PRETEP PLUS: Missione Tecnica in Italia Rafforza l’Istruzione Tecnico-Professionale in Mozambico

Dal 18 maggio al 2 giugno 2025, un gruppo di 15 tecnici dell’Istruzione e Formazione Tecnica e Professionale del Mozambico ha effettuato una visita di lavoro in Italia con l’obiettivo di rafforzare la qualità della formazione tecnico-professionale nel Paese.

La missione si è svolta nell’ambito del programma PRETEP PLUS, finanziato dal Governo Italiano attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), e ha coinvolto funzionari, formatori e dirigenti di istituti attivi nei settori dell’ospitalità, del turismo e dell’agricoltura.

Il gruppo ha partecipato a una missione tecnica di scambio con istituzioni italiane della rete ENAIP NET — un consorzio che offre servizi di formazione professionale e di inserimento nel mercato del lavoro — con l’obiettivo principale di rafforzare la cooperazione istituzionale e promuovere lo scambio di buone pratiche nel settore dell’istruzione tecnico-professionale. Nel corso della missione, la delegazione mozambicana è stata accolta da diversi centri regionali della rete ENAIP, tra cui ENAIP Lombardia, ENAIP Friuli Venezia Giulia, ENAIP Veneto ed ENAIP Piemonte, visitando i rispettivi istituti e le loro aree di eccellenza.

La visita ha contribuito al rafforzamento delle capacità gestionali degli istituti mozambicani beneficiari, con particolare attenzione alla promozione dell’autonomia istituzionale, alla sostenibilità economica, al miglioramento della qualità dell’offerta formativa e al consolidamento delle relazioni con il tessuto imprenditoriale locale e internazionale.

Durante il soggiorno, i tecnici hanno preso parte a numerose attività, tra cui sessioni di scambio con imprese partner dei centri di formazione italiani, volte a migliorare il collegamento tra la formazione professionale e il mercato del lavoro. La missione ha inoltre affrontato aspetti legati alla riorganizzazione pedagogica e amministrativa degli otto istituti beneficiari: quattro nel settore agrario — l’Istituto Agrario di Chókwe, l’Istituto Agrario di Mocuba, l’Istituto Agrario di Lichinga e l’Istituto Agrario di Ribáuè — e quattro nel settore dell’ospitalità e del turismo — l’Istituto Industriale e Commerciale di Pemba, l’Istituto Politecnico Medio dell’Isola di Mozambico, l’Istituto Industriale e Commerciale di Inhambane e l’Istituto Commerciale di Maputo.

Il Programma di Sostegno alla Riforma dell’Istruzione Tecnico-Professionale (PRETEP PLUS) è implementato dal Ministero dell’Istruzione e della Cultura e mira ad aumentare l’occupabilità e l’inclusione sociale dei giovani mozambicani — in particolare nei settori agrario e turistico — attraverso il rafforzamento delle capacità delle istituzioni formative e del sistema di promozione dell’impiego, in risposta alla domanda dei mercati locali, nazionali e regionali.

Alexandria Olga António Gogie, responsabile del Dipartimento Tecnico Pedagogico del Ministero dell’Istruzione e della Cultura, ha dichiarato:

La visita in Italia ha rappresentato per me un momento unico di scambio di esperienze e di identificazione di meccanismi che contribuiranno al miglioramento dell’Istruzione Professionale in Mozambico. Siamo fiduciosi di poter replicare nelle nostre istituzioni le buone pratiche osservate negli istituti della rete ENAIP.”

Chiusura del progetto Coding Girls

Il 21 maggio si è svolta la cerimonia di chiusura del progetto Coding Girls, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Lanciato nel 2022, il progetto ha coinvolto 10 delle 11 province del Mozambico — con l’eccezione della Provincia di Maputo — con l’obiettivo principale di avvicinare le ragazze alle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), promuovendo l’accesso e la padronanza delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), contribuendo così a colmare le disuguaglianze di genere nel settore digitale e il divario tra la capitale e le altre province del Paese.

Implementato dall’organizzazione italiana Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo onlus (CIES), con il supporto tecnico della Fondazione Mondo Digitale, il progetto ha avviato un primo modulo formativo per ragazze delle scuole secondarie, rafforzando inizialmente le competenze di base nell’uso del pacchetto Microsoft Office, per poi passare a un’introduzione alla programmazione. Le formazioni si sono svolte presso le delegazioni provinciali dell’Istituto Nazionale per il Governo Elettronico (INAGE), in 9 province del Mozambico.

Nel corso di due anni e mezzo, Coding Girls ha formato oltre 1.300 ragazze e ha contribuito alla formazione di 18 tutor e 18 formatori, che oggi continuano a replicare le conoscenze acquisite nelle proprie comunità, con il supporto delle strutture provinciali dell’INAGE.

