João e Ana: la luce di Nhamassonge

Nel cuore di Nhamassonge, dove la strada principale prosegue verso la storica Fortezza di Massangano, prende forma il sogno di due giovani elettricisti: João e Ana. C’è unapiccola costruzione, in fondo alle altre del mercato, ancora priva di tutto il materiale necessario, ma già piena di significato. È lì che João Augusto Toeza, 24 anni, inizia a dare forma al suo futuro.

João ha idee chiare — chiare come la luce — il che forse spiega la sua scelta del settore elettrico. Dopo aver frequentato il corso di elettricista installatore all’IFPELAC, nella città di Chimoio, promosso nell’ambito del programma DELPAZ, in coordinamento con le autorità distrettuali per il rafforzamento della formazione professionale e dello sviluppo locale, è tornato con una nuova prospettiva. È tornato non solo con maggiori conoscenze tecniche, ma anche con una visione più ampia del proprio futuro e del contributo che può offrire alla sua comunità.

Non è tornato da solo. Al suo fianco c’è Ana Assane Saísse, anche lei di 24 anni, compagna di formazione e ora socia nell’attività. Insieme sognano in grande, anche se le risorse sono ancora poche. Il negozio è già stata costruito, allineato alle altre costruzioni del mercato. Manca solo l’insegna che annuncerà al mondo: “Luce di Nhamassonge – installazioni e materiale elettrico”.

Ma non tutto è semplice. A Nhamassonge non è disponibile materiale elettrico. Ogni filo, ogni interruttore, ogni lampadina deve arrivare da Guro. “È un problema”, dice João, con la serenità di chi ha già imparato a non arrendersi di fronte alle difficoltà. Anche il denaro scarseggia, e ogni metical conta. Eppure, vanno avanti, passo dopo passo.

Mentre l’attività non prende ancora pienamente forma, João e Ana continuano a lavorare. Realizzano installazioni nei dintorni — servizi semplici, ma essenziali. Per 500 meticais portano la luce nelle case, mentre il materiale è a carico dei clienti. È poco, ma è un inizio.

La comunità riconosce già il valore del giovane elettricista. La capo del posto amministrativo, Marta João Dafrene, non nasconde la sua soddisfazione: prima, qualsiasi guasto significava aspettare qualcuno proveniente da Guro. Ora è João a risolvere. E lo fa bene.

Il corso, sebbene breve, ha portato più di una semplice formazione tecnica. Per molti giovani di Nhamassonge è stata la prima volta lontano dalla propria terra. Il primo viaggio in autobus fino a Chimoio. Un’esperienza che ha allargato gli orizzonti e mostrato che il mondo è più grande — e pieno di possibilità.

E lì, tra sogni e sfide, c’è anche la piccola Eduarda, che dorme tranquillamente sulla schiena della madre, protetta dalla capulana. Forse senza saperlo, fa già parte di questa storia di coraggio e costruzione.

João sorride quando parla del futuro. “Quando avremo tutto pronto, con il materiale e l’insegna al suo posto, manderemo una fotografia.” Non è solo una promessa — è una certezza.

 

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