nei messaggi scambiati con le colleghe del corso in un gruppo WhatsApp dove condividono idee, sfide e coraggio.

Perché, in fondo, Adinha sa: la sua storia non è fatta solo di difficoltà. E mentre il mondo intorno a lei sembra fermo, come la vecchia segheria che ha dato il nome al villaggio, dentro di lei tutto continua a muoversi. Il futuro non è ancora arrivato — ma è già iniziato.

 

Investire nelle donne: accelerare il progresso

Nel giorno in cui si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della donna, vogliamo ricordare il messaggio lanciato da Amélia Andalusa, di Dunda, distretto di Macossa, in provincia di Manica, durante il primo accampamento femminile organizzato a novembre dal Programma DELPAZ: “Il conflitto è un trauma per le donne, in ogni parte della nostra vita. Ma ora vogliamo continuare a vivere in pace e vogliamo essere emancipate, fare agricoltura, piccole imprese, allevare animali, sappiamo anche che esiste l’emancipazione economica digitale, dove possiamo usare i nostri telefoni per commerciare”

Quest’anno, infatti, la Giornata Internazionale della Donna pone al centro dell’attenzione il tema cruciale di “Investire nelle donne: accelerare il progresso”[1]. Un’occasione per riflettere sull’importanza di garantire i diritti delle donne e delle ragazze in tutte le sfere della vita, riconoscendo che ciò non solo alimenta economie prospere e giuste, ma contribuisce anche a preservare un pianeta sano per le generazioni future.

Il rapporto di UNWomen evidenzia che per raggiungere la parità di genere negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono necessari 360 miliardi di dollari all’anno[2]. Tuttavia, l’accento non deve limitarsi all’incremento dei finanziamenti, ma anche alla riforma delle istituzioni a tutti i livelli, affinché la promozione dell’empowerment femminile diventi una priorità politica e un investimento pubblico essenziale.

Per “accelerare il progresso”, UNWomen sottolinea la necessità di garantire l’accesso delle donne a risorse finanziarie, terra, informazioni e tecnologie[3]. Promuovere occupazioni dignitose e sostenibili, riconoscere il valore del lavoro di cura femminile, combattere la violenza di genere e favorire la partecipazione femminile in tutti i processi decisionali sono azioni chiave.

Il programma DELPAZ, un programma del governo mozambicano finanziato dall’Unione europea, gestito in collaborazione con il Fondo per lo sviluppo del capitale delle Nazioni Unite (UNCDF), e l’agenzia di cooperazione austriaca (ADA),  e implementato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nelle Province di Manica e Tete, e ADA nella provincia di Sofala, si impegna a tradurre questi principi in azioni concrete. Lavorando a stretto contatto con le istituzioni locali, DELPAZ promuove investimenti in infrastrutture pubbliche per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle risorse e migliorare l’autonomia femminile.

DELPAZ adotta un approccio inclusivo, lavorando sulla sensibilizzazione delle comunità riguardo alla costruzione della pace, inclusione sociale e lotta alla violenza di genere, creando opportunità di autoimpiego attraverso corsi di formazione professionale e il supporto all’avvio di microimprese, con particolare attenzione all’empowerment economico delle donne. E lo fa partendo dalle voci, dai punti di vista, dalla creazione di spazi per le donne – elementi fondamentali dell’agency delle donne. 

Un esempio tangibile dell’impegno di DELPAZ è l’Accampamento Solidale nel Distretto di Báruè, Provincia di Manica, organizzato nel mese di novembre 2023. Questa pratica collettiva promuove la solidarietà, inclusione e diversità, rafforzando il ruolo delle donne come attori locali e costruendo la loro leadership. Attraverso questi accampamenti, le donne partecipano attivamente ai processi decisionali, identificano vulnerabilità e bisogni, costruendo alternative concrete supportate dal programma. Così, vogliamo celebrare questo 8 marzo 2024 condividendo la Dichiarazione elaborata dalle donne e dagli uomini che hanno partecipato all’Accampamento solidale.

Quel giorno, Amélia Andalusa è stata molto chiara: “Abbiamo già il nostro gruppo di risparmio e dobbiamo sensibilizzare altre donne. Ecco perché vogliamo altri campi come questo! Dovrebbero essere organizzati in tutti i distretti, replicati e tenuti nelle comunità, perché è così che si rafforzano le donne e anche gli uomini.”

L’AICS intensifica il suo impegno attraverso iniziative focalizzate sull’accesso delle donne alle risorse finanziarie, terra e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Progetti come “Coding Girls” mirano a potenziare le competenze delle donne, aprendo nuove opportunità di accesso a lavori dignitosi nell’ambito delle TIC. Inoltre, iniziative come “As Mulheres do SUSTENTA” contribuiscono concretamente alla promozione della parità di partecipazione e leadership femminile nelle zone rurali.

L’impegno di AICS, così come nel Programma DELPAZ, riflette un approccio olistico e mirato per affrontare le disparità di genere, fornendo soluzioni concrete e sostenibili per garantire il benessere e l’empowerment delle donne nel 2024 e oltre.

[1]   https://www.unwomen.org/en/news-stories/announcement/2023/12/international-womens-day-2024-invest-in-women-accelerate-progress

[2] https://www.unwomen.org/en/digital-library/publications/2023/09/progress-on-the-sustainable-development-goals-the-gender-snapshot-2023

[3] https://www.unwomen.org/en/news-stories/explainer/2024/02/five-things-to-accelerate-womens-economic-empowerment

 

Macfrut 2024 presentata a Maputo

Presentata a Maputo, davanti ad un nutrito gruppo di operatori, la prossima edizione di Macfrut, in programma al Rimini Expo Centre dall’8 al 10 maggio 2024.

All’evento hanno partecipato operatori mozambicani, l’Ambasciatore italiano Gianni Bardini, il Direttore ICE a Maputo, Paolo Gozzoli, il Titolare della Sede Regionale AICS di Maputo, Paolo Sertoli insieme ad alcuni funzionari dell’Ufficio VI AICS e numerosi rappresentanti di organismi internazionali, quali FAO e UNIDO.

Il Mozambico, che ha partecipato in passato in varie edizioni di Macfrut, ha assoluto e urgente bisogno di incrementare la propria produzione ortofrutticola e di creare una catena del freddo oggi molto carente, tanto che oltre un terzo della produzione interna si perde prima di arrivare nei mercati. I prezzi della frutta e della verdura sono molto alti perché gran parte della produzione viene importata, principalmente dal Sudafrica ma anche da altri paesi della regione o addirittura da India e Cina.

“La ricerca di tecnologia e di banche interessate in investire nella nostra agricoltura sono i principali motivi che ci spingono a partecipare alla Macfrut – ha commentato Alcides Cintura, rappresentante del Conselho Empresarial Provincial della provincia di Manica – ma vorremmo che gli organizzatori e il sistema Italia ci aiutassero a portare giovani a presenziare alle manifestazioni della fiera e vedere con i propri occhi che l’agricoltura non è fatta solo di zappa e sementi, ma offre infinite possibilità”.

Anche Jaime Comiche, rappresentante di UNIDO, ha sottolineato la necessità di puntare molto sulla partecipazione di giovani, con visite tecniche guidate, estremamente importanti da un punto di vista di vista formativo e di innovazione.

Alberto Giani, team leader del settore agricoltura di AICS Maputo, ha ricordato come la partecipazione passata di alti funzionari del Ministero dell’Agricoltura del Mozambico alla MacFrut abbia supportato l’elaborazione del progetto del Centro Agro-Alimentare di Manica (CAAM) –   credito agevolato di 35 milioni di euro concordato con il governo italiano – il cui accordo è attualmente in fase di firma da parte del Governo mozambicano.

Nella capitale mozambicana Valentina Piraccini e Chiara Campanini, rappresentanti di Cesena Fiera, hanno illustrato le opportunità che la rassegna offre al settore e all’intera filiera ortofrutticola, sottolineando come una delle attività che portano a considerare Macfrut “aperto tutto l’anno” è la spinta all’internazionalizzazione che la rassegna compie nei confronti dell’intera filiera ortofrutticola fra un’edizione e l’altra. La novità che hanno presentato a Maputo è la Macfrut Academy, l’innovativa piattaforma digitale e formativa di Macfrut, che si rivolge ai professionisti del settore con video-lezioni mirate ad approfondire temi di interesse globale, singole filiere, tecniche di produzione e tecnologie, fungendo da vero e proprio hub per rimanere connessi con il settore a livello internazionale 365 giorni all’anno.

Federica de Gaetano, funzionaria dell’Ufficio VI di Aics ha illustrato la strategia della cooperazione italiana per lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare.

Dal dibattito seguito a questa “fase” di illustrazione, gli operatori presenti hanno dato conferma del loro forte interesse alla partecipazione a Macfrut.