Uniti per l’Uguaglianza: L’impegno di AICS Maputo contro la violenza di genere

In Mozambico, la violenza di genere è una delle principali sfide sociali che colpisce milioni di donne, assumendo diverse forme come abusi economici, fisici e sessuali. Secondo l’UNFPA, circa 35% delle donne mozambicane ha subito violenza fisica o sessuale da parte del partner. Nonostante i progressi compiuti, le disuguaglianze di genere rimangono marcate, con le donne che rappresentano solo il 27% dei membri del parlamento e sono sottorappresentate nelle posizioni decisionali.

Nel contesto internazionale, la Dichiarazione e Piattaforma di Azione di Pechino del 1995 ha fissato obiettivi fondamentali per l’uguaglianza di genere. A 30 anni dalla sua adozione, il Mozambico continua a perseguire questi obiettivi, sebbene la violenza e la discriminazione di genere siano ancora sfide da affrontare.

In occasione dei 16 Giorni di Attivismo contro la violenza di genere, AICS Maputo si unisce alla campagna UNiTE to End Violence Against Women and Girls, sotto il tema “Towards 30 years of the Beijing Declaration and Platform for Action: UNiTE to End Violence Against Women and Girls”. Con l’obiettivo di eliminare la violenza di genere entro il 2030, l’iniziativa mira a garantire che ogni donna e ragazza possa vivere senza paura.

Tra le iniziative più significative di AICS, ricordiamo:

  • DELPAZ, un progetto che supporta lo sviluppo economico locale, migliorando i mezzi di sussistenza nelle zone rurali come chiave per la pace e la stabilità, con un focus particolare su donne e gruppi vulnerabili. Il progetto coinvolge oltre 20.000 beneficiarie nelle province di Manica e Tete, con 15.285 donne a Manica e 5.504 a Tete. Tra i risultati attesi, DELPAZ mira a migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali, con un’attenzione specifica alla parità di genere.

 

  • ‘Coding Girls’, che promuove il coinvolgimento femminile nel settore tecnologico, migliorando l’accesso delle ragazze alle tecnologie digitali e sostenendo lo sviluppo di competenze ICT. Il progetto ha formato 586 studentesse delle scuole superiori (16-18 anni) e 80 ragazze universitarie, con la creazione di 7 imprese femminili nel settore ICT, assistite dall’incubatore di imprese CI-UEM – Spazio Innovazione.

 

  • ‘As Mulheres do SUSTENTA’, che coinvolge oltre 8.000 donne, comprese imprenditrici agricole e piccole produttrici. Il progetto promuove la creazione di 2 filiere produttive sostenibili, rafforzando le capacità delle istituzioni pubbliche e sviluppando misure a sostegno dell’imprenditoria femminile, della qualità dei prodotti agroalimentari e della sostenibilità ambientale.

Oggi, vestiti di arancione, simbolo di speranza e di un futuro senza violenza, il nostro team testimonia il suo impegno a continuare a lavorare per un mondo in cui ogni donna e ragazza possa vivere libera dalla paura e dalla discriminazione. 🧡

Participazione di AICS Maputo all’11ª Edizione del CEO Dialogue on Southern Africa organizzato da The European House Ambrosetti (TEHA): Promovendo l’agrobusiness e l’integrazione nei SADC.

La Sede AICS di Maputo, in stretto coordinamento con la Direzione Generale AICS, con la Vice Direzione Tecnica AICS e l’Ufficio VII AICS, ha partecipato all’11ª Edizione del CEO Dialogue on Southern Africa, organizzato da The European House Ambrosetti (TEAH), che si è svolto il 14 e 15 novembre 2024 a Johannesburg. Lanciato nel 2014, questo forum rappresenta la piattaforma a livello di Southern Africa per leader imprenditoriali e istituzionali volta a condividere idee, costruire partenariati ed esplorareopportunità di collaborazione nelle relazioni tra Europa e Africa, con un focus specifico sulla regione SADC. L’obiettivo è promuovere opportunità di business strategiche e rafforzare le relazioni commerciali e politiche tra i due continenti.

In questo contesto, la Sede AICS di Maputo, in collaborazione con le Ambasciate d’Italia a Maputo e Lusaka, con ICE e altri partner, come l’UNIDO e la Confederazione delle Associazioni Economiche del Mozambico (CTA), ha supportato la partecipazione al Forum di cinque imprese provenienti dal Mozambico[1] (in particolare dalla provincia di Manica), e due aziende dallo Zambia[2]. Queste imprese operano in settori come la produzione di ananas essiccato, l’allevamento di capre, la fornitura di input agricoli e la commercializzazione di frutta. Grazie agli incontri Business to Business (B2B) organizzati durante il Forum, le aziende hanno potuto esplorare nuove collaborazioni con CEO e dirigenti provenienti realtá, pubbliche e private, della Regione.

Uno dei temi centrali del Forum è stato il potenziale dell’agroindustria nella regione. In questo ambito, Paolo Enrico Sertoli, Titolare della Sede AICS di Maputo, ha partecipato al panel su “Unlocking Agroindustry Potential: Sustainable and Inclusive Growth for Business and Communities”. Durante il suo intervento, ha sottolineato il ruolo chiave dell’AICS nel supportare l’agrobusiness nella regione SADC, finanziando catene di valore agricole sostenibili e promuovendo partenariati pubblico-privati

A titolo di esempio, ha citato il progetto del Centro Agroalimentare di Manica (CAAM), una delle nove iniziative pilota previste nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa, lanciato nel mese di gennaio 2024 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana. L’obiettivo è la costruzione di un centro di agro-processamento nella Provincia di Manica (Mozambico) per supportare le PMI agricole, migliorando la produzione, la trasformazione e l’accesso ai mercati. Come evidenziato da Sertoli: “Grazie alla sua posizione strategica nel Corridoio della Beira, avrà un impatto catalizzatore non solo per il Mozambico, ma anche per i paesi limitrofi, favorendo l’incremento del commercio regionale e lo sviluppo del settore agroalimentare.”

Il progetto è completato da altre iniziative sempre finanziate dalla Cooperazione Italiana allo Svilippo e AICS nella regione (tra le altre, PRODAI e ZIM-MOZA), volte a promuovere l’agro-commercio e a ridurre le barriere per facilitare il commercio regionale.

Il Forum ha visto la partecipazione di illustri personalità, tra cui Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Mthuli Ncube, Ministro delle Finanze dello Zimbabwe, Pietro Mininni, CEO di The European House – Ambrosetti Africa, Alberto Vecchi, Ambasciatore d’Italia in Sudafrica, Lorenzo Galanti, Direttore Generale dell’ICE, Riccardo Zani, Direttore Esecutivo di INALCA, Raffaele Cattaneo, Sottosegretario per le Relazioni Internazionali ed Europee della Regione Lombardia, e Jeffrey Sachs, Direttore del Center for Sustainable Development alla Columbia University. Hanno partecipato inoltre gli Ambasciatori di Angola e Mozambico, insieme ad ex ministri di vari Paesi.

La partecipazione della Sede AICS di Maputo al CEO Dialogue on Southern Africa rappresenta un passo decisivo nella promozione dello sviluppo sostenibile e dell’inclusione socioeconomica nella regione SADC. A partire dal 2024, infatti, la sede di Maputo ha esteso la sua competenza aggiungendo Angola e Zambia ai tre paesi già coperti (Mozambico, Malawi e Zimbabwe), raggiungendo così un totale di cinque paesi della SADC e un bacino di 148 milioni di abitanti. Le collaborazioni avviate dimostrano il forte impegno dell’AICS nel rafforzare il settore agroindustriale per affrontare sfide comuni come gli effetti di El Niño e le crisi alimentari, puntando su partenariati pubblico-privati per stimolare la crescita inclusiva e sostenibile.

 

[1] Le 5 imprese del Mozambico sono: Agromaco, Luteari – Insumos e Serviços Agrícolas, Novo Mundo Comércio e Serviços, Agropecuária Frutas de Révuè, Cooperativa Frutas de Báruè.

[2] Le 2 imprese della Zambia sono: Zamgoat Products e Northwest Crown Fruits.

Mozambico – Il caffè del Mozambico protagonista delle pagine della rivista “Coffee Magazine” anche grazie al supporto AICS

La storia del caffè del Mozambico ha ricevuto un’importante visibilità nel numero 49 della rivista “Coffee Magazine[1]”. La pubblicazione sottolinea il fatto che il paese è “casa di specie uniche ed endemiche di caffè lungo la sua costa”. Un esempio notevole è il Coffea zanguebariae, coltivato nell’arcipelago delle Quirimbas, in particolare sull’Isola di Ibo. Nel 1906, questo caffè ha ricevuto una medaglia d’oro alla Feira Internazionale di Lisbona, grazie al suo sapore e aroma unici, che lo distinguono dalle varietà robusta e arabica. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), attraverso il progetto MAIS VALOR[2], sostiene l’export e la commercializzazione del caffè di Ibo.

L’articolo esplora anche la coltivazione di un’altra varietà di caffè, la Coffea racemosa, che è stata tradizionalmente prodotta nella Provincia di Inhambane. Nel tempo, il Mozambico ha ampliato la produzione di caffè arabica in altre Province e regioni del Paese, come Niassa, Gorongosa, Tete e Chimanimani. Attualmente, oltre 13 aziende sono coinvolte nella produzione di caffè, che coinvolgono circa 4.000 agricoltori.

Questo progresso nel settore del caffè ha attirato attenzione internazionale, culminando con l’adesione del Mozambico all’Organizzazione Internazionale del Caffè[3] (ICO) nel luglio 2023. Un anno dopo, in sintonia con questo riconoscimento internazionale, l’AICS, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale (MADER), l’Associazione Mozambicana dei Coltivatori di Caffè (Amocafé), l’UNIDO e altri partner, ha organizzato il primo Festival del Caffè del Mozambico, nei giorni 14 e 15 giugno 2024.

Il festival, che ha riunito oltre 8.000 partecipanti, ha presentato le diverse varietà di caffè mozambicano, con vari pannelli e presentazioni dinamiche condotte da esperti di paesi come Brasile, Italia, Etiopia e Portogallo. L’evento è stata una celebrazione del caffè mozambicano, evidenziando anche l’unione di due prodotti italiani famosi: il caffè e il gelato, con la degustazione di cinque tipi di gelato al caffè del Mozambico.Il festival ha ricevuto numerosi elogi, con la rivista che ha sottolineato, ad esempio: “i partecipanti hanno lodato la struttura dell’evento, la qualità delle presentazioni e l’esperienza complessiva”.

Questo evento è stato un preludio promettente per rafforzare il settore del caffè del Paese, con l’obiettivo che il Mozambico diventi un attore rilevante nel mercato globale del caffè. La Cooperazione Italiana allo Sviluppo e AICS, anche attraverso il Piano Mattei (nell’ambito del quale sono previste nuove iniziative settoriali di prossima formulazione), è fortemente impegnata a collaborare con il settore privato, inclusi importanti produttori italiani come Illy e Lavazza, oltre a coinvolgere le autorità governative e i partner internazionali, per promuovere ulteriormente lo sviluppo del settore del caffè.

Il riferimento su Coffee Magazine rappresenta un ulteriore, importante passo avanti verso un progressivo riconoscimento delle potenzialità del settore in Mozambico.

[1] The Coffee Magazine è stata lanciata nel 2012, ispirata dalla crescente cultura del caffè, soprattutto in Sudafrica. La rivista si dedica a celebrare il settore del caffè, coprendo baristi, caffè, competizioni e innovazioni all’interno dell’industria. Negli anni, la rivista ha guadagnato popolarità, venendo pubblicata trimestralmente in formato cartaceo e digitale.

[2] Con il finanziamento della Cooperazione Italiana allo Sviluppo e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), l’United Nation Industrial Development Organization (UNIDO) ha avviato un intervento focalizzato sulla riscoperta delle tradizioni locali e sulla valorizzazione dell’agro-biodiversità che caratterizza il territorio di Ibo e, nel 2019,il progetto Mais Valorcon l’obiettivo di rilanciare il “caffè di Ibo” per accrescere la resilienza della popolazione locale.

[3] L’Organizzazione Internazionale del Caffè (OIC), fondata nel 1963 e con sede a Londra, promuove la cooperazione tra i paesi produttori e consumatori di caffè, sostenendo lo sviluppo sostenibile dell’industria. Attualmente, conta 49 membri, tra cui paesi produttori e consumatori di caffè.

Mozambico – Giornata Mondiale dell’Alimentazione – La Sede AICS di Maputo rinnova il proprio compromesso per la nutrizione e la resilienza in ambito agricolo nella Provincia di Manica

Mozambique, Chimoio, Manica, Agriculture © Andrea Borgarello

Il Mozambico è tra i paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Secondo l’Indice Globale del Rischio Climatico, pubblicato nel 2021 dall’ONG tedesca Germanwatch[1], il paese è stato classificato come il più vulnerabile al mondo a questi impatti. Il rapporto evidenzia le conseguenze già subite dal Mozambico, come i cicloni Idai e Kenneth, oltre a lunghi periodi di siccità.

Attualmente, la Provincia di Manica, nel centro del paese, affronta gli effetti di El Niño[2], che ha provocato una grave siccità, colpendo circa 1,8 milioni di persone. Febbraio 2024 è stato il mese più secco degli ultimi 100 anni[3].

Bartolomeu Tenesse, beneficiario del programma DELPAZ[4], descrive la situazione: “La fame quest’anno è spaventosa. Ci sono famiglie che si alimentano con crusca di mais, frutta e tuberi selvatici.” Aida Diekson, agricoltrice nel distretto di Macossa, e beneficiaria del progetto Mulheres no Sustenta, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)[5], racconta che “Quest’anno non ha dato nulla. I pomodori, le cipolle e le lattughe si sono seccati.”

I numeri confermano questi racconti allarmanti, con 166.126 persone che affrontano un’insicurezza alimentare acuta e circa 49.384 in situazione di emergenza nella Provincia di Manica. Questo si traduce in un 39,1% dei bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione cronica.

Di fronte a questo scenario allarmante, l’AICS ha unito gli sforzi con il Governo del Mozambico per combattere la fame e aumentare la produzione agricola nella Provincia di Manica[6]. Queste azioni sono ancora più rilevanti, considerando le sfide continue imposte dai cambiamenti climatici e la crescente insicurezza alimentare nel paese.

Per rafforzare questi sforzi, l’AICS, in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), ha celebrato la Giornata Mondiale dell’Alimentazione a Chimoio, capoluogo della Provincia di Manica, sotto il tema “Il Diritto al Cibo per una Vita e un Futuro Migliore“. In questo contesto, è stata organizzata una serie di attività presso la Scuola del Centro Nhamatsane, che riflettono l’impegno comune a garantire che tutti abbiano accesso a cibo nutriente e di qualità.

Nel suo intervento, Giovanni Barbagli, Responsabile per il Genere e lo Sviluppo Rurale e referente dell’Agenzia a Chimoio, ha sottolineato l’impegno dell’AICS nella Provincia di Manica, evidenziando i vari interventi in corso che mirano a migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione, attraverso varie iniziative[7].

Ha anche sottolineato, ad esempio, che l’agricoltura è uno dei cinque pilastri essenziali del Piano Mattei, approvato quest’anno dal Governo italiano. Barbagli ha inoltre menzionato il Centro Agroalimentare di Manica (CAAM)[8], un investimento di 35 milioni di euro che sarà costruito a Chimoio. Questo centro svolgerà un ruolo cruciale nella promozione di filiere agricole eque e inclusive, aiutando a rafforzare la resilienza degli agricoltori e delle comunità di fronte a fenomeni estremi, come El Niño.

Garantire un mercato sicuro per le produzioni locali è fondamentale per stimolare la crescita agricola e utilizzare al meglio le risorse naturali della Provincia. Il CAAM mira a stabilizzare i prezzi dei prodotti agricoli, aumentando il prezzo d’acquisto ai produttori, riducendo il numero di intermediari e creando una filiera corta tra produttore e consumatore.

Inoltre, si pretende valorizzare i prodotti agricoli attraverso il lavaggio, calibrazione, confezionamento, vendita diretta e all’ingrosso; conservazione e trasformazione delle materie prime per la produzione di succhi, polpe, oli, oli essenziali, frutta secca, disidratata etc. Una volta soddisfatto il mercato interno, il CAAM si propone di guardare all’esportazione, promuovendo le eccellenze agricole del Mozambico sul mercato internazionale.

Situata nel corridoio della Beira, la Provincia di Manica è strategica per la sicurezza alimentare del paese. Il CAAM non solo adotterà tecnologie verdi sostenibili e valorizzerà il ruolo delle donne, ma promuoverà anche l’economia circolare attraverso studi tecnici che miglioreranno la capacità della regione di affrontare le sfide imposte da eventi climatici avversi.

Celebrando la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, l’AICS ribadisce il proprio impegno a sostenere le comunità di Manica, duramente colpite dalla siccità provocata da El Niño. Attraverso progetti agricoli e di resilienza climatica, l’agenzia cerca di garantire l’accesso a cibo sicuro e nutriente, contribuendo a mitigare gli effetti dell’insicurezza alimentare nella regione.

© Andrea Borgarello

[1] Il prossimo rapporto sarà pubblicato nel 2025, presentando una metodologia aggiornata per migliorare la comparabilità tra le classifiche dei paesi e un insieme di dati più sostenibile sugli impatti climatici per le pubblicazioni future.

[2] El Niño è un fenomeno climatico caratterizzato dal riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico, che provoca perturbazioni nei modelli atmosferici. Nella provincia di Manica, in Mozambico, questo fenomeno è stato associato a gravi siccità, in particolare tra il 2015 e il 2016, quando le precipitazioni sono diminuite fino al 50%. Attualmente, la regione sta affrontando nuovamente le sfide legate a El Niño, con previsioni di siccità che influenzano la produzione agricola e aumentano l’insicurezza alimentare

[3]Secondo i dati del rapporto pubblicato dall’OCHA ‘El Niño Humanitarian Overview Southern Africa’.”

[4] DELPAZ, finanziato dall’Unione Europea in Mozambico, è un programma del governo mozambicano che lavora per consolidare la pace in 14 distretti delle province di Manica, Tete e Sofala. Nella provincia di Manica, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) sostiene lo sviluppo economico, collaborando con le autorità locali e con un consorzio di organizzazioni della società civile italiana e locale, guidato da Helpcode.

[5] L’AICS sta attualmente finanziando, implementando 7 interventi nella Provincia di Manica (Mulheres no Sustenta, PRODAI, Programma di Sostegno allo Sviluppo Rurale – PADR, DELPAZ, MAIS VALOR 1, MAIS VALOR 2 e CAAM), ognuno con diversi partner implementatori, ma tutti con un obiettivo comune: sradicare la fame. Questi interventi si concentrano sul sostegno alle piccole e medie imprese agricole, con iniziative che includono la commercializzazione dei loro prodotti, la creazione di punti verdi, la distribuzione di sementi, l’installazione di sistemi di irrigazione, l’agroforestry, l’apicultura, etc., promuovendo così un’agricoltura più resiliente, sostenibile e inclusiva.

[6] Oltre ai vari progetti finanziati dall’AICS nella Provincia di Manica, che mirano a rafforzare la sicurezza alimentare, nel maggio 2024 abbiamo consegnato, su richiesta del Segretario di Stato della Provincia, 1100 kg di semi di fagiolo.

[7] (i) il PSSR (Programma di Sostegno allo Sviluppo Rurale), condotto in partenariato con il FAR, che ha l’obiettivo di sostenere l’agricoltura commerciale e lo sviluppo dell’economia locale, attraverso il rafforzamento dei piccoli produttori e delle organizzazioni comunitarie, nonché delle micro, piccole e medie imprese agricole tramite servizi di assistenza tecnica e finanziaria, l’accesso alla terra e la formalizzazione del suo utilizzo, al fine di migliorare le capacità produttive e facilitare l’accesso al mercato della produzione agro-alimentare;

(ii) l’Iniziativa denominata “As Mulheres no SUSTENTA”, implementata da un consorzio di OSC italiane e mozambicane, rappresentate da Progettomondo, che promuove la partecipazione delle donne nell’economia rurale, attraverso il supporto all’innovazione, con particolare riferimento ai processi produttivi e alla valorizzazione delle catene di valore nel settore agro-alimentare;

(iii) Pro-DAI, Iniziativa realizzata dalla FAO, che mira a ridurre la povertà e migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale attraverso la trasformazione di sistemi alimentari diversificati, innovativi, efficienti, inclusivi e sostenibili, e l’adozione di modelli sostenibili di intensificazione della produzione agricola mediante pratiche adeguate di gestione del suolo e la promozione di sistemi agroforestali intesi a rafforzare la sostenibilità economica, sociale ed ecologica;

(iv) MAIS VALOR II – Migliorare lo sviluppo inclusivo e sostenibile delle filiere di approvvigionamento agricolo, Iniziativa di assistenza tecnica implementata da UNIDO, che mira ad aumentare le capacità locali, l’aggiornamento tecnologico e il trasferimento di know-how per rafforzare i modelli di agribusiness e contribuire allo sviluppo dell’agroindustria in Mozambico, concentrandosi sulla promozione del valore aggiunto e sul miglioramento della trasformazione agricola, con interventi nei settori dell’orticoltura, della produzione di caffè e di cereali.

[8] L’8 luglio 2024 è stato firmato un accordo per lo sviluppo di un centro agroalimentare nella provincia di Manica, Mozambico, nell’ambito della Struttura di Missione per l’Africa Australe del Piano Mattei. L’accordo è stato sottoscritto da Stefano Gatti, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, e da Paolo Lombardo, Direttore Cooperazione Internazionale di Cassa Depositi e Prestiti, insieme a Ernesto Max Elias Tonela, Ministro dell’Economia e delle Finanze del Mozambico. Questo progetto, del valore di 38 milioni di euro, mira a rafforzare la sicurezza alimentare e promuovere l’agricoltura sostenibile.

Cerimonia di inaugurazione dei lavori di infrastruttura della Stazione di Biologia Marina di Inhaca

Il 14 ottobre u.s., si è svolta sull’isola di Inhaca (Provincia di Maputo, Mozambico) la cerimonia di inaugurazione dei lavori di riqualificazione/costruzione di parte delle infrastrutture della Stazione di Biologia Marina di Inhaca (EBMI), dell’Universidade Eduardo Mondlane (UEM). L’evento ha visto, tra gli altri, la presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gianni Bardini, del Vice-Ambasciatore, Eugeniu Rotaru, del Titolare dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – Sede di Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e del Magnifico Rettore dell’Università Eduardo Mondlane (UEM), Manuel Guilherme Júnior, insieme ad altre autorità governative, donatori e rappresentanti delle autorità locali e religiose.

L’AICS sta appoggiando l’EBMI attraverso diversi programmi, afferenti al settore ambientale (in particolare, Mangrowth, RINO e BioForMoz), contribuendo alla formazione di risorse umane e alla riabilitazione e costruzione di alcune infrastrutture, con l’obiettivo di appoggiare il trasferimento di conoscenze e la formazione delle competenze scientifiche locali, nel tentativo di “decolonizzare” la ricerca e la gestione delle risorse naturali del Mozambico.

Tra i lavori effettuati presso la EBMI, spiccano la riqualificazione dei dormitori e del refettorio, oltre alla nuova costruzione del laboratorio di ricerca che doterà la Stazione dei locali e degli equipaggiamenti adatti a compiere ricerche scientifiche sia in ambito secco e sia in ambito umido.

La delegazione, accolta dalle massime cariche del Municipio di Inhaka ha avuto modo di visitare le infrastrutture. I nuovi dormitori, con capacità di ospitare 58 studenti e docenti, cosi come il refettorio e il laboratorio, sono indispensabili per mettere a disposizione le condizioni ottimali ai ricercatori nazionali e internazionali coinvolti nello studio della ricca biodiversità dell’isola, che per la maggior parte è identificata come riserva naturale e ospita vari biomi, dalle barriere coralline più a sud del pianeta, a dune, mangrovie, aree umide e ospita tra le altre cose famiglie di Dugonghi (considerata a livello mondiale una specie vulnerabile). Durante la cerimonia si è potuto constatare l’utilizzo delle nuove infrastrutture che in questi giorni ospitano studenti italiani e mozambicani che partecipano alla seconda edizione della Summer School, un programma che, con il supporto del progetto Mangrowth, è focalizzato sullo studio degli habitat a mangrovie. La delegazione ha avuto l’opportunità di interagire con gli studenti e conoscere i loro lavori.

La delegazione ha anche visitato le infrastrutture che ospiteranno il laboratorio, che avrà la capacità di accogliere almeno 10 ricercatori contemporaneamente. Il laboratorio è composto da un laboratorio umido, utilizzato per lo studio di campioni biologici marini in condizioni controllate, e un laboratorio secco, destinato all’analisi di campioni prevalentemente terrestri e all’elaborazione dei dati. Questi due tipi di laboratori sono fondamentali per un’indagine completa sugli ecosistemi marini e costieri dell’isola di Inhaca. Difatti la EBMI ospita i ricercatori mozambicani della UEM e di altre istituzioni nazionali così come di istituzioni dell’Africa australe per svolgere ricerche sulla tutela della biodiversità marina.

L’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gianni Bardini, ha sottolineato che “La ricerca e la protezione dell’ambiente marino sono ancora più cruciali nel contesto della preservazione ambientale, poiché i danni causati alle risorse marittime, sebbene meno visibili rispetto a quelli terrestri, sono enormi.” Ha anche ribadito che “L’ambiente è fondamentale per tutti noi, essendo essenziale per garantire e promuovere un futuro per le nuove generazioni. Abbiamo una responsabilità morale importantissima: consegnare il pianeta ai giovani nelle condizioni migliori.”

Da parte sua, il Rettore dell’Università Eduardo Mondlane, Manuel Guilherme Júnior, ha ringraziato il governo italiano “il nostro partner, che ci ha sostenuto negli ultimi 45 anni. Questa cooperazione è stata importante per l’UEM e ha permesso che l’UEM raggiunga le mani dei mozambicani, attraverso le azioni di insegnamento, nell’ambito della ricerca e anche dell’estensione e dell’innovazione.” Ha anche avvertito sull’importanza della sostenibilità, “non solo in termini di scienza e ricerca, ma anche nella preservazione delle infrastrutture qui costruite, affinché possano durare e beneficiare non solo questa generazione, ma anche le future, che avranno bisogno di queste strutture.”

L’evento si è concluso con una visita al Museo dell’EBMI, dove un tecnico ha evidenziato la ricca storia della stazione, fondata nel 1951, e le oltre 12.000 specie registrate a Inhaca, comprese oltre 150 specie di coralli, 300 specie di uccelli e quattro specie di tartarughe. Il tecnico ha presentato alcuni esemplari, come uno scheletro di dugongo, un animale in via di estinzione che, grazie agli sforzi dei partner, compresa la Cooperazione Italiana, sta tornando nelle acque di Inhaca.

 

Evelina, l’ex cuoca di Afonso Dhlakama che ha utilizzato per la prima volta sementi certificate

Per tradizione familiare, Evelina Zacarias aveva conservato nel granaio una parte dei chicchi di mais del suo raccolto per utilizzarli come sementi per la successiva stagione agricola del 2023, ma i cambiamenti climatici, che hanno causato la siccità nel suo villaggio, hanno messo in discussione questa pratica.

Ph. André Catueira

“Abbiamo sempre tenuto i chicchi che sembravano più sani. È una tradizione che risale ai miei nonni, ma con il venir meno della stagione delle piogge, i semi germogliavano e appassivano subito a causa del sole in questa fase, e così perdevamo la maggior parte della produzione, con una spiga o l’altra che sopravviveva” nel campo, che veniva poi raccolto e conservato per la semina, spiega la donna.

L’ex guerrigliera della Resistenza nazionale mozambicana (Renamo) è stata reintegrata dopo la sua recente smobilitazione nel villaggio di Zivale, una località all’interno di Muda Serração, nel distretto di Gondola, nella provincia di Manica, dove, oltre a dedicarsi alla famiglia, coltiva per mantenersi.

Si è unita a un’associazione di contadini nell’ambito del processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione sociale (DDR) e ha ricevuto per la prima volta sementi certificate grazie a una linea di sostegno DELPAZ.

“Abbiamo ricevuto le sementi certificate e le ho piantate nel campo per la prima volta. Diffidente, ho messo da parte un appezzamento dove ho seminato le sementi tradizionali, ma tutto ciò che è germogliato è morto a causa del sole. Tutto il cibo che ho oggi proviene da sementi certificate”, ha spiegato.

“Le sementi certificate hanno migliorato notevolmente il mio reddito da produzione sul campo. Non avevo idea che la siccità fosse causata dal cambiamento climatico e che dovessimo reagire con nuove tecniche agricole e sementi migliorate che i tecnici DELPAZ ci stanno insegnando”, osserva, mentre riordina i fasci di fieno che copriranno un nuovo granaio.

Evelina Zacarias, 50 anni, reintegrata a Zivale, ha combattuto per 18 anni per la guerriglia della Resistenza Nazionale Mozambicana (Renamo), servendo come badante per i figli del leader storico e poi come cuoca di Afonso Dhlakama, ed è stata smobilitata due volte, l’ultima nel giugno 2020.

Evelina è stata reclutata nella guerriglia all’età di sette anni nel 1981, durante i 16 anni di guerra civile, ed è stata smobilitata una prima volta nel 1994 dalla missione di pace delle Nazioni Unite in Mozambico (Onumoz). Dopo 18 anni di vita civile, è rientrata nella guerriglia per “combattere per la democrazia” nel 2012, quando Afonso Dhlakama ha convocato e raggruppato gli ex guerriglieri nella catena montuosa di Gorongosa, a Sofala.

“Sono stata reclutata con mio padre a Mpunga e da lì con il generale Ossufo (Momade) siamo partiti per Gorongosa, poi per una base a Maringue e quindi per Massala”, un viaggio che ha richiesto mesi a piedi, racconta la donna, sottolineando che è stato a Massala che è stata smobilitata per la prima volta.

Ora madre di otto figli, tutti nati durante gli intervalli dei conflitti, inizialmente ha ricevuto un addestramento militare per il combattimento, ma poi è stata assegnata a occuparsi dei figli del presidente Afonso Dhlakama, che in seguito ha servito anche come cuoca.

Ph. Andre Catueira

“C’erano case dove si trovavano le mogli e i figli del leader e noi ci occupavamo di loro. Lavavamo i loro vestiti nei fiumi e cucinavamo per loro fino alla fine della guerra. Il presidente Dhlakama veniva sempre lì dove si trovavano le mogli e i bambini e ci assicurava che un giorno la guerra sarebbe finita, e questo è andato avanti fino a quando siamo stati smobilitati per la prima volta nel 1992”, dice con un’energia invidiabile nei suoi gesti.

L’ex guerrigliera ricorda che alla sua prima smobilitazione tornò al suo villaggio natale di Búzi con un machete, un’ascia, una zappa e un assegno della banca, che non incassò mai perché bruciò nella capanna dove viveva durante un incendio.

È stata nuovamente smobilitata nell’ambito del processo di smobilitazione, disarmo e reinserimento (DDR) – che deriva dall’accordo di pace firmato nel 2019 – e ora sta dedicando la sua vita alla famiglia e all’agricoltura.

“Stiamo imparando a superare la siccità con nuovi metodi di produzione e questo migliorerà le nostre entrate, così potremo prenderci cura della nostra famiglia”, dice Evelina, il suo solito sorriso discreto che mette in risalto i tratti scuri che le attraversano il viso.

Spera di poter un giorno meccanizzare l’agricoltura e abbandonare la zappa che usa per coltivare i suoi due ettari di terreno, dedicati esclusivamente alla coltivazione di mais e sesamo.

Gli ex guerriglieri sono tra le migliaia di beneficiari del Programma DELPAZ, che assicura la reintegrazione economica e sociale di tutti gli ex combattenti, delle loro famiglie e delle comunità rurali colpite dal conflitto, al fine di raggiungere una pace duratura in Mozambico.

 

 

Progetto INCLU.DE: Garantire l’Accesso Inclusivo ai Servizi Sanitari per le Persone con Disabilità in Mozambico

Il progetto INCLU.DE – Inclusione per lo Sviluppo (AID –12759), un’iniziativa finanziata dall’AICS, è stato lanciato nell’agosto del 2024 con l’obiettivo principale di migliorare le condizioni di vita di uomini e donne con disabilità in Mozambico, attraverso l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Il progetto si concentra sulle province di Sofala e Maputo e lavorerà a stretto contatto con la Commissione Nazionale per i Diritti Umani.

Con un focus significativo nell’ambito della salute, il progetto garantirà l’accesso delle persone con disabilità ai centri sanitari, rimuovendo le barriere che ne ostacolano l’accesso e promuovendo la sensibilizzazione e la formazione dei professionisti della salute. Saranno organizzati corsi specifici per garantire un’assistenza inclusiva e di qualità. Nelle strutture sanitarie valutate durante la valutazione dei bisogni sul campo, il personale sanitario ha segnalato problemi di relazione con le persone con disabilità a causa di capacità e metodi di comunicazione inadeguati e non adattati, due delle categorie più trascurate sono le persone con disabilità visive e uditive. Nel progetto, dunque, verranno previsti formazioni il personale sanitario sui metodi di comunicazione inclusiva, anche nella lingua dei segni, per sviluppare strategie e strumenti di comunicazione che rispondano alle esigenze dei pazienti con disabilità.

Uno dei principali ostacoli affrontati dalle 68.000 persone con disabilità uditiva in Mozambico è la difficoltà di comunicare i propri sintomi o malesseri ai professionisti della salute a causa della mancanza di conoscenza della lingua dei segni da parte di questi tecnici. Questa barriera può rappresentare un rischio per la vita, specialmente in un paese come il Mozambico, dove la malaria è ancora una delle principali cause di morte. Nel 2022, sono stati registrati circa 11 milioni di casi di malaria nel paese, rendendo cruciale che tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni, possano accedere in modo efficace e sicuro ai servizi sanitari.

 

Per affrontare questa sfida, REMOTELINE, azienda mozambicana che collabora attivamente con l’AICS, ha lanciato una centrale di interpretariato nel luglio del 2020, durante la pandemia di COVID-19, per garantire che le persone con disabilità uditiva potessero accedere ai servizi sanitari, specialmente in un momento in cui molti di questi servizi erano stati trasferiti online. La centrale offre interpretariato remoto in Lingua dei Segni e Portoghese, facilitando la comunicazione tra le persone con disabilità uditiva e i professionisti della salute. Il servizio è gratuito e disponibile tramite WhatsApp, da lunedì a venerdì, e copre tutto il paese, estendendosi anche ai paesi con una forte comunità mozambicana, come il Portogallo.

La linea di REMOTELINE avrà un ruolo cruciale nel progetto INCLU.DE, specialmente nell’accesso inclusivo ai servizi sanitari. Questo strumento garantirà che, indipendentemente da dove le attività del progetto siano implementate, le persone con disabilità uditiva possano ricevere assistenza immediata, superando le barriere comunicative e assicurando un’assistenza efficace e inclusiva.

Per divulgare questo servizio, REMOTELINE ha presentato, il 31 agosto, come parte dell’agenda culturale dell’AICS alla FACIM, la fiera più grande del settore privato in Mozambico, l’impatto che la centrale di interpretariato avrà sul successo del progetto, raggiungendo migliaia di visitatori. Inoltre, è stata presentata anche la TV Gestual, che mira a garantire che le persone con disabilità uditiva abbiano accesso a informazioni cruciali, inclusa quella sulla salute. Attraverso i suoi telegiornali in lingua dei segni, trasmessi su YouTube dal lunedì al venerdì, vengono fornite indicazioni sulla prevenzione delle malattie, come il Monkey Pox, dichiarato emergenza pubblica in Africa il 13 agosto 2024.

Il progetto INCLU.DE rappresenta un passo importante nella promozione dell’inclusione e dell’accessibilità per le persone con disabilità in Mozambico. Con la collaborazione di REMOTELINE e l’implementazione di soluzioni come la centrale di interpretariato, il progetto mira a superare le barriere e garantire che tutti i cittadini possano accedere ai servizi essenziali in modo equo.

Maputo, 11 settembre 2024 – Cerimonia di chiusura del progetto BioForMoz

L’11 settembre, si è tenuta presso l’Università Eduardo Mondlane (UEM) la cerimonia di chiusura del progetto AID. 12089 BioForMoz – Supporto alla Ricerca Ambientale, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nel perido 2021-2024. L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gianni Bardini, del Rettore dell’UEM, Manuel Guilhermo Junior, del Titolare della Sede AICS-Maputo, Paolo Enrico Sertoli, e della Direttrice del Centro di Biotecnologia dell’UEM, Luciana de Araújo.

Il progetto, avviato nel mese di luglio 2021, è stato implementato dal Centro di Biotecnologia dell’UEM in collaborazione con un consorzio di Università italiane, guidato dall’Università di Sassari (UNISS). BioForMoz ha avuto come obiettivo principale la formazione di ricercatori e docenti delle istituzioni biomediche dell’UEM e lo sviluppo di una rete di infrastrutture e laboratoriali di eccellenza presso alcuni centri della UEM (in particolare, Centro di Biotecnologia e Museo di Storia Naturale). Queste infrastrutture hanno svolto un ruolo essenziale nella produzione di ricerca scientifica, innovazione e prestazione di servizi orientati alla risoluzione di problemi ambientali e sanitari in Mozambico.

Durante la cerimonia, sono stati evidenziati i principali risultati raggiunti dal progetto, tra cui l’assegnazione di 28 borse di studio di Master e Dottorato a giovani mozambicani. Alcuni degli studi finanziati da queste borse hanno affrontato, ad esempio, l’analisi della prevalenza del colera nella provincia di Sofala dopo il ciclone Idai, nonché la valutazione genetica dei bufali africani nel Paese.

È stata altresì sottolineata la creazione del BioBanco per la conservazione della biodiversità, che attualmente conta oltre 200 specie acquatiche e 100 specie terrestri, costituendo una risorsa importante per la preservazione della biodiversità mozambicana. Inoltre, è stato menzionato lo sviluppo di infrastrutture laboratoriali sull’Isola di Inhaca.. Questo spazio permetterà l’indagine della biodiversità unica dell’Isola di Inhaca, che ospita il più meridionale dei reef corallini del mondo, da parte di scienziati mozambicani e internazionali.

L’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gianni Bardini, ha sottolineato l’importanza dell’investimento nella ricerca scientifica, evidenziando che i “paesi più avanzati sono quelli che investono fortemente in questo settore”. Bardini ha inoltre sottolineato che, nonostante la conclusione,  l’impatto del progetto perdurera’grazie alla rete di relazioni stabilita tra l’UEM e prestigiose università italiane, come La Sapienza, Genova, UNISS, Parma, e l’Istituto di Ricerca sulle Acque d’Italia (IRSA)

L’Ambasciatore ha anche enfatizzato la necessità che le università non siano viste come “torri d’avorio” distanti dalla comunità. “Dobbiamo sfruttare tutte le opportunità per connettere la ricerca accademica alla creazione di lavoro e servizi per la popolazione”, ha affermato, citando come esempio la creazione di posti di lavoro nelle riserve e nei parchi del Mozambico.

Il Rettore dell’UEM, Manuel Júnior, ha lodato il “notevole contributo” del progetto alla formazione istituzionale, evidenziando l’accreditamento dei laboratori e i progressi nel controllo della qualità degli alimenti, dell’acqua e dell’ambiente, in conformità con gli standard internazionali. Il Rettore ha mostrato particolare soddisfazione per il fatto che oltre l’80% delle borse di studio sono state assegnate a donne, riconoscendo l’importanza della partecipazione femminile nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) come mezzo per promuovere l’uguaglianza di genere.

 

La chiusura del progetto BioForMoz segna la fine di una fase, ma gli sforzi dell’AICS nella promozione della biodiversità in Mozambico continuano, con iniziative come il restauro del Museo di Storia Naturale e il nuovo progetto nel Parco Nazionale di Chimanimani che vede il centro di biotecnologia partner della cordata di università che andranno ad implementare il programma, segnando in forma ancora più netta il passaggio da ente beneficiario delle azioni della cooperazione Italiana ad ente esecutore. È importante ricordare anche che il centro, attraverso il programma RINO, attualmente sta fornendo servizi di consulenza alla polizia criminale del Governo del Mozambico con formazioni laboratoriali ai tecnici forensi atte a combattere i crimini commessi contro la biodiversità del Paese.

Infine, grazie all’appoggio della cooperazione italiana che ha contribuito ad elevare il centro a istituto di riferimento, si ricorda che dal 2019, lo stesso fa parte della rete di laboratori Enhancing Research for Africa Network, promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.

 

FACIM 2024: L’AICS e il Settore Privato Contribuiscono allo Sviluppo Sostenibile del Mozambico

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha partecipato alla 59ª edizione della Fiera Agricola, Commerciale e Industriale del Mozambico (FACIM), tenutasi con il tema “Industrializzazione: Innovazione e Diversificazione dell’Economia Nazionale”, a Marracuene, dal 26 agosto al 1° settembre.

La FACIM, la più grande fiera del settore privato in Mozambico, ha come principale obiettivo promuovere scambi commerciali, stimolare la produzione e il consumo, e attrarre investimenti nel paese. In questa edizione, più di 3.000 espositori provenienti da 26 paesi erano presenti, tra cui 2.300 aziende mozambicane e 750 operatori economici stranieri. Lo stand dell’AICS era situato nel padiglione dell’Italia, dove 17 aziende italiane hanno presentato l’eccellenza del “Made in Italy”.

Durante l’evento, l’AICS ha organizzato un programma culturale. Nell’ambito del progetto di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili, più di 40 visitatori hanno potuto misurare pressione arteriosa e glicemia, e ricevere consigli.

Inoltre, è stato presentato il progetto di infrastrutture urbane verdi e resilienti, attraverso il quale sarà costruita la prima Unità di Compostaggio Municipale a Maputo, con il coinvolgimento di partner del settore privato.

Il progetto INCLU.DE ha presentato la collaborazione con REMOTELINE, un’azienda mozambicana che offre interpretazione in lingua dei segni per facilitare la comunicazione con persone con disabilità uditive tramite chiamate WhatsApp.

I visitatori hanno anche avuto l’opportunità di conoscere diverse cooperative e aziende sostenute dall’AICS, come l’azienda Kuvanga, che commercializza frutta disidratata come mango, ananas e cocco a Inhambane, la cooperativa frutticola di Barué, specializzata nella commercializzazione del litchi, e l’Associazione dei Produttori di Caffè di Ibo, che commercializza il caffè di Ibo, nell’ambito del progetto MAIS VALOR 1. Gli agricoltori del Programma DELPAZ hanno espresso la loro gioia e soddisfazione per la partecipazione alla fiera internazionale di Maputo, dove hanno potuto esporre e vendere i loro prodotti, come mais, fagioli, cipolle, arachidi, ecc., e soprattutto far conoscere le buone pratiche e fare networking, come sottolineato nel reportage a loro dedicato dall’emittente televisiva internazionale RTP, nel Repórter África del 29 agosto.

Lo stand dell’AICS ha attirato un gran numero di visitatori, tra cui imprenditori, giornalisti e partner interessati alla cooperazione italiana e, in particolare, al lavoro dell’AICS con il settore privato in Mozambico. Tra i visitatori, segnaliamo la presenza del Presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi, accompagnato da Osvaldo Petersburgo, Segretario di Stato mozambicano della gioventù e impiego. Entrambi hanno avuto l’opportunità di dialogare con il Team Leader per la Creazione d’Impiego, Alberto Tanganelli, sulla nuova strategia dell’AICS per promuovere l’innovazione nell’occupazione in collaborazione con le entità locali.

 

Lancio del progetto INCLU.DE

 

Oggi si è tenuto il lancio del progetto INCLU.DE – Inclusione per lo Sviluppo, il cui obiettivo è migliorare le condizioni di vita di uomini e donne con disabilità in Mozambico, implementando effettivamente la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

All’evento hanno partecipato il Presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH), Dr. Albachir Macassar, la Vice-Titolare dell’AICS – Sede di Maputo, Maria Cristina Pescante, e rappresentanti dei ministeri mozambicani, in particolare del Ministero del Genere, Infanzia e Azione Sociale e del Ministero della Salute. Presenti anche organizzazioni della società civile come l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO) , implementatore del lotto 1, Medici con l’Africa (CUAMM) , implementatore del lotto 2, Remoteline e il Forum delle Associazioni Mozambicane delle Persone con Disabilità (FAMOD).

Durante il lancio, la Vice-Titolare Maria Cristina Pescante ha sottolineato che “l’iniziativa INCLU.DE rappresenta un passo importante per la promozione dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale. Vogliamo creare opportunità per tutti, indipendentemente dal genere, dall’età, dalla disabilità o dal contesto socioeconomico. Vogliamo costruire una società in cui ogni individuo possa contribuire attivamente.”

Il Presidente della CNDH, Dr. Albachir Macassar, ha aggiunto che “ha ringraziato la Cooperazione Italiana per aver incluso la Commissione come un attore chiave in questa materia. Ha sottolineato inoltre l’importanza del progetto nel settore della salute, enfatizzando la “necessità di aumentare l’accessibilità per le persone con disabilità”. Ha evidenziato che, a causa della mancanza di accessibilità, molte persone con disabilità finiscono per non utilizzare i servizi sanitari.

Il progetto INCLU.DE, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), durerà 36 mesi e mira a rafforzare il sistema di promozione e protezione dei diritti delle persone con disabilità attraverso azioni di rafforzamento istituzionale a livello centrale e locale, attività di ricerca e analisi e interventi pilota nel settore della salute e dell’azione sociale nelle Province di Maputo e Sofala. La strategia di intervento si articola in quattro componenti principali:

  1. Capacity-building e supporto all’Unità della Commissione Nazionale dei Diritti Umani che si occupa di promozione, tutela e monitoraggio dei diritti delle persone con disabilità.
  2. Trasferimento di conoscenze e sensibilizzazione sui diritti delle persone con disabilità ai funzionari pubblici, alle Organizzazioni di Persone con Disabilità e alle Organizzazioni della Società Civile, creando una base condivisa di informazioni e consapevolezza.
  3. Sostegno ai processi di raccolta di dati rilevanti e comparabili sulla condizione delle persone con disabilità nel Paese, favorendo la disaggregazione per disabilità dei principali indicatori internazionalmente codificati.
  4. Definizione, sperimentazione e standardizzazione di misure innovative e replicabili per servizi accessibili e di qualità a livello primario e comunitario, iniziando dal settore sanitario.

Questa iniziativa mira a garantire che le persone con disabilità abbiano accesso a servizi sanitari di qualità e inclusivi, promuovendo l’uguaglianza delle opportunità e l’inclusione sociale in Mozambico, senza lasciare indietro nessuno.