Attraverso una seconda componente del progetto, sono state inoltre sostenute 24 start-up guidate da partecipanti a corsi di informatica avanzata e gestione aziendale, nate e supportate dall’incubatore d’impresa del Centro di Informatica dell’Università Eduardo Mondlane, riabilitato nell’ambito dei progetti Coding Girls e ICT4Dev. Queste start-up hanno inoltre beneficiato del supporto tecnico della Fondazione Mondo Digitale, che ha fornito formazione specialistica ai team e all’incubatore in aree come fundraising, diritti di proprietà intellettuale e coinvolgimento del settore privato (compresi venture capital e business angel).

Durante la cerimonia, il Direttore Generale dell’INAGE, M. Ermínio Jasse, ha sottolineato il ruolo ispiratore delle donne nel progresso delle discipline STEM, citando esempi come l’inventrice del bluetooth e del wi-fi, l’autrice del primo algoritmo e Katherine Johnson, i cui calcoli precisi resero possibile il successo della missione Apollo 11.

A sua volta, la Vice-Rettrice dell’Università Eduardo Mondlane, Prof.ssa Amália Alexandre Uamusse, ha ricordato che la chiusura del progetto non rappresenta la fine del percorso, esortando tutti a sostenere queste giovani, diventando investitori o clienti delle loro iniziative imprenditoriali, e sottolineando l’importanza di costruire “un’economia digitale più inclusiva, più giusta e veramente trasformativa”.

Il Titolare della sede AICS di Maputo, Dr. Paolo Enrico Sertoli, ha affermato che “questo programma si fonda su due pilastri della nostra strategia di sostegno alla trasformazione digitale del Mozambico” (la formazione e la promozione dell’imprenditoria), e ha ribadito l’importanza di integrare le più recenti iniziative, come VaMoZ Digital e DIGIT, nell’ecosistema digitale mozambicano, regionale e, se possibile, anche europeo.

Coding Girls si è così consolidato come un punto di riferimento nella promozione dell’inclusione digitale e dell’emancipazione femminile, con molte delle sue componenti già incorporate in nuove proposte di intervento della Cooperazione Italiana in Mozambico.

Harare (Zimbabwe) – Lancio di due progetti transfrontalieri tra Mozambico e Zimbabwe

 

 

Harare, 14 maggio 2025 – In data odierna, si è tenuto a Harare il lancio ufficiale di due progetti transfrontalieri tra Mozambico e Zimbabwe, finanziati dal Governo italiano attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia in Zimbabwe, Umberto Malnati; il Titolare della sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli; il Coordinatore Regionale della FAO per l’Africa Australe, Patrice Talla Takouman; nonché rappresentanti dei governi di Mozambico e Zimbabwe, tra cui, per lo Zimbabwe, Segretari di Stato dei Ministeri degli Affari Esteri e Commercio Internazionale e del Ministero delle Terre, Agricoltura, Pesca, Acqua e Sviluppo Rurale; e, per il Mozambico, rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, Ambiente e Pesca; oltre all’Ambasciatore del Mozambico in Zimbabwe, Carvalho Muária.

Firmati nel luglio 2024 e ufficialmente lanciati oggi a Harare, i due progetti transfrontalieri, con un budget combinato di 8.5 milioni di euro, sono implementati in aree di confine condivise tra Mozambico e Zimbabwe. Queste iniziative mirano a migliorare la salute degli ecosistemi, rafforzare le catene del valore agricolo e aumentare la partecipazione delle comunità locali ai mercati nazionali, regionali e internazionali.

Il primo progetto si concentra sulla gestione sostenibile delle foreste di Miombo, uno dei più grandi ecosistemi forestali aridi al mondo, che si estende per 2,7 milioni di chilometri quadrati nell’Africa Australe, includendo Angola, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe. Queste foreste sono vitali per milioni di persone nelle aree rurali, fornendo risorse essenziali come legna da ardere, cibo e acqua. L’iniziativa mira a beneficiare direttamente 5.000 famiglie in aree selezionate, promuovendo l’uguaglianza di genere e la partecipazione dei giovani. Questa iniziativa è in linea con l’impegno regionale assunto nell’agosto 2022, quando undici Stati membri della SADC, tra cui Mozambico e Zimbabwe, hanno firmato la Dichiarazione di Maputo sulla Foresta di Miombo, stabilendo priorità per la gestione sostenibile e la governance delle risorse naturali di questo ecosistema. Con grande orgoglio e attraverso l’iniziativa in parola, l’Italia puó affermare di essere uno dei primi donatori ad aver investito risorse sul tema, in risposta alla Dichiarazione di Maputo.

Il secondo progetto, denominato “Sviluppo della Catena del Valore Agricola e Commercio tra Mozambico e Zimbabwe (ATDP Zim-Moza)”, mira a rafforzare le catene del valore agricolo e il commercio tra i due paesi. Migliorando l’accesso al mercato, sviluppando pratiche di produzione e promuovendo la collaborazione transfrontaliera, il progetto intende potenziare le prospettive economiche dei piccoli agricoltori e delle agroindustrie. Le aree di interesse includono agrumi, ananas, banane, caffè, noci di macadamia, mais e vari ortaggi e, si prevede una stretta sinergia con l’iniziativa Centro Agro-Alimentare di Manica (CAAM), parte integrante del Piano Mattei per l’Africa.

L’Ambasciatore d’Italia in Zimbabwe, Umberto Malnati, ha sottolineato che “questi progetti riflettono una visione condivisa: contribuire alla resilienza, sostenibilità e integrazione regionale dell’Africa Australe, promuovendo l’uso inclusivo ed equo delle risorse naturali e produttive, attraverso il rafforzamento delle partnership tra i due paesi“. Ha inoltre evidenziato che questa iniziativa è in linea con il Piano Mattei per l’Africa, che promuove un modello rinnovato di cooperazione basato sull’ascolto, la partnership reciproca e la valorizzazione del potenziale locale.

Da parte sua, il Titolare della Sede AICS di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, ha affermato che “questi progetti non sono solo opportunità per la collaborazione tecnica marappresentano una piattaforma concreta per rafforzare i legami tra i nostri paesi, promuovendo la crescita economica e lo sviluppo umano, rispettando e proteggendo la ricca biodiversità che unisce i nostri territori“.

Patrice Talla, Coordinatore Regionale della FAO per l’Africa Australe, ha enfatizzato che “le foreste di Miombo sono tra i più grandi ecosistemi forestali di terre aride al mondo” e che, “quando gestite in modo sostenibile, esse attenuano gli shock climatici, conservano la biodiversità, prevengono il degrado del suolo e rafforzano la sicurezza alimentare ed energetica“.

Nella stessa giornata, si è tenuta la prima riunione del comitato direttivo delle due iniziative transfrontaliere, con la partecipazione di rappresentanti dei governi di Zimbabwe e Mozambico, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, durante la quale sono stati approvati i Termini di Riferimento per l’implementazione dei progetti.

Le iniziative lanciate oggi rappresentano un passo concreto da parte dell’Italia per rafforzare l’impegno verso lo sviluppo sostenibile nella gestione ambientale, promuovendo catene del valore agricole inclusive e resilienti e approfondendo l’integrazione regionale tra Mozambico e Zimbabwe.

20 anos de investigação rumo à excelência e à inovação científica: descobrir e pensar o futuro

“20 anos de investigação rumo à excelência e inovação científica: descobrir e pensar o futuro” é o lema das celebrações dos vinte anos do Centro de Biotecnologia da Universidade Eduardo Mondlane (CB-UEM), que decorrem de 12-16 de maio 2025.

Lucinda de Araujo, actual directora do CB-UEM, dando as boas-vindas realçou a importância do CB-UEM e da sua filosofia para responder às necessidades do País e convidou os fundadores e os pioneiros do CB-UEM para contarem “como foi” que se chegou a este aniversario tão importante para a ciência moçambicana.  Lucinda de Araujo destacou como “o CB-UEM tem sido crucial na detecção e combate de pragas e doenças em plantas, animais e humanos, apoiando várias instituições nacionais. Atuou no diagnóstico de viroses do camarão, zoonoses como leptospirose e no controle de OGM. Destacou-se ainda no esforço nacional contra a COVID-19, em parceria com o Instituto Nacional de Saúde”.

O lema escolhido para a efeméride “reflecte perfeitamente o espírito visionário que tem guiado o Centro”, nas palavras de Paolo Sertoli, director de AICS-Maputo, na sua intervenção onde frisou o modelo de funcionamento que subjaz no modelo de cooperação entre a Universidade Eduardo Mondlane e a Cooperação Italiana: “confiança mútua entre as parte é uma grande mais-valia, sem a qual talvez não tivesse sido possível concretizar o que hoje celebramos […] Devemos reflectir cuidadosamente sobre este valor, porque é o resultado global que deve ser perseguido por todas as iniciativas de cooperação”.

Sertoli frisou como “ao longo destes 20 anos, o Centro de Biotecnologia tem cumprido exemplarmente os seus objectivos fundamentais, criando uma base sólida de capacidade local que é crucial para o desenvolvimento sustentável. O investimento na criação de capacidade local – através da formação avançada de investigadores, da transferência de tecnologia e do desenvolvimento de infraestruturas – tem sido um dos pilares mais importantes para Itália através da AICS”.  O director da AICS-Maputo frisou como “nesta nova fase, o Centro de Biotecnologia assume um papel estratégico como provedor de serviços especializados, que a AICS tem a honra de mobilizar no desenvolvimento dos projectos em curso — com destaque para o apoio prestado ao SERNIC através do Programa RINO — e também nas iniciativas futuras, nas quais a pesquisa científica será colocada no centro como motor de um desenvolvimento sustentável, equitativo e respeitador da biodiversidade, promotora da vida e do bem-estar humano”.

O Reitor da UEM, Manuel Guilherme Junior, realçou a importância da cooperação italiana na instituição do próprio Centro que, desde o seu começou, viu muitos professores italianos envolvidos no seu crescimento.

O antigo director do CB-UEM, Luis Neves, num discurso apaixonado recordou o sonho que fez surgir o CB-UEM, um sonho que envolveu muitos professores, estudantes moçambicanos e estrangeiros, entre eles professores italianos que têm contribuído a alimentar esse sonho que hoje é matéria viva, um sonho que fez com que o CB-UEM tenha sido um dos primeiros, no mundo, a acreditar num curriculum integrado: “temos o orgulho de termos o primeiro mestrado OneHealth no planeta”.

Joaquim Saíde, também antigo director do CB-UEM, salientou a importância da Cooperação italiana, agradecendo várias universidades, em particular a de Sassari, vários professores, entre eles, Mauro Duranti, Mauro Colombo e Elisa Taviani, que deram um contributo crucial para o mestrado. 

O programa continua nos próximos dias com mesas redondas, feiras, visitas para os estudantes ao CB-UEM e o lançamento da campanha “CB-UEM 20 anos: mãos que pensam e ajudam” porque o bem-estar comunitário é um dos pilares da filosofia do CB-UEM.

20 anni di ricerca verso l’eccellenza e l’innovazione scientifica: scoprire e pensare il futuro

20 anni di ricerca verso l’eccellenza e l’innovazione scientifica: scoprire e pensare il futuro” è il motto che accompagna le celebrazioni per il ventesimo anniversario del Centro di Biotecnologia dell’Università Eduardo Mondlane (CB-UEM), in programma dal 12 al 16 maggio 2025.

Nel suo intervento di apertura, Lucinda de Araujo, attuale direttrice del CB-UEM, ha sottolineato l’importanza del Centro e della sua filosofia orientata a rispondere ai bisogni del Paese. Ha inoltre invitato i fondatori e i pionieri del CB-UEM a raccontare “com’è stato” arrivare a questo anniversario così significativo per la scienza mozambicana.

Lucinda de Araujo ha evidenziato come “il CB-UEM sia stato cruciale nella rilevazione e nella lotta contro parassiti e malattie che colpiscono piante, animali e esseri umani, offrendo supporto a numerose istituzioni nazionali. Il Centro ha operato nella diagnosi di virosi nei gamberi, zoonosi come la leptospirosi e nel controllo degli OGM. Si è inoltre distinto nell’ambito della risposta nazionale alla pandemia di COVID-19, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Sanità”.

Secondo Paolo Sertoli, direttore dell’AICS-Maputo, il motto scelto “riflette perfettamente lo spirito visionario che ha guidato il Centro”. Nella sua dichiarazione, ha messo in evidenza il modello operativo alla base della cooperazione tra l’Università Eduardo Mondlane e la Cooperazione Italiana: “La fiducia reciproca tra le parti è un valore aggiunto fondamentale, senza il quale forse non saremmo qui oggi a celebrare questo traguardo. È un valore sul quale dobbiamo riflettere con attenzione, perché rappresenta il risultato globale che ogni iniziativa di cooperazione dovrebbe perseguire”.

Sertoli ha sottolineato inoltre che “in questi 20 anni, il Centro di Biotecnologia ha raggiunto con successo i propri obiettivi fondamentali, costruendo una solida base di competenze locali, elemento cruciale per lo sviluppo sostenibile. L’investimento nella formazione avanzata dei ricercatori, nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo infrastrutturale è stato uno dei pilastri fondamentali del sostegno italiano attraverso l’AICS”.

 

Ha aggiunto che “in questa nuova fase, il Centro di Biotecnologia assume un ruolo strategico come fornitore di servizi specializzati, che l’AICS è orgogliosa di mobilitare nello sviluppo dei progetti in corso — in particolare nel sostegno fornito al SERNIC attraverso il Programma RINO — e anche nelle future iniziative, nelle quali la ricerca scientifica sarà posta al centro come motore di uno sviluppo sostenibile, equo, rispettoso della biodiversità, promotore della vita e del benessere umano”.

Il Rettore dell’UEM, Manuel Guilherme Junior, ha ribadito l’importanza della Cooperazione Italiana nella fondazione stessa del Centro, che sin dai suoi inizi ha visto il coinvolgimento di numerosi docenti italiani nel suo sviluppo.

 

Luis Neves, ex direttore del CB-UEM, in un discorso sentito, ha ricordato il sogno che ha dato vita al Centro: un sogno che ha coinvolto molti docenti e studenti, mozambicani e stranieri, tra cui diversi professori italiani che hanno contribuito ad alimentarlo, trasformandolo in una realtà viva.

Siamo orgogliosi di avere il primo master OneHealth al mondo, un traguardo reso possibile dalla nostra fiducia in un curriculum integrato sin dall’inizio”.

 

Anche Joaquim Saíde, altro ex direttore del CB-UEM, ha sottolineato l’importanza della Cooperazione Italiana, ringraziando diverse università italiane — in particolare quella di Sassari — e professori come Mauro Duranti, Mauro Colombo ed Elisa Taviani, tra gli altri,  per il loro contributo determinante alla nascita del master.

Il programma prosegue nei prossimi giorni con tavole rotonde, fiere, visite al CB-UEM da parte degli studenti e il lancio della campagna “CB-UEM 20 anos: mãos que pensam e ajudam” (“mani che pensano e aiutano”), a sottolineare come il benessere comunitario sia uno dei pilastri della filosofia del Centro.

Macfrut 2025: produttori mozambicani e CAAM al centro del dibattito su cooperazione e innovazione

 

Il 6 maggio 2025 ha preso il via la 42ª Edizione di Macfrut, la fiera di riferimento per il settore ortofrutticolo e avicolo, che si svolge a Rimini dal 6 all’8 maggio 2025.

Anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Sede di Maputo ha partecipato alla manifestazione, insieme ad altre Sedi Estere AICS e sotto il coordinamento della Sede centrale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Nel quadro delle sue iniziative, la Sede di Maputo ha promosso la partecipazione di produttori mozambicani (Cooperativa Frutas de Barué, Agro-Pecuária Frutas de Révué, Fundação Micaia, Associação de Produtores do Café do Ibo, Café Vumba), in particolare nel settore della frutta essiccata e del caffè, valorizzando le eccellenze locali in un contesto internazionale di grande rilievo.

Durante la prima giornata della manifestazione, si è tenuto il panel dal titolo Opportunità del Corridoio di Beira e del Centro Agroalimentare di Manica (CAAM): Sostenibilità e Innovazione per lo Sviluppo Locale, organizzato dalla Sede di Maputo, con focus particolare sul Corridoio di Beira e sul Centro Agroalimentare di Manica (CAAM) parte integrante del Piano Mattei per l’Africa.

L’incontro ha visto la partecipazione di Jaime Chissico, in rappresentanza del Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Pesca del Mozambico (MAAP), di Maurizio Forte, Direttore Centrale per i Settori del Export dell’ICE, di Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut, di Fabio Riccio, Vicedirettore FederUnacoma, di Chiara Scaraggi, esperta della catena di valore presso UNIDO, di Christian Maretti, Presidente LegaCoop Agroalimentare e di Zacarias Fole, Presidente cooperative ortofrutticole di Barué.

Attraverso un dialogo aperto e orientato alla costruzione di partenariati strategici, il panel ha offerto uno spazio di riflessione sulle sinergie possibili tra sostenibilità, cooperazione istituzionale e iniziativa privata, con l’obiettivo di generare impatti duraturi e replicabili per lo sviluppo agricolo del Mozambico.

A concludere i lavori è stato il Direttore dell’AICS, Marco Rusconi, che ha sottolineato come “Il Centro Agroalimentare di Manica (CAAM) rappresenti una delle iniziative di punta dell’AICS in Africa australe”. Ha poi aggiunto che “Inserito nel quadro del Piano Mattei, il CAAM si propone come infrastruttura chiave per la valorizzazione della produzione agricola nazionale e per l’integrazione dei piccoli produttori nei mercati regionali e internazionali”.

Le donne gridano “no alla guerra” all’accampamento solidale di Guro

Più di 250 donne provenienti dalle province di Tete, Manica e Sofala hanno gridato “no alla guerra” all’apertura, il 15 aprile, del secondo accampamento solidale promosso dal Programma DELPAZ fino al 16 aprile nel distretto di Guro, nella provincia di Manica, sottolineando che la pace e la sicurezza cooperano per il loro consolidamento economico.

L’accampamento solidale di due giorni, che si svolge all’insegna dello slogan “Donne mano nella mano, costruire la pace attraverso uno sviluppo economico inclusivo”, riunisce donne provenienti da contesti, traiettorie e storie diverse per condividere conoscenze, rafforzare i legami di affetto e costruire collettivamente idee per la loro autonomia economica.

In un ambiente in cui il protagonismo femminile è fiorente, ammettono che le sfide che le donne devono affrontare in campagna, in città e nelle periferie possono essere aggravate dai conflitti, mentre hanno già segnalato enormi progressi nella emancipazione.

“Continuiamo a incoraggiare le donne a cercare la pace e la sicurezza, perché è in uno spazio sicuro che possono prendere decisioni”, ha dichiarato Anchia Mulima, coordinatrice di “Levanta Mulher e Siga o Seu Caminho” (LEMUSICA), che fa parte della Rede das Mulhers do Centro.

E ha aggiunto: “Ci aspettiamo da questo accampamento che le donne continuino a crescere economicamente. Da qui il nostro grido [no alla guerra]. La stabilità economica ridurrà la triplice violenza di cui le donne sono vittime: domestica, fisica ed economica”.

Per lei, la violenza, la disuguaglianza, il machismo, la mancanza di accesso alla terra, alla casa e ai diritti di base dovrebbero far parte della dichiarazione di quest’anno, in modo che i responsabili delle decisioni tengano conto delle lotte delle donne.

Un’altra partecipante, Inês Chifinha, coordinatrice del Gruppo di condivisione delle idee delle donne di Sofala (GMPIS), osserva che “poiché il DELPAZ sta per terminare e stiamo anche concludendo gli accampamenti, vogliamo che le donne continuino a mettere in pratica le conoscenze acquisite nei vari settori per la loro sostenibilità economica”.

“Vogliamo che le donne abbiano un’autonomia economica, che non dipendano dal governo o da progetti [che vanno e vengono] e che utilizzino le preziose conoscenze agricole promosse da DELPAZ per il loro benessere”, ha sottolineato.

Mentre culla suo figlio tra le braccia, Elsa Francisco guarda all’accampamento come a un luogo di speranza e spera di uscire con un diverso tipo di conoscenza dagli accesi dibattiti nei circoli di conversazione, dai canti e dalla condivisione.

Martedì pomeriggio, le donne hanno avuto un vivace dibattito su temi quali i conflitti armati, la costruzione di una pace inclusiva, l’economia femminile e l’empowerment economico, il cambiamento climatico, il genere e la Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite e la violenza di genere.

Oltre ai dibattiti, le donne hanno visitato la fiera delle donne, dove sono esposti i prodotti realizzati dalle donne con le conoscenze acquisite nell’ambito del DELPAZ.

Per garantire l’inclusione di tutti, il campo utilizza metodi femministi basati sulla comunità e incentrati sull’uso di un approccio trasformativo, dialoghi nelle lingue locali per creare empatia e aumentare l’autostima e spazi sicuri come il focolare delle donne tenutosi la sera del 15 aprile.

Ogni donna arriva all’accampamento, porta con sé la sua forza, il suo dolore, la sua lotta, e se ne va più forte, più consapevole e più connessa con altre che sognano e lottano per un Mozambico migliore.

Questo è il secondo accampamento solidale in cui si condividono e si ascoltano le voci e le storie delle donne, in quanto attori locali di DELPAZ in Manica, Sofala e Tete, e si redige una dichiarazione per garantire che le esigenze delle donne siano adeguatamente considerate.

Il primo si è tenuto nel novembre 2023 a Inhazónia, nel distretto di Barué, sempre nella provincia di Manica.

DELPAZ, un programma del Governo del Mozambico finanziato dall’Unione Europea, copre i temi della governance locale e dello sviluppo economico locale per il consolidamento della pace. In stretto coordinamento con i governi locali, è attuato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con la collaborazione di due consorzi di organizzazioni della società civile guidati dalla ONG Helpcode nella provincia di Manica e dalla ONG Save The Children nella provincia di Tete; mentre a Sofala il programma è attuato dall’Agenzia Austriaca per lo Sviluppo (ADA). In tutte e tre le province, il Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale (UNCDF) è responsabile della componente di governance locale inclusiva.

L’AICS finanzia anche un’altra iniziativa denominata “Manica para as Mulheres”, coordinata da Progettomondo in collaborazione con il CAM (Consorzio delle Associazioni Mozambicane), HelpCode, la Fondazione Micaia GMPIS, l’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e Legacoop Emilia-Romagna. “Manica para as Mulheres” mira a promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile e inclusivo nella provincia di Manica attraverso la partecipazione delle donne all’economia rurale, con particolare attenzione ai settori agricolo, commerciale e del turismo rurale nei distretti di Báruè, Macossa, Tambara e Guro.

La Dichiarazione di Guro “accelera” l’impegno per l’emancipazione femminile

L’accampamento di solidarietà, tenutosi tra il 15 e il 16 aprile nel distretto di Guro, nella provincia di Manica, ha prodotto la Dichiarazione di Guro, frutto degli accesi dibattiti nelle sessioni plenarie e del lavoro in 10 gruppi tematici di donne di Tete, Manica e Sofala, per accelerare l’impegno per la loro emancipazione.

Il secondo accampamento di solidarietà della DELPAZ e il primo del progetto “Manica para as Mulheres” hanno riunito 287 partecipanti, tra cui 250 donne, e si sono svolti all’insegna dello slogan “Donne emancipate attraverso la pace, l’inclusione sociale e lo sviluppo economico locale”.

Nella Dichiarazione di Guro, che ha coinvolto anche gli uomini, chiamati a riflettere e a condividere il loro punto di vista sulle varie questioni dibattute e a sostenere i cambiamenti nelle relazioni di genere (“Loro per loro”), le donne rivelano un nuovo ciclo di scoperta, responsabilizzazione e rinnovamento per la loro autonomia economica.

Le donne sono convinte che hanno un ruolo chiave nella produzione agricola e nella commercializzazione, per cui è necessario creare per loro opportunità per accedere alla terra e alle risorse e di gestire il proprio reddito. Ma anche creare opportunità di lavoro formale e di parità di genere attraverso l’inclusione delle donne nei settori chiave di attività, siano essi finanziari, commerciali, industriali o tecnologici.

La creazione di cooperative commerciali, lo sviluppo di iniziative di empowerment economico rivolte a donne e ragazze, possono consentire a tutti di avere accesso al denaro.

La Dichiarazione di Guro raccomanda di ampliare l’accesso al credito per le donne e di renderle responsabili, oltre a garantire che le donne abbiano voce in capitolo in casa e abbiano l’opportunità di essere ascoltate, e che il loro punto di vista sia importante quanto quello degli uomini.

Le donne dovrebbero iniziare a denunciare le violenze che avvengono nelle loro case, ma è anche necessario migliorare la gestione dei casi di violenza contro le donne e penalizzare gli aggressori.

È inoltre necessario ampliare la rete scolastica in modo che le ragazze, in particolare, possano completare la scuola superiore, ma anche la formazione tecnico-professionale in modo che possano aumentare la loro partecipazione attiva negli organi decisionali a tutti i livelli.

Creazione di bacini idrici per l’irrigazione: nel DELPAZ ha funzionato come previsto, in quanto le comunità hanno creato dighe con piccoli stagni per avere dei bacini e quindi far fronte ai cambiamenti climatici, che sono diventati un ostacolo per le donne che dipendono dall’agricoltura pluviale.

Per garantire l’inclusione di tutti, l’accampamento utilizza metodi femministi basati sulla comunità che si concentrano sull’uso di un approccio trasformativo, dialoghi nelle lingue locali per creare empatia e aumentare l’autostima, e spazi sicuri (come il fuoco acceso intorno al quale le donne si sono ritrovate la sera del 15 aprile) con dibattiti educativi e terapeutici.

La governatrice di Manica, Francisca Tomás – che ha partecipato alla sessione conclusiva dell’accampamento – ha osservato che una volta raggiunta la pace in Mozambico, “diventa necessario e urgente” unire le forze che possono portare alla creazione di opportunità per le donne, in particolare le vittime dei conflitti armati (la maggioranza nel campo), di partecipare su un piano di parità con gli altri nel processo di sviluppo delle loro comunità.

“A giudicare dalla dichiarazione finale di questo accampamento, come Governo Provinciale, vogliamo riconoscere che questa iniziativa è una piattaforma ideale per promuovere le donne come attori locali”, ha sottolineato Francisca Tomás, evidenziando che l’accampamento è stato uno spazio che ha permesso di costruire una donna sempre più leader.

L’evento è stato organizzato dal Gruppo di donne per la condivisione di idee di Sofala (GMPIS), uno dei membri del Consorzio che implementa DELPAZ, in collaborazione con Helpcode, che guida il programma nella provincia di Manica, e “Manica para as Mulheres”, che è guidato da Progettomondo, e con le altre organizzazioni partner (FDC, ProgettoMondo, UEM, LEGAcoop, UNCDF, UE e CAM).

Questo è il secondo campo di solidarietà in cui le voci e le storie delle donne, in quanto attori locali di DELPAZ in Manica, Sofala e Tete, vengono condivise e ascoltate, e in cui viene redatta una Dichiarazione per garantire che le esigenze delle donne siano debitamente considerate.

Il primo si è tenuto nel novembre 2023 a Inhazónia, distretto di Báruè, sempre nella provincia di Manica.

DELPAZ, un programma del Governo del Mozambico finanziato dall’Unione Europea, copre i temi della Governance locale e dello Sviluppo economico locale per il consolidamento della pace. In stretto coordinamento con i governi locali, è attuato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con la collaborazione di due consorzi di organizzazioni della società civile guidati dalla ONG Helpcode nella provincia di Manica e dalla ONG Save The Children nella provincia di Tete; mentre a Sofala il programma è attuato dall’Agenzia Austriaca per lo Sviluppo (ADA). In tutte e tre le province, il Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale (UNCDF) è responsabile della componente di governance locale inclusiva.

L’AICS finanzia anche l’altra iniziativa denominata “Manica para as Mulheres”, coordinata da Progettomondo in partenariato con il CAM (Consorzio delle Associazioni Mozambicane), Helpcode, Fondazione Micaia, GMPIS, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e Legacoop Emilia-Romagna.

“Manica para as Mulheres” mira a promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile e inclusivo nella provincia di Manica, attraverso la partecipazione delle donne all’economia rurale, con particolare attenzione ai settori agricolo, commerciale e del turismo rurale nei distretti di Báruè, Macossa, Tambara e Guro.

 

 

CAAM a grandi passi

La riunione del 2° Comitato di Coordinamento del Progetto Centro Agroalimentare di Manica (CAAM) si è svolta, il 9 aprile, in un clima di grande cordialità e interesse presso il Ministero dell’Agricoltura, Ambiente e Pesca (MAAP) del Mozambico.

Il Ministro Roberto Albino ha accolto l’Ambasciatore italiano, Gabriele Annis, e il direttore dell’AICS, Paolo Enrico Sertoli, per una presentazione dettagliata dei seguenti punti:

  1. Localizzazione del CAAM
  2. Modello di gestione del Centro
  3. Modello economico del progetto
  4. Bozza architettonica del complesso
  5. Proposta di logotipo
  6. Calendario delle attività per il semestre aprile–settembre 2025
  7. Calendario generale del progetto

L’incontro ha registrato una partecipazione molto attenta. Il Ministro ha posto domande precise, dimostrando un interesse autentico e la volontà di accelerare concretamente l’implementazione del progetto.

Il CAAM nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento strategico per la valorizzazione dell’agricoltura familiare in Mozambico. Il progetto mira a:
– rafforzare la sicurezza alimentare,
– promuovere pratiche sostenibili,
– sostenere i produttori locali,
– migliorare la trasformazione dei prodotti agricoli.

Una volta soddisfatto il mercato interno, l’obiettivo sarà anche l’apertura ai mercati internazionali.

Durante l’incontro, l’Ambasciatore ha sottolineato il potenziale win-win del progetto, che può trasformare gli agricoltori della Provincia di Manica in veri e propri imprenditori, valorizzando allo stesso tempo l’expertise italiana.

Il Ministro ha accettato con entusiasmo l’invito a partecipare al Macfrut a Rimini (6–8 maggio), un’occasione strategica per:
presentare i primi risultati del CAAM, lanciare manifestazioni di interesse, promuovere nuove opportunità di cooperazione e scambio.

 

La nuova scuola di Cibaene e la Casa della Donna nel distretto di Tsangano

Con l’inaugurazione e la consegna, giovedì 27 marzo, della scuola primaria di Chibaene, nell’entroterra di Tsangano, nella provincia di Tete, i circa 600 bambini di Chibaene cambieranno i banchi fatti di tronchi e blocchi di argilla con quelli tradizionali. La scuola è stata finanziata e costruita nell’ambito del programma DELPAZ.

I bambini hanno salutato per sempre le “aule” sotto gli alberi e hanno dato il benvenuto alle nuove aule in mattoni con gioia sui loro volti e canzoni di allegria, lasciando intendere che si trattava di una vittoria unica.

La costruzione della scuola convenzionale, il cui cortile è servito come caserma militare per le Forze di Difesa e Sicurezza durante il conflitto politico-militare, ha attirato un maggior numero di studenti, aumentando l’organico della scuola da 430 studenti nel 2024 a 600 studenti nel 2025.

Nello stesso giorno è stata inaugurata la Casa delle Donne del distretto di Tsangano, una sorta di “laboratorio” di sviluppo dove donne e uomini metteranno in pratica idee per la loro crescita economica e sociale.

A pochi passi di distanza, sono stati consegnati anche un incubatore verde, un campo dimostrativo e un sistema di approvvigionamento idrico multifunzionale che fornirà acqua potabile alla comunità e irrigherà i campi della Casa delle donne, dove verranno trasferite tecnologie e pratiche agricole intelligenti.

“Sappiamo che la pace può essere consolidata solo con opportunità economiche [reali] per le comunità e le donne hanno un ruolo fondamentale da svolgere”, ha sottolineato Anne-Aël Pohu, rappresentante dell’UE, durante le inaugurazioni a cui hanno partecipato il governatore della provincia di Tete, il direttore del GON e vari partner.

Pohu ha riconosciuto l’eccellente lavoro dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS), che sta implementando il DELPAZ in collaborazione con un consorzio di organizzazioni della società civile guidato da Save The Children a Tete.

“Oggi siamo davvero felici. È un giorno di grande festa per i bambini di Chibaene, per le donne e gli uomini delle comunità di Chibaene e Maconjo. Il nostro più grande desiderio è che questa scuola sia il punto di partenza per una nuova vita e che questa Casa delle Donne sia un nuovo impulso alla vita di queste comunità”, ha sottolineato la vicedirettrice dell’AICS, Maria Cristina Pescante.

I volti gioiosi degli abitanti mostrano la loro soddisfazione